5 Agosto 2012. The tourist III (prima parte).

A Seul, oggi, abbiamo celebrato la festa del “Sol invictus”, nata nella civiltà orientale, acquisì notevole importanza durante l’impero romano, poiché quest’astro luminosissimo ha reso reso incandescente ogni angolo di questa città.

Le rinfrescanti piogge del mese di luglio sono ormai un pallido ricordo lontano nel tempo. Improvvisamente, siamo passati da un clima, che concedeva durante l’arco della giornata, tregua al forte caldo, ad una canicola, la quale, già dalle prime ore del mattino, rende l’aria irrespirabile.

Nonostante le temperature “africane”, mi concedo una passeggiata turistica, che mi porterà a visitare due zone vicine: e Samcheong dong Bukchon
Sono messe in comunicazione dalla linea 3, fermata Angok.
Come spiegato in qualche post precedente, ogni fermata metro corrisponde ad una zona ben precisa della città. In questo caso, l’uscita 4 si trova nella zona di Insadong, mentre l’uscita 2 conduce direttamente a Samcheong dong Bukchon.
Ieri sera, servendomi della cartina di Seul, ho organizzato il tour domenicale, sperando di visitare luoghi interessanti da vedere.

Inizierò a visitare il distretto di Insadong, noto per essere frequentato da stranieri. E’ possibile acquistare, nei negozietti che si trovano sulla via principale, della stoffa prodotta in Corea; i famosi hanbok, di cui ho parlato spesso nei post precedenti e visitare le “Case da the”, dove si serve la famosa bevanda orientale, seguendo il cerimoniale tradizionale.

Prima tappa il Unhyeongung palace

Uscendo dal vagone del treno, salgo due rampe di scale, al termine delle quali sono investito da un soavissimo odore di cornetto appena fatto. Infatti, alla fine della terza rampa, “Paris croissant”, è una dolcissima tentazione, alla quale indulgere senza pietà alcuna.

L’ingresso di Paris croissant

Entro nel locale; una ringhiera decorata divide la sala in due: sulla sinistra ogni sorta di prelibatezza dolciaria, pronta per essere mangiata.

L’interno di Paris croissant
Treccia al cioccolato e cappuccino

Prendo il vassoio, che trovo all’inizio dell’esposizione dei dolci e, dopo aver scelto con molta cura il dolce, mi avvio alla cassa, per aggiungere all’ordinazione l’immancabile cappuccino. Mi siedo su una comoda poltroncina marrone e depongo il prezioso dolce sul tavolinetto, che ho davanti. …scusate! Devo mangiare.
Il palazzo si trova ad una cinquantina di metri dall’uscita 4 della fermata metro Anguk (linea 3).

Il biglietto d’ingresso costa 0,50 €, mi viene consegnata anche la guida, che inizio a studiare.

Un po’ di storia. E’ la casa, in cui il re Gojong, il ventiseiesimo monarca della dinastia Joseon, visse, prima di salire al trono. La casa era di proprietà del papà del futuro Re, Heungseon Daewongun Yi Ha Eung, il quale, durante il soggiorno in questo palazzo, governò il Paese per circa 10 anni, in vece del figlio. Nel primo anno del regno di re Gojong (il 1864) furono edificati Norakdang e Noandang e, nel 1869 (quinto anno del sul regno), fu eretto Irodang. Furono costruite le porte di Gyeonggeunmun e Gonggeunmun, per facilitare l’ingresso al Palazzo Changdeokgung, da parte del Re Gojong e di suo padre, Heungseon Daewongun, ma, purtroppo, le due porte, oggi, non ci sono più, mentre, nel 1912 fu costruito Yanggwan, per accogliere gli ospiti.
In seguito alla morte di papà Heungseon, la casa fu ereditata dal primo figlio, Yi Jaem Yeon, e più tardi dal nipote, Yi Jun Yong.
Ed ora addentriamoci, per visitare questo importante Palazzo.

L’ingresso del Palazzo Unhyeongung

Entro in un enorme spazio dal terreno sabbioso. Alla destra dell’ingresso il Sujiksa, la casa delle guardie e dei lavoratori del palazzo.

Sujiksa, la casa delle guardie e
dei lavoratori del Palazzo
Sujiksa, interno


Senza turbare il riposo delle guardie e dei lavoratori all’interno delle piccole, ma comode stanze del Sujiksa, passo vicino a delle panchine di legno, entro in una porta ed ecco, davanti ai miei occhi, il Noandang.

La porta, che conduce al Noandang.

