4 Gennaio 2013. In volo per Barcellona.

L’aereo per Barcellona è quasi pieno. Dall’hostess di terra, mi è stato assegnato un posto vicino al finestrino. Accanto a me, un ragazzo con la barba incolta, i capelli ingelatinati; ha tra le mani un giubbotto nero lucido. Poco più in là, un cinquantenne, che dorme da quando ci siamo levati in volo. Indossa degli occhiali con la montatura dalle stecche nere e sottili. Il maglione verde non riesce a nascondere qualche chilo di troppo: forse, conseguenza delle appena trascorse festività di fine anno.

Ammiro il via vai delle hostess ed una mi colpisce in modo particolare: si chiama Olivia,le cui belle forme sono esaltate dalla divisa: la gonna blu, che le scopre le ginocchia con una piccola apertura sulla parte posteriore e la camicia bianca a mezze maniche trasparente, che lascia intravedere l’abbotonatura del reggiseno. I capelli biondi sono raccolti in una treccia, che diventa sempre più sottile, per posarsi, delicatamente, sulle spalle. Gli occhi sono celesti, imperiosi su un viso ovale e regolare, le labbra poco pronunciate, arricchite da una leggera dose di rossetto; ai lobi delle orecchie piccole e perfettamente attaccate alla testa, degli orecchini piccolissimi. Un foulard giallo chiuso da un vistoso fiocco, posto sul lato destro del collo, è elegantemente incastrato tra il colletto della camicia bianca. Dispensa sorrisi ai clienti, cui distribuisce le ordinazioni, dopo aver incassato i soldi. Non sono molti i passeggeri, che chiedono di consumare le bevande esposte ordinatamente sopra il carrellino, graziosamente guidato dalla nostra bella amica e da una sua collega; molti dormono nonostante l’assordante rumore dei motori, altri chiacchierano.

Ho tra le mani l’ultimo libro di Carlo Verdone, che non sto leggendo, ma lo sto divorando. E’ diviso in capitoletti, che descrivono i ricordi di un uomo di cinema, che ha incontrato, sin dai primi anni di vita, personaggi famosissimi del nostro grande cinema. Il maniacale Pasolini, il “Maestro” Vittorio De Sica, il grande Franco Zeffirelli, Sergio Leone, che fu il primo produttore del quasi sconosciuto Verdone, Federico Fellini, l’apoteosi del cinema. Poi i grandi attori: dal riservato Gian Maria Volontè, al malinconico Alberto Sordi! E’ davvero un libro interessantissimo, che consiglio a tutti di leggere.

Tra 40 minuti dovremmo arrivare a Barcellona.

L’aereo è appena atterrato; l’attesa, per scendere, è stata non tanto breve.

Appena uscito dal gate, sono stato colpito dalla vastità degli spazi, dalla presenza di tanti negozi ed alla buona capacità di noi italiani di avere dei punti vendita d’importanti e noti marchi nazionali, tra cui l’immancabile caffè Lavazza, il cui prezioso e rinomato aroma è consumato presso il “Caffè di Roma”.

Ho camminato molto, per ritrovarmi davanti ad uno schermo, dove è indicato il numero del nastro trasportatore dei bagagli. Al mio fianco delle ragazze, che ricercavano, come me, dove sarebbero stati distribuiti i bagagli dei passeggeri, provenienti da Roma: è il numero 8.

Uscendo dall’aeroporto, delle indicazioni chiarissime mi conducono, quasi per mano, verso la fermata del pullman, che, al costo di 5,75€, mi condurrà in Plaza della Catalunya.

Non mi sono punto preoccupato di acquistare il biglietto e mi ricordo dell’imperdonabile errore solo, quando mi trovo in prossimità della fermata. Un cortese addetto della Compagnia m’invita a ritirare il ticket all’interno del pullman, salendo dalla porta anteriore.
Prima di me, due passeggeri attendono la ricevuta del titolo; appena è il mio turno, l’autista, dalla bella faccia rubiconda, mi chiede il pedaggio in cambio dello scontrino, la cui ricevuta esce fuori da una piccola macchina, che si trova alla destra del volante.

Al centro del veicolo, uno spazio riservato al bagaglio.
L’abitacolo è pulito; le poltrone (in verità un po’ strettine) sono comode.
Per evitare di essere investiti dalla luce del sole (sono le 12,30), gli ampi finestrini sono coperti da una tela di maglie fitte e un poco scure.

Ci sono molti passeggeri in piedi; immancabili, come sempre gli Orientali, una coppia, seduta davanti al mio posto, parla sommessamente. Lei ha degli occhiali da vista, lui indossa un bel maglione rosso, ornato con dei bottoni piccoli e marroni: è impegnato col cellulare e, quando parla la sua metà, a malapena distoglie gli occhi dal diabolico ingegno.

Un televisore, piazzato in alto, al centro del pullman, proietta immagini pubblicitarie in continuazione. Intanto, una voce registrata informa che, tra pochi istanti, arriveremo a Plaza de Espana; non vedo alcun movimento di persone, che si preparano, per scendere.

Arrivato al capolinea (Plaza de la Catalunya), con pochi passi, sono arrivato alla fermata del bus 62; ho potuto acquistare direttamente il biglietto all’interno del bus (2 euro!) ed in poche fermate sono arrivato al mio albergo, che si trova a pochi passi dalla Sagrada Familia, la famosa chiesa pensata da Gaudì, che conto di visitare al più presto.

Disbrigate le formalità in albergo, sono salito in camera, che si trova al primo piano.

Il bagno è subito sulla destra, la sala è molto accogliente: due letti, davanti ai quali è piazzato un televisore; vicino alla finestra, una scrivania e di fronte un armadio, piuttosto capiente. Qualcuno suona alla porta: è l’inserviente, che mi consegna il bagaglio.

Entro nel bagno: la vasca è sulla destra, c’è il necessaire per le pulizie personali, ma manca lo spazzolino ed il dentifricio! Dovrò recarmi in un supermarket.
Prima di uscire, per recarmi a pranzo, metto in ordine i vestiti, portati dall’Italia, portando con me la macchina fotografica ed il telefonino.

La fame si fa sentire, così mi sono immediatamente recato al ristorante, dove ho mangiato delle specialità catalane. Intanto, il locale era affollato e non solo da turisti, ma anche da clienti locali; si trova in una piazzetta e si chiama “Restaurante Nogal”.

Il personale è molto gentile, i piatti estremamente curati ed il prezzo affatto eccessivo. Ho iniziato con il “Fidues mar y monti”: spaghettini in brodo con crostacei e funghi (non male!), a seguire una salsiccia con delle patatine fritte, una dolce al formaggio ed il caffè.

“Fideus mar y monti”
Salsiccia catalana e patatine fritte

Prima di tornare in albergo, un supermercato esponeva dei mandarini, che era uno spettacolo da vedere! Ne ho acquistati un po’, insieme a dell’acqua minerale: solo 1,49 euro per 6,25 litri! Un affare (speriamo che sia davvero acqua minerale!).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close