19 Settembre 2012. Pranzo al ristorante “Bruschetta”

All’interno di Coex Mall, sono stato attirato dal nome di un ristorante: “Bruschetta italian restaurant”. Provo!

Sono entrato ed un simpatico cameriere mi ha accolto con un sonoro: “Buongiorno!” Ma stiamo a Seoul! Che meraviglia qualcuno che ti saluta in italiano, pur essendo non italiano.

M’introduce nella bella sala con, sul lato sinistro, l’immancabile cucina a vista. Tanti i tavoli, distribuiti con ordine, io scelgo un posto vicino all’ampia vetrata, che si trova al lato opposto della cucina. All’interno del ristorante, trovo scritto delle parole in lingua italiana: gelato, pane, acqua; una bella cartina dell’Italia, con in evidenza le regioni ed i capoluoghi di provincia, scritti in italiano e tradotti in lingua coreana.

Tante fotografie della carissima Italia: la sognante Venezia è la città più rappresentata con tanti scatti. Poi la mia città, l’immancabile Colosseo, simbolo della Città eterna, Fontana di Trevi ritratta di notte, Piazza San Pietro visto dal “cupolone”, Piazza del Popolo assolata; mi ricordano i posti meravigliosamente incantati della mia adorata città natia.

Il cameriere mi consegna il menu e noto che i piatti sono descritti in lingua italiana, poi in lingua coreana ed, in ultimo, in inglese. Penso però, scorrendo via via il menù, di essere capitato in una cucina fusion; infatti alla fine scelgo piatti non propriamente “italiani” come l’insalata di pollo piccante con pane piccante, dell’insalata e, per concludere, un filetto di manzo alla piemontese con verdure di stagione grigliate.

Il personale è molto giovane e salutano i clienti con il classico “Buongiorno”, mentre i cuochi avvisano i camerieri, quando hanno preparato il piatto ordinato, con “E’ pronto!”, richiamandone l’attenzione. Il cameriere dal sorriso infinito porta il piatto dell’insalata, accompagnandolo con del pane e, in un piattino, olio ed aceto balsamico; si congeda con il classico “Buon appetito!”, che ripeterà ad ogni portata.

Dall’ampia vetrata, vedo passare una scolaresca; tutti indossano la stessa divisa. Sorrido e faccio con la mano il gesto “Ciao” ad un bambino, che si trova a qualche passo da me. Il suo viso improvvisamente si trasforma in una smorfia e poi si scatena in pianto irrefrenabile! E chi mai avrà visto, Dracula? So di non essere Alain Delon, negli anni dello splendore, ma, addirittura, piangere! Immediatamente, la maestra lo accoglie tra le sue braccia protettrici, mi sorride, vedendo il mio viso sgomento ed il bambino, un poco alla volta, si calma. Meglio esser prudenti la prossima volta al passaggio di scolaresche e, soprattutto, evitare di salutare.

Intanto, il pollo mi viene servito e devo ammettere che di tratta di peperoncino e pollo; comunque, a me piace molto mangiare piccante

La sala continua a riempirsi di una clientela giovanile, accolta dal simpatico “Buongiorno” del personale. E’ il momento di due fidanzati. Lei indossa una giacca marrone chiaro con una maglia bianca e minigonna nera; devo dire che, pur non essendo molto alta (e cerca di apparire più alta, indossando, forse, dei tacchi 12 da spavento, che la rendono estremamente attraente) è davvero molto bella. Il suo viso emana una forte dose di sensualità, causa, forse, anche il trucco leggermente marcato sugli occhi ed il rossetto appena rosso scuro, che le colorano le labbra intensamente espressive. La borsa, che indossa, è di un noto stilista italiano. Lui, invece, magrissimo da far paura, in maglioncino arancione, che scopre una maglietta bianca e dei jeans lacerati in qualche punto. Ha una pesantissimo zaino, che tiene sulle spalle; essendo magrissimo come farà a sostenerlo? Mentre osservo la coppia, accolta dal corale “Buongiorno”, il cameriere mi porta l’ultimo piatto.

La carne è tenerissima e molto buone le verdure grigliate che l’accompagnano

Termina così il mio pranzo.

Di Italia, forse, ne ho respirata poco, ma la cucina è stata, complessivamente, molto gradevole; insomma, mi è piaciuto mangiare in un ristorante, non perfettamente italiano, ma…va bene lo stesso!

A proposito, mentre sto per uscire, il cameriere mi saluta con un “Ci vediamo!”

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