6 Agosto 2012. Un appuntamento

L’appuntamento è stato fissato alle 11 per un brunch al Queens Park.

E’ la prima volta che incontro questa persona, finora abbiamo avuto solo contatti telefonici. Non so, con precisione, dove si trovi questo ristorante; è nella bella ed elegante zona di Apgujeong dong e, mi ha assicurato, si può scegliere anche del cibo italiano. Probabilmente, si preoccupa, perché potrei non mangiare coreano. Le indicazioni sono piuttosto facili da seguire: arrivati ad Apgujeong road, dovrò girare nella via, che precede l’unico benzinaio, che incontrerò. E’ una via piccola, stretta ed in salita, al termine della quale troverò il ristorante.

Mi muovo in tempo, per non arrivare tardi al primo appuntamento; sarebbe un pessimo biglietto da visita. Ripeto a me stesso che sarà meglio aspettare che farsi aspettare.

Anche oggi, il caldo non concede tregua! Sembra che le temperature aumenteranno ulteriormente col passar dei giorni; trascorrerò un ferragosto di fuoco, cercando refrigerio all’interno di qualche centro commerciale, che non osserverà turni di chiusura.

Questa città sembra che non dorma mai, non si conceda vacanze, né turni di riposo; una vita dedicata al lavoro, allo studio, all’impegno, dove non c’è posto per la parola “stop”. Si è come all’interno di un vortice e gli uomini sono punto di un ingranaggio, costruito a gloria della competitività, del successo, dell’onore. Chissà, per non rimanere indietro, nella corsa verso il futuro, bisogna, forse, avere il coraggio di correre più degli altri, altrimenti si rischia di essere, un poco alla volta, espulsi dal gruppo di testa. Per me, provare ad entrare in questo ingranaggio è, quanto meno, affascinante, dal momento che non vivo e lavoro stabilmente a Seul. Per un coreano, penso che sia una vita non facile accettare questi ritmi, in cui potresti trovare difficoltà a ritagliarti dei frammenti per la tua vita privata. In tanti, comunque, ci riescono; forse è anche merito di un equilibrio, che, col tempo, si trova. Il clackson di un’automobile, dietro di me, mi avvisa che il semaforo segnala il verde e posso ripartire.

Ecco, sto percorrendo Apgujeong road, la via dove ci sono le boutique dei grandi stilisti: tanti i nomi italiani (Dolce e Gabbana, Armani, Valentino, Gucci, Fendi) e, da italiano, sento motivi d’orgoglio e soddisfazione. Prima dell’unico benzinaio presente sul mio lato sinistro, c’e’ una viuzza in salita, al termine della quale il luogo dell’appuntamento. L’informazione è giusta; infatti il benzinaio eccolo e, a fianco, la via, davvero stretta.

L’ingresso

Queens park è sulla mia destra.

Il servizio del valet parking mi risparmia la fatica e, spesso, la rabbia di cercare il posto. La persona ha prenotato un tavolo a mio nome; il cameriere mi accompagna, tornando, poco dopo, con la brocca dell’acqua ed il menu. Mi versa l’acqua; ne sorseggio un poco, accorgendomi che, oltre ad essere ghiacciata, contiene anche qualche goccia di limone. In attesa dell’arrivo della persona, che mi avviserà, telefonandomi poco prima di entrare nel locale, do, dal mio tavolo, un’occhiata in giro. Entrando ho notato, di fronte, il tavolo della cornetteria e dei dolci; alla sinistra, invece, la sezione degli antipasti.

I dolci
Gli antipasti

La sala è divisa in due parti, fortunatamente, mi trovo nella sezione dei non fumatori. Ci sono tre coppie di amiche e sono l’unico cliente uomo in questo momento. La coppia, formata da signore di una certa età, non raccoglie molte attenzioni da parte mia. Al tavolo vicino, due amiche parlano fitto; una delle due indossa un abito one piece molto corto grigio perlato senza maniche, che le scopre abbondantemente le gambe, che, pudicamente, cerca di coprire, a mala pena, con il tovagliolo bianco del ristorante. Peccato! Capelli corti, naso alla francese (frutto della natura o di un intervento chirurgico?), occhi grandi, sguardo profondo; i lineamenti delicati del viso sono tratteggiati da un trucco volutamente leggero. La sua amica, che le siede di fronte, è più giovane, un po’ più in carne, ma ugualmente piacente. Anche lei scopre le belle e tornite gambe, indossando degli short molto aderenti; accavalla e scavalla le gambe, denunciando uno stato di tensione o di euforia mal trattenuta. Capelli nero pece lunghi, che le cadono sulle spalle, trucco leggero, naso…orientale. Ha delle bellissime mani curate, che muove con grazia. Mentre chiacchierano, inviano messaggi dai telefonini e commentano, forse, le risposte “telefoniche” ricevute, ridacchiando di tanto in tanto. Un’altra coppia di amiche è piuttosto lontano da me e non riesco a vederle..ecco il telefono che squilla. E’ la persona, che aspetto. Sta entrando.

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