8 Settembre 2012. Visita al “Tteok Museum”

E’ un piccolo Museo, composto solo da due stanze, neanche tanto grandi, ma molto interessante, perché parla di cibo tradizionale: torta di riso.

La torta di riso (Tteok) ha un significato tradizionale molto importante nella Corea d’oggi; infatti questa pietanza non è mai mancata sulle tavole delle famiglie, anche durante i periodi tragici, poiché è stata da sempre ritenuta assai efficace per la salute.

Sul retro della cucina (Jangdokdea) si posavano dei cocci con dei fagioli dentro.

Vediamo, un po’ meglio, in quale periodo dell’anno si doveva consumare la torta di riso opportunamente preparata in casa.

Primavera. La festa del Chungwhajol cade il 1° Febbraio del calendario lunare ed è l’occasione, per propiziare l’inizio della coltivazione. In questo giorno, si mangia la torta di riso con dei pinoli.

Il terzo giorno del terzo mese lunare è chiamato “Samjinnak”: è l’annuncio della Primavera. Durante questo giorno, le persone utilizzano alcuni fiori di azalea, per impastare con la pasta di riso glutinoso ed ottenere il “Hwajeon”, una torta di riso tradizionale.

La festa del “Sawol Chopalil” cade l’8 aprile del calendario lunare e si celebra la nascita del Buddha; ci si reca al tempio, per partecipare ai riti di buon augurio e fortuna.

Estate. Le persone credono che, bagnarsi in fiume pulito con l’acqua, che scorre da est il 15 giugno del calendario lunare, possa propiziare fortuna e prosperità.

“Sambok” è il periodo più caldo dell’anno, in cui le persone mangiano soprattutto carne, perché, attraverso le vitamine, cercano di superare le fatiche, derivate dalle eccessiva calura.

Il giorno 7 luglio del calendario lunare, invece, due amanti celesti si riuniscono in occasione del “Chilsok”.

Autunno. Il “Chusok” è la festa, che la famiglia dedicata alla commemorazione degli antenati e preparano una speciale torta di riso a base di pinoli e frutta fresca. La festa del “Jungyangjol” cade il 9 settembre del calendario lunare e segna che la stagione autunnale sta volgendo verso la seconda parte. Il “Sangdal” cade nel mese dell’Ottobre lunare ed, in questo giorno, si prega per ricevere ricchezza, onore, prosperità e salute per tutti i membri della famiglia.

Inverno. Il “Dongij” è il solstizio d’inverno, il giorno più breve dell’anno e si celebra, mangiando delle torte di riso con la polenta. Il “Solnal” è il primo giorno dell’anno del calendario lunare ed oltre al consueto scambio d’auguri, la famiglia si riunisce, per ricordare, attraverso particolari riti, gli antenati. Il 15 gennaio del calendario lunare è la festa del “Daebolum” e si celebrano riti lunari, perché si abbia un abbondante raccolto.

La festa del “Dano” cade il 5 maggio del calendario lunare ed in questo giorno si considera che la natura esprima tutte le sue potenzialità. Celebrati i riti per gli antenati, le famiglie si riunivano, per giocare: gli uomini si dedicavano al “Ssirum” una sorta di lotta, mentre le signore gareggiavano in concorsi canori. Le ragazze, invece, tagliavano la radice dell’iris, per usarla come accessorio per i capelli, al fine di scacciare la sfortuna. In questo giorno si mangiava la torta di riso “Charyunbyoung”.

Un po’ di storia. La torta di riso può essere fatta risalire alla prima età del Bronzo. Nella dinastia Koryo, la torta di riso diventò di uso popolare, mentre nel periodo Choson entrò a far parte della vita quotidiana ed essere usata in occasione dei matrimoni, di cerimonie, incontri formali ed addirittura anche per i funerali!

C’è anche qualche strumento, che serviva, per preparare i cereali: il “Didikbanga”.

Nella regione di Kaesung, durante la cerimonia nuziale, erano presenti delle speciali torte di riso, preparate per l’occasione: la torta di riso con giuggiole e castagne, che auguravano posterità e longevità.

Il Matrimonio. La cerimonia di nozze è l’occasione formale, con la quale un uomo ed una donna formano una nuova famiglia. Fin dai tempi antichi, il matrimonio è stato considerato come uno dei momenti più importanti per gli esseri umani e anche la base per la loro futura felicità. In un matrimonio tradizionale coreano, tre tipi di impegni sono presenti. Il primo impegno è: la gratitudine agli antenati, ai genitori, che rappresentano il ponte tra gli avi e lo sposo e la promessa di esercitare la funzione filiale ai genitori dello sposo da parte della moglie. Il secondo impegno è quello di osservare il principio “Yin e Yang” della natura e dell’universo, giurando, nello stesso tempo per il cielo e per la terra, che gli sposi seguiranno le leggi naturali. Il terzo ed ultimo impegno prevede che gli sposi si ameranno reciprocamente per tutta la vita.

Baegil (il centesimo giorno). Il Baegil è la festa, che si celebra, quando il bambino vive il suo centesimo giorno di vita. Simbolicamente rappresenta il raggiungimento di un certo grado di maturità ed è anche l’occasione, per augurare al piccolo di continuare a crescere in salute. Si celebra questo importante giorno con i parenti e gli amici più cari, consumando, ovviamente, la torta di riso, la quale, se sarà divisa in cento parti per altrettante bocche, il bambino avrà una lunga e felice vita.

Dol (primo anno di vita). Il Dol è la festa del primo compleanno e si celebra il rito del “Doljabi”. Per augurare fortuna e pace, i genitori preparano il “Dol tteok” (la torta di riso per il bambino). E’ un evento assai significativo da celebrare con la partecipazione di tutti i membri della famiglia.

Chaengnye (la celebrazione accademica). Era un rituale, celebrato all’interno della Scuola confuciana, quando l’allievo completava la prima lettura di un libro. L’insegnante condivideva con l’alunno e tutta la scolaresca questo importante momento. Guksujangguk (una zuppa di tagliatelle aromatizzate di soia) si mangiava durante questa occasione.

Gwallye (la cerimonia dell’adolescenza). E’ il passaggio dalla pubertà allo stato adolescenziale, che veniva celebrato all’interno della Scuola confuciana. I capelli degli studenti erano raccolti in una coda ed indossavano il “Gwan” (il cappello di crine). Le studentesse, invece, raccoglievano i capelli con uno chignon, fissati con un “Bynyeo” (fermaglio). Durante la cerimonia, l’adolescente cambiava tre volte l’abito: chogarye, Jaegarye e samgarye. Indossato l’ultimo abito, riceveva le congratulazioni dai presenti; gli veniva offerta una coppa di vino, inchinandosi davanti a tutti. A questo punto, l’adolescente riceveva un nuovo nome: “ja”. Alla fine del “samgarye”, il ragazzo visitava le tombe dei suoi antenati e il rito si concludeva con l’ammissione ufficiale all’interno della famiglia tra i membri adulti.


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