24 Luglio 2012. Visita a due Outlet nella città di Paju

E’ mezzogiorno.

Oggi visiterò due Outlet, che si trovano nella città di Paju un’ora di macchina da Seul.
Sono stati inaugurati poco tempo fa,  colgo l’occasione, per spostarmi un poco dalla capitale. Sono curioso di vedere luoghi lontani dalla città più importante della Corea.
Il traffico di Seul mi da il suo buongiorno, con il quotidiano concerto di automobili, autobus, metropolitane, che, in alcuni punti della città, emergono in superficie, per poi sprofondare nuovamente.
Fortunatamente, il sole riscalda la città e l’azzurro è, qua e là, interrotto dalla presenza di nuvole bianche, somigliante, per forma, a zucchero filato.

Procedo verso la città di Ilsan, percorrendo una comoda arteria cittadina a 4 corsie.
Alla mia sinistra, il fiume Han nel suo lento, placido scorrere; alla destra la presenza del verde, con alberi dal fusto sottile, divide la strade dal caseggiato.
Più lascio la bella città di Seul alle mie spalle e più diminuisce la presenza del traffico; quasi posso aumentare la velocità.
Di condomini ne vedo sempre meno ed il fiume Han è scomparso, ora, dalla mia sinistra.
La strada è l’unica parte in cemento della zona; ci sono alcune coltivazioni di riso e, molto lontano, scorgo dei grattacieli attraverso lo specchietto retrovisore.
Il navigatore di bordo mi avvisa in tempo, per rallentare, della presenza di molti autovelox. Il controllo della velocità, appena si esce da Seul, è meticoloso, quasi ossessivo, costringendomi a non superare, su questo tratto, i 100 chilometri orari, per non essere immortalato nell’imitazione di Alonso, seppur non stia alla guida di una Ferrari.
Con l’aria condizionata accesa, apro il finestrino del passeggero. Il profumo dell’aria è notevolmente cambiato rispetto a Seul. Qui le automobili rovesciano meno gas, rispetto a quello rovesciato nella boccheggiante metropoli, e nell’aria si sente.
Un’indicazione m’informa che mancano appena 10 chilometri all’arrivo.
Ecco dovrò girare a destra in direzione del Lotte Outlet.
Eccolo. Una costruzione moderna, squadrata in mattone rosso pallido.

Lotte Outlet nella città di Paju.

Entro nel parcheggio sotterraneo; le colonne, che dividono i posti per le automobili, sono rosa!

Il parcheggio dell’Outlet Lotte

L’Outlet è davvero una costruzione molto affascinante; c’è una fontana al piano terra, tanto verde curatissimo.

La fontana dell’Outlet

Accolgo le proteste dello stomaco e m’indirizzo al terzo piano, occupato, in buona parte, da ristoranti. Scelgo cucina cinese!

L’ingresso del ristorante cinese T Nex


Il nome del ristorante (T next) ha poco di cinese.
Mi aspettavo Il Dragone, La grande muraglia oppure Aria di Pechino ed invece.. Sarà buono? Proviamo

L’ambiente è ampio; una parte è arredato con mobilio di color verde, l’altra di color rosso.
Un cameriere mi accoglie, accompagnandomi ad uno dei tavoli della “zona verde”. Il salottino è davvero molto comodo.
Noto, più in là, un tavolo, occupato da tre uomini, che hanno tolto le giacche, ponendole su una sedia e mangiano in maniche di camicia. La “zona rossa” è occupata da due giovani mamme, in compagnia dei fin troppo esuberanti figli, che li richiamano ad un maggior silenzio e l’invitano ad una maggiore compostezza.
I bambini eseguono l’ordine per pochi minuti, dopodiché riniziano a schiamazzare. Il giovane cameriere prende l’ordinanazione: gamberi fritti, zucca e salsa di chili; maiale fritto con zucca e cipolla e finisco con la Ceaser salad in versione Pechino!
Intanto viene servito del the, dentro una gran teiera bianca.

Gamberi fritti, zucca e salsa di chili
Maiale fritto con zucca e cipolla.
Ceasar salad made in Pechino.

Ne verso un poco, facendo attenzione a non far cadere il pesante coperchio nella tazzina altrettanto bianca.
E’ fresco, piacevolmente gradevole.
Arriva il cameriere e, secondo l’uso orientale, porta tutti i piatti ordinati, accompagnati con delle cipolle rosse e del cetriolo condito.

Tutto è davvero buono! Non si spende molto e si mangia davvero bene.

Intanto, i tre uomini, mentre sto consumando il pasto, indossate le giacche, si avviano all’uscita; avrei preferito che fossero le mamme a terminare il pranzo, cosicché, uscendo, avrebbero portato con loro quei bimbi rumoreggianti!

