1 Agosto 2012. Un caffè al ventiquattresimo piano del Grand Park Hyatt di Seoul

Che emozione gustare uno squisito caffè Segafredo (e non solo) al ventiquattresimo piano del Park Hyatt.
La sala è ad elle; appena si esce dall’ascensore, si riceve il cordiale saluto dell’inserviente, che si preoccupa di accompagnarti al tavolo, consegnandoti il menù.
Il desk si trova davanti all’ascensore, mentre la sala si sviluppa alla sinistra. Diversi tavoli sono disposti ordinatamente; sedendosi ai lati della bella sala, si possono vedere le strade e delle automobili piccole piccole, che le percorrono.

Com’è diversa questa città dall’alto.
Vedo a sinistra il Coex Mall con i bei giardini da un lato, l’ingresso dell’Hotel Coex Intercontinental e tante macchinine, pullmann, autobus; insomma, il solito spettacolo quotidiano, che va in scena all’interno di ogni città del mondo.

Alla sinistra della foto, sono chiaramente visibili i giardini, che si trovano davanti all’ingresso del Coex Mall.

Eppure, da quest’altezza, tutto – sembra – che proceda lentamente: le macchine pare che arranchino, incollate al manto stradale, così come le persone, punti quasi sospesi nel vuoto, procedono al rallentatore.
E’ bello illudersi di staccarsi da questa vita frenetica e, a tratti, impazzita, standosene comodamente seduti in un bar al ventiquattresimo piano del Park Hyatt di Seul.

Dal ventiquattresimo piano del Grand Park Hyatt di Seul

“Il signore desidera?”, una voce femminile interrompe i miei pensieri. Mi risveglio dalla mia realtà quasi onirica rivedo il bar, in cui sono seduto. Ancora non ho scelto, preso com’ero dai, miei pensieri, rispondo: “Va bene un caffè”.  
La cameriera, allora, vedendomi non troppo convinto sul caffè appena ordinato e, forse, pensando che abbia risposto senza pensarci su troppo, mi dice che passerà più tardi, per ritirare l’ordinazione.   Le chiedo, invece, di consigliarmi qualcosa del ricco menù.  “Se vuol mangiare dei dolci tradizionali coreani, le consiglio, vivamente, del Korean the set oppure, se preferisce una granita”. Ha intuito, forse, che sono goloso? “Allora”, rispondo ” caffè, dolci coreani e granita al cioccolato”. La ragazza annota l’ordinazione e mi lascia solo. La seguo con lo sguardo, mentre si allontana. Il corpo assai snello, fasciato nella bella ed elegante divisa. Sprofondo, nuovamente, nei miei pensieri, mentre attendo che la bella cameriera torni con il cibo e le bevande ordinate. La sala è discretamente frequentata da una clientela piuttosto elegante.
Davanti a me quattro uomini, forse dei bussinesmen, parlano tra loro; il tavolo è ingombro di carte e fogli sparsi praticamente ovunque, tanto che la cameriera fatica a trovare del posto libero, dove poter posare la teiera e le tazze per il caffè americano.  Il più anziano avrà una cinquantina d’anni, nonostante abbia tinto i capelli, non riesce a nascondere totalmente l’età. Indossa un abito celeste chiaro con una cravatta in tinta di ottima fattura.
I suoi tre amici sono vestiti elegantemente e, quando gli parlano, usano un tono molto referenziale, come se stessero parlando con una persona assai importante o, comunque, più importante di loro.
Dietro di me alcune amiche chiacchierano beatamente, mentre in fondo alla sala altri clienti s’intrattengono, consumando soprattutto the. 

La piscina


Dietro al tavolo dei bussinesmen un’ampia vetrata divide il bar dalla piscina, che, in questo momento, è occupata da tre clienti occidentali. Deve essere davvero una bella esperienza nuotare con i grattacieli ad un passo!

Torna la cameriera, recando il the; più tardi reca tra le mani un piccolo mobile chiuso.
Cosa ci sarà dentro?
Lo appoggia al centro del tavolo, toglie il coperchio di legno, che nascondeva sei piccoli pasticcini; quindi, apre tre sportelletti, che si trovano davanti il piccolo mobile, il quale contengono altrettanti dolci; infine, un altro sportelletto viene aperto sul lato destro del mobile e ancora un altro dolce.
Davvero molto scenografico!

Sorrido all’indirizzo della cameriera, che mi augura buon appetito. Assaggio i dolci e li trovo davvero molto deliziosi. Intanto la gentile cameriera ritorna al mio tavolo, recando l’ultima ordinazione: il caffè e la granita.

Il Korean The set.
La granita al cioccolato

La granita è un trionfo per i miei occhi e, lo sarà, per le mie papille gustative.
Un’orgia di cioccolato e cacao con degli spicchi di arancia; mi sorprendono quei cartocci di cioccolato, che sono così friabili tanto da sbriciolarsi al contatto con le dita. Così mi ritrovo le dita, macchiate di cioccolato! Fortunatamente, dei fazzoletti sono presenti sul tavolo, cosicché potrò smacchiarle.
Mangio contemporaneamente i dolci coreani e la granita, assia rinfrescante; probabilmente stasera andrò verso il fiume Han, per camminare e smaltire qualche caloria…di troppo. Lascio, mio malgrado, la granita a metà, così come i dolcetti coreani, che non riesco a terminare.
Mi avvio verso l’uscita, per rituffarmi nel caos della vita quotidiana



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