21 settembre 2012. Visita al Museo “Savina” di Seul

Questa mattina un sole, pienamente estivo, brilla nel cielo di Seul. La quotidiana passeggiata mattutina al fiume Han è stata particolarmente piacevole.

Quest’oggi visiterò un museo, dove sono raccolte opere di artisti contemporanei. Devo confessare che, fino a qualche tempo fa, nutrivo una certa diffidenza verso le produzioni artistiche dei contemporanei e purtroppo non mi sforzavo neanche di provare a comprendere i lavori (non dico a capirli). E’ un atteggiamento completamente sbagliato: il ruolo dell’artista, a mio avviso, è, anche, quello di raccontare, attraverso propri processi interiori più o meno profondi, la realtà, in cui tutti viviamo attraverso il pennello, lo scalpello, la parola o il suono.

Cosa è rimasto del passato? Che cosa abbiamo ereditato da chi ci ha preceduto?

L’arte, esclusivamente l’arte.

Il tempo ci ha consegnato nelle nostre mani quell’arte, che è la migliore ed unica chiave di lettura dei tempi andati e che rimane, comunque, l’unica testimonianza, per comprendere quale fosse la civiltà, che ci ha proceduto.

Ecco perché reputo fondamentale il ruolo dell’artista nella società civile, egli è colui che ha gli strumenti operativi, per aiutarci a comprendere il mondo, in cui viviamo. E’ chiaro che si dovrà dividere “il grano dal loglio”, ma, fortunatamente, ci verrà in soccorso il capolavoro stesso in questa importante missione.

L’arte, per essere tale, deve essere universale, deve saper parlare allo spirito di chi si pone in religioso ascolto. A questo punto, gli artisti dovrebbero essere coccolati, aiutati e spronati all’atto creativo. Oggi, al contrario, assistiamo al processo inverso: gli intellettuali, gli artisti sembra che non servano a nulla. E’ anche vero che dovremmo chiederci sinceramente, se ci sono, in giro, artisti ed intellettuali pronti a servire solo ed esclusivamente la propria sensibilità e non il potentato di turno, rinnegando anche la propria personalità.

Ogni epoca fornisce alla società civile gli artisti, che, se messi nella condizione ottimale di “lavorare”, allora, saranno in grado di vedere, sentire ed esprimere.

L’arte è la più alta espressione della creatività umana.

Nel corso dei secoli, ha cavalcato ogni emozione, ha fermato o tentato di fermare il tempo, immortalandolo attraverso un dipinto o una scultura, che cogliesse, esattamente, l’atto creativo, da cui l’artista trae l’ispirazione. Col passar del tempo, a mio avviso, si è creata una frattura tra artista e pubblico, tantoché alcuni lavori sembrano non riconoscere un linguaggio comunicativo comune e trovo che certa produzione artistica sia stata colta quasi in un atto afasico, per cui l’allontanamento del pubblico è stata la prima conseguenza.

Il luogo deputato a formare una coscienza critica ed artistica dovrebbe essere la scuola e non la famiglia. Oggi, invece, sembra che ci sia una certa confusione di ruoli. Credo e penso fermamente che la scuola dovrebbe fornire gli strumenti adatti, perché ognuno possa crescere armonicamente ed essere poi, in grado, di capire l’importanza dell’arte anche e soprattutto contemporanea, così come tutti quei fenomeni artistici figli della propria epoca.

E’ anche vero che la scuola, forse, non sempre aiuta a comprendere l’importanza della produzione artistica contemporanea, ma, dal momento che ogni esperienza umana è di fatto perfettibile, laddove non arriva la scuola la buona volontà del singoli deve agire, per sopperirne la mancanza.

Purtroppo, nella mia personale esperienza scolastica, non incontrai professori, che seppero risvegliare in me il desiderio e l’importanza di conoscere l’arte contemporanea. Oddio, c’e stato, in verità, anche molto da parte mia, refrattario a certi linguaggi troppo complicati da capire. Fortunatamente, penso di essere ancora in tempo, per penetrare, un poco alla volta, il mistero, che avvolge l’atto creativo. Arrivare alla causa, che ha determinato la creazione, purtroppo è un processo, che mi trova impreparato e non pronto, ma, contando sull’emozione, che suscita il vedere un capolavoro, forse riuscirò lentamente a dipanare l’enorme groviglio di emozioni, che concorsero all’atto creativo.

