11 febbraio 2013. Il giorno dopo il dì di festa

Il parcheggio sotto casa

Oggi si celebra il “2 gennaio” del nuovo anno lunare. Piano piano, Seul si rianima: riaccendono alcune insegne dei negozi e le strade si riempiono di automobili sfreccianti.  Insomma, si sta regolarmente tornando alla normalità. Per fermare il ritmo pazzesco della quotidianità, insomma, c’è voluto il Capodanno! 

Così questa mattina, incoraggiato soprattutto da un bellissimo sole, mi sono recato presso le sponde del Fiume Han. 

Nella zona, in cui abito, il passaggio del fiume ed i suoi bei giardini, curatissimi, posso vederli tranquillamente dalla finestra di casa. Da quando mi trovo a Seul, complice il freddo prima, la neve poi, ho rinunciato, a malincuore, di passeggiare sulle sponde del fiume, così pieno di odori durante il periodo estivo. Appena messo il naso fuori casa, l’aria frizzante, fresca, leggera mi ha dato, il suo buongiorno. Il mio amico guardiano mi ha salutato con un deferente inchino, al quale ho risposto con un leggero cenno del capo. Era fuori dalla guardiola: una stanza piccola, ma ben arredata: una scrivania con sopra un computer, il televisore perennemente acceso, la stufa elettrica e la macchina per il caffè americano. Insomma, quanto occorre, per rendere meno sgradevoli le lunghe ore, soprattutto notturne (il servizio è attivo 24 ore). Ho notato che alcune macchine avevano lasciato l’ampio parcheggio condominiale. Sono andato verso il fiume e già diverse coppie passeggiavano sui sentieri ben disegnati e, soprattutto, sgombri di neve. Per me, è stata un’esperienza davvero nuova passeggiare, praticamente, circondato dalla neve, che ricopre totalmente le sponde. Le squadre di giardinieri, che tengono in ordine l’intero parco, hanno provveduto, provvidenzialmente, a sgombrare ogni sentiero, sicché è possibile passeggiare senza dover fare eccessiva attenzione a dover mettere i piedi; senza cadere in fallo.

I percorsi pedonali, liberati dalla neve.

Il fiume, che divide in due  completamente la città di Seul, in questa zona (abito a Gangnam), si restringe ed il livello dell’acqua si abbassa notevolmente. Molti ponti permettono di attraversarlo ed è molto intelligente l’aver  disegnato delle strade pedonali, ben delineate dallo spazio riservato ai ciclisti. Infatti, quando si passeggia, il vero pericolo non è rappresentato da possibili cumuli di neve ghiacciata, ma dall’arrivo improvviso di spericolati folli su due ruote, che cercano, quotidianamente, di battere il record dell’ora. 
Ho girato, a lungo, in questo silenzio irreale, fin quando delle grida di bambini mi hanno svegliato.
Su un tratto di giardino completamente ghiacciato, infatti, è stata creata una pista di ghiaccio, dove diversi bambini (alcuni dei quali accompagnati dai genitori) su slitte, più o meno reali, giocavano tra loro.  

Ancora qualche passo ed il silenzio s’impadroniva di questo angolo di serenità.

Le dimissioni del Papa E’ una notizia, che mi ha profondamente turbato. Sono un uomo del dubbio; l’esistenza di un Essere Supremo è realtà inconfutabile, poi ognuno risolve a suo modo il rapporto con l’Eterno. Le risposte della Chiesa non sempre hanno trovato la mia comprensione; spesso fatico, per capire, per comprendere. Ho, sinceramente, subito il fascino culturale di Benedetto XVI. Un Papa poco mediatico? A me piaceva, forse, perch’era poco mediatico; a me piaceva questo suo attacamento alla Tradizione, alla riscoperta (non certo per la Chiesa) della lingua latina; il suo, personale impegno, per ristabilire serietà nella musica da eseguirsi in Chiesa; quante volte, ha rammentato che il Canto gregoriano è il canto ufficiale della Chiesa. Insomma, al di là del Vicario di Cristo, ho visto ed ammirato un uomo di profondi studi, di grande serietà culturale e ne ho subito il fascino. Le dimissioni, poi, in un mondo, in cui nessuno si dimette, in un mondo in cui tutti siamo la persona al giusto, al momento giusto, al posto giusto; queste dimissioni,insomma, segnano davvero il cammino, il travaglio interiore di un uomo, che è stato chiamato a