1 Settembre 2012. Pranzo da “Uno”

Quest’oggi pranzo da Uno. Non è un ristorante italiano, ma una bisteccheria in stile americano, forse un po’ simile al TGI friday.

Ho notato come, nel settore della ristorazione, spesso si usino parole…quasi italiane nel chiamare l’esercizio commerciale.

“Gustimo” è una nota gelateria, che prepara gustosissimi gelati; tanti i punti vendita, che si trovano nell’intera cinta urbana. Quasi tutte le gelaterie hanno un nome italiano (“Il palazzo del ghiaccio”) e producono davvero un gelato niente male!

“Emma” è una pasticceria assai raffinata, che spesso mi ha avuto come cliente…qualche chilo fa! I dolci sono sfornati durante l’intero arco della giornata e, se si è fortunati, si riesce a gustare degli ottimi cornetti (per esempio) appena sfornati.

“Caffè bene” appartiene alla categoria dei bar, che sono assai numerosi qui a Seul. Ci sono differenze enormi tra bar coreani e bar italiani. Intanto, l’espresso costa almeno 2 euro (dipende dalla zona, dove si trova il bar, perché potrebbe costare anche molto di più). Io sono un appassionato del cappuccino, che viene consegnato in tazze molto grandi, se consumato all’interno del locale, oppure in grandi bicchieri, che mantengono il calore, se si usa la formula “take away”, molto in voga soprattutto tra la clientela giovanile. Appena ritirata la consumazione, ci si può dirigere verso uno dei tavolini, presenti all’interno del bar, per degustare, in santa pace, la bevanda ordinata. Molti clienti ne approfittano, per studiare, leggere, incontrare amici oppure per incontri galanti e…galeotti. Internet è free: non si paga e nessun cameriere ti chiede di alzarti, quando la bevanda è stata consumata. Insomma, un luogo, davvero, di ritrovo, cui spesso mi ritiro, per star tranquillo e sereno.

Insomma, la carissima Italia sembra tirare anche dal lato gastronomico, oltre che in quello della moda, cui siamo quasi protagonisti assoluti.

Il ristorante si trova all’interno del Centro commerciale Coex. C’è uno slargo e, sulla sinistra, il locale. Entrando, c’è una saletta con delle comode poltrone, riservate per i clienti in attesa. Fortunatamente, il locale non è “pieno”; vado verso il desk ed una cameriera mi accompagna al tavolo. Intanto l’arredamento in legno scuro, le luci sono soffuse, basse, quasi a voler conferire un tono di privacy ai clienti. Questo ristorante ha organizzato tutti tavolini per 4 persone. La cameriera mi fa accomodare ad un tavolo, che si trova, entrando, sulla destra. Vedo tanti quadri in bianco e nero. Anche qui, come è ormai abitudine consolidata, il personale è formato da giovanissimi, tutti rigorosamente in divisa e (certo non è una novità) con il sorriso, stampato sul volto.

Il menù mi viene immediatamente portato dalla mia cameriera, che lo ritira da uno scaffale, che si trova nei pressi. E’ molto grande ed, oltre ad essere anche in lingua inglese, ci sono varie fotografie, per illustrare la composizione dei piatti. Salto pizza e pasta, per evitare i carboidrati e scelgo un Set menù.

Inizieremo con una zuppa di funghi, molto gustosa.

Quindi segue un’insalata mista, che più mista è davvero impossibile pensare: vari tipi d’insalate, pancetta, uovo, gorgonzola, pomodori e pollo grigliato! Un trionfo della natura.

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