Nell’estate 2012, Il Museo Savina ha inaugurato la mostra “Brain inside me”, al fine si svelare il segreto della creatività nel rapporto tra arte e cervello. La creatività è esaminata sotto il duplice aspetto di “luce” e “cervello”. L’esperienza espositiva spera di aprire un nuovo orizzonte, per capire l’arte e mostrare che l’espressione artistica ed i principi del funzionamento del cervello sono strettamente correlati.

Kim Byung Ho: “A colloidal body”. L’opera enfatizza le linee e forme attraverso l’uso di materiale metallico, che descrivono delle rette.

Il lavoro di Kim Byung Ho

Park Jae Hwan: “Variables size”. Usa oggetti insignificanti nella vita quotidiana, per mostrare un mondo invisibile, ma chiaramente esistente. Questo lavoro rappresenta il movimento dei pianeti attraverso la telecamera, che produce le immagini ingrandite di cellulari. Park tende a creare opere scientifiche e filosofiche, per esempio: oggetti tridimensionali sullo schermo bidimensionale.

Il lavoro di Park Jae Hwan

Kim Jae Kwan. Si ispira alla pittura astratta geometrica, disegnando cubi su tela o attaccando degli sulla tela stessa, per indurre gli spettatori ad utilizzare la loro immaginazione verso lo spazio e la struttura.

Il lavoro di Kim Jae Kwan

Kang Kyung Koo. Particolarmente attento agli episodi della vita quotidiana ed alle persone, che sono intorno a lui e che usa come fonte principale del suo lavoro. A causa della materia, che sceglie di utilizzare, le persone e la natura sono spesso mostrati nei sui lavori. Il corpo umano è rappresentato in larga scala con colori forti e tocchi audaci.

Il lavoro di Kang Kyung Koo

Kim Deok Young: “Variable size wood pannel”. In questo lavoro, l’autore mostra qualcosa, che è esplosa contro il muro e si è frantumata. Kim spiega che i detriti ed i frammenti della parete sono l’indicazione di quello che sta succedendo all’interno, nel quale è difficile vedere.

Il lavoro di Kim Deok Young

Park Hyung Jin “Acrylic” La sua pittura somiglia alle illustrazione dei libri per bambini; ci sono forme dilatate e colori vivaci. Park osserva ciò che lo circonda attraverso l’acuta sensibilità dell’artista e li visualizza, esagerando le emozioni ricevute. Egli esprime la sua sensibilità direttamente, non filtrata attraverso il senso logico.

Il lavoro di Park Hyung Jin

Kang Sung Uck “Cat Star eagle”. Quest’opera nasce dall’effetto grafico del programma di progettazione del computer. Nel suo lavoro, il gatto è stato trasformato in una stella ed in un aquila e la trasformazione mostra i cambiamenti contemporaneamente del tempo e dello spazio.

Il lavoro di Kang Sung Uck

Lee Il Ho “Chaos” e “The trace of life”. I suoi lavori non sono di facile lettura, perché i suoi pensieri sono intrecciati. Lee si concentra sull’idea di trasmettere il concetto, piuttosto che l’espressione estetica come in “The trace of life”, dove ci sono vari oggetti: la figura umana su un libro, l’oggetto sulla vita e la morte, un’aquila, delle piante. In “Chaos”, la figura umana, che è una combinazione del corpo superiore di una donna ed il corpo inferiore di un maschio, messi insieme in direzioni opposte.

Il lavoro di Lee Il Ho

Jeong Young Hoon “Metaphysical Draw- historic Star HD animation”. In quest’opera, l’artista ha creato l’immagine di Audrey Hepburn in 4.177 punti, proponendosi di evidenziare maggiormente la tecnica, attraverso la quale ha creato la sua opera d’arte.

Il lavoro di Jeong Young Hoon

Nam Kyung Min “The Annunciation”. Nam utilizza di icone ed allegorie, come un angelo, il cranio, un tessuto blu ed il giglio. Il pubblico deve capire la trama del quadro, analizzando i vari indizi opportunamente nascosti. Nel contesto della storia dell’arte, “L’annunciazione” è la storia dell’arcangelo Gabriele, il quale annuncia a Maria, che concepirà il figlio di Dio e Nam ha ricreato un nuovo significato de “L’Annunciazione”, che viene interpretato come la concezione del suo lavoro.

Il lavoro di Nam Kyung Min

Jang Joon Seok “Fantasiless”. Generalmente, le immagini generate dai fiori, dalla luce indicano un’idea di bellezza, di luminosità. Jang si propone, invece, di ripensare il testo dell’immagine ed il significato del testo, al fine di superare lo stato dell’illusione, al fine di approdare al lato artistico.

Il lavoro di Jang Joon Seok

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