Un po’ di storia: Noandang Ero lo spazio, riservato agli uomini. Fu costruito nel 1864; si tratta della tradizionale casa coreana con tetto, formato da tegole: ha sei stanze nella parte anteriore e 3 in quella posteriore. In questa casa, molto frequentata durante il giorno, Heungseon Daewongun (il papà di Re Gojong) discuteva gli affari di stato con le alte gerarchie burocratiche. Durante dei lavori di manutenzione, il 27 maggio 1994, è stato scoperto un importante documento (Sangryangmun), riguardante questo edificio. Noandang significa “un posto confortevole per il soggiorno degli anziani”, citando i detti di Confucio.
Molto interessante la riproduzione di scene dell’epoca antica, anche con l’utilizzo di manichini, posti all’interno delle stanze.

Esterno del Noandang
Una stanza del Noandang
Scene di “vita” all’interno
di una stanza del Noandang


Alla destra del Noandang, il Cheonhajangan (la casa della famiglia Choen)

L’interno del Cheonhanjangan
L’interno del Cheonhanjanhan

Un po’ di storia Cheonhajangan era il braccio destro del padre del Re Gojong, Hauneseon Daewongun, Cheon, insieme ai suoi familiari, erano i responsabili sua della protezione e ricorrevano allo spionaggio, onde smascherare i nemici politici del papà del Re.
Alle spalle del Noandang, si passa attraverso una porta, per poi trovarsi nel Norakdang.

La porta, attraverso cui andare al Norakdang

Un po’ di storia: Norakdang E’ la più grande struttura del palazzo Unhyeongung, suddivisa in 10 stanze anteriori e 3 posteriori. Nel 1866, la futura imperatrice, Myeong Seong imparò qui il galateo reale, per il matrimonio con l’imperatore Gojong.

L’esterno del Norakdang
Una sala interna del Norakdang

In una stanza sono anche ricostruiti i festeggiamenti, celebrati in occasione del compleanno della mamma del Re Gojong: all’estrema sinistra la regina Myeong Seong, vicino la mamma del Re Gojong, quindi il Re e suo fratello maggiore Yi Jaem Yeon.

La Regina Myeong Seong, la mamma del Re Gojong,
il Re Gojong e suo fratello Yi Jaem Yeon.


Nelle ultime due stanze, invece, si può rivivere l’atmosfera della festa, che il Re Gojong tenne, insieme alla famiglia reale, in occasione della rifacimento del palazzo Unheonggung, avvenuto per la sua intronizzazione. I festeggiamenti furono celebrati all’interno di Norakdan e Noandang.

Lascio questa sezione del palazzo, usando la stessa porta d’ingresso, alla cui destra trovo l’indicazione per il Irodang, le cui stanze, al momento, sono disadorne.

La visita termina nel piccolo Museo, che si trova all’interno della struttura, che raccoglie i cimeli di questo storico Palazzo. Entrando, di fronte c’è il plastico del palazzo.
In una teca accanto, sono esposti dei pennelli per scrivere e dei calamai.

Pennelli per la scrittura
Calamai

In un’altra teca, invece, dei registri dei proprietari dei terreni di palazzo Unhyongung.

Dei registri, contenenti il nome dei proprietari del terreno,
dove sorge il palazzo Unhyongung

Dietro una grande vetrata, è possibile vedere un vassoio in legno laccato, una bellissima cassapanca intarsiata in madreperla ed infine il tavolo da lettura con sopra un portagioie in legno contenente le istruzioni reali.

Un vassoio in legno laccato

In un’altra grande vetrina, ammiro, sulla sinistra, le istruzioni per il Re.

Le istruzioni reali

In un’altra grande vetrina, ammiro, sulla sinistra, le istruzioni per il Re.
Quindi due bellissimi costumi: il Budaebuin (costume cerimoniale delle donne) ed il Heungseon Daewongun rosso (costume cerimoniale del funzionario); accanto il Jeokui della regina Myeong Seong e il Myeonbok di Re Gojong.

Il Budaebuin a sinistra (il costume cerimoniale delle donne)
il Heungseon Daewongun (il costume cerimoniale del funzionario)
Il Jeokui della regina Myeong Seong,
il Myeonbok di Re Gojong.

Nella stanza attigua, in una teca sono conservate delle spade, un arco e delle frecce, nell’angolo della teca un tamburo a tracolla ed infine il cannone Hong j p’od un fucile Matclock.

Il cannone Hong j p’od; un fucile Matclock

Due simpatici cappelli per cavalieri e vicinissimo il Kyoui (sedia per riti ancestrali) è posto su un podio; infine il Napchae: che era la cerimonia, durante la quale veniva avanzata la proposta di matrimonio da parte del Re alla principessa Meyong Seong, la quale indossava il Noui, sotto il costume cerimoniale (Jeokui), in quanto ancora non era ufficialmente Regina.

Cappelli per cavalieri
La sedia Kyoui, usata per celebrare riti ancestrali
La principessa Myeong Seong, che indossa il Noui
sotto il Jeokui (il costume tradizionale), che attesta
il suo stato principesco.


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