Così come mi è stato insegnato, quando si mangia della cucina orientale, si deve consumare, alternando le pietanze, prelevandole ora dall’uno, ora dall’altro piatto; il the è l’ideale bevanda, che ridona alla bocca la capacità di degustare, come se fosse la prima volta, le pietanze.
Termino di pranzare e mi reco alla cassa, per regolare il conto e, giacché ci sono, ritiro la carta da visita del ristorante.
Il caldo mi avvolge con la sua naturale pesantezza, appena fuori dal locale ed inizio a girare per i negozi dell’Outlet, dove, affascinanti signorine, immortalate su manifesti pubblicitari in abiti meravigliosi, promettono sconti del 40 per cento.

Entro in un negozio e, dopo aver ricevuto il saluto di rito, da parte di tutti i lavoratori (questo avviene in ogni esercizio in Corea), vengo letteralmente preso in consegna da un giovane dipendente, il quale, come uno squalo punta la preda per mangiarsela viva, mi segue ovunque vada.
E’ più preciso della mia ombra, è più spietato di un agente di Equitalia!
Appena prendo un indumento, si avvicina e m’illustra  tutte le qualità del capo e mi rivolge i più sentiti complimenti, per aver scelto il miglior abito dell’intero negozio!
 Ammazza che occhio! Mica lo sapevo di esser così bravo!
Non so cosa rispondere, dopo aver ricevuto un uragano di parole mielate:  ripongo il capo e lo ringrazio.
Sul volto del giovane lavoratore appare una smorfia di delusione, come se avesse sbagliato il rigore che avrebbe cambiato la sua vita!
Vorrei consolarlo con delle buone parole,  prima di uscire dal negozio, ma…? Esco, lasciandolo sconsolato: mi dispiace avergli rovinato la giornata. G
iro l’angolo, pensando al mio triste amico, che…eccolo! Sta ora con nuovi clienti, più spietato che mai, intento a mille e più dotte spiegazioni sulla merce in vendita! 
Continuo il mio giro più sollevato.

Io all’interno dell’Outlet.

Lascio l’Outlet, per recarmi al Shinsaege Outlet.

Chiedo delle informazioni e m’indicano la strada: sei chilometri appena.
E’ un trionfo della natura sull’invadente cemento. L’Outlet si trova in mezzo al verde.
Le strade, come sempre larghe, ben disegnate e meglio asfaltate. Le indicazioni sono chiare; alcuni operai stanno lavorando, per aprire nuove vie al traffico. Scommetto che, prima o poi, spunteranno case su case ed anche questo polmone verde perderà un poco della sua bellezza, cedendo spazio all’invasione degli uomini.

Percorro una strada rovente! (trentaquattro gradi). L’asfalto sembra incendiare le ruote.
Ecco l’indicazione per l’Outlet. Prendo una strada laterale e vedo già il centro.
E’ più piccolo del precedente e, se non sbaglio, a due piani (nel precedente ho mangiato al terzo piano); procedo verso il parcheggio sotterraneo.

Punto verde dell’Outlet Shinsaege nella città di Paju

L’Outlet Shinsaege offre lo sconto del 60 per cento sui prodotti in vendita, in pratica sembra che regalino vestiti. Ci sono degli accoglienti punti verdi, molto finemente curati.

Entro in qualche negozio, anche per fare il pieno di aria condizionata, che, in alcuni esercizi è talmente forte da provocare un accidente!

Questa volta non deluderò il commesso, che mi verrà incontro, perché ho trovato degli articoli interessanti ed a buon prezzo.
Ritirati due capi, mi dirigo, in compagnia dell’angelo custode, affidatomi momentaneamente dal negozio, il quale, durante la scelta da me effettuata, non ha mai smesso d’illustrarmi, con dovizie di particolari, le caratteristiche di ogni capo, verso i camerini.

Il commesso gentilmente prende dalle mie mani i due abiti.
I camerini si trovano sul lato destro dell’ingresso, riparati da un separè.
Davanti alla porta del camerino, il mio angelo custode sfodera il più cattivo degli sguardi, spaventandomi non poco, togliendo i vestiti dalle stampelle, sequestrandole! Trasforma il suo ghigno terribile in in sorriso senza confini, neanche fosse Maria Teresa Ruta! Apre la porta, appoggia i capi su una sedia, mi fa cenno di entrare.

Esco, vestito con i capi scelti alla ricerca di uno specchio ed il mio amico si complimenta così tanto che penso di essere diventato un perfetto modello e che presto sarò scelto dai migliori stilisti del mondo, per indossare le ultime creazioni! Intanto, in attesa della chiamata da parte dei re della moda, mi svesto e consegno gli abiti al commesso, il quale stringe ancora tra le mani il prezioso bottino: le stampelle.
Mi accompagna alla cassa e consegna gli abiti per il pagamento.
Mi saluta, rivolgendomi un ampio inchino con le stampelle strette tra le mani.
Sono proprio simpatici questi commessi coreani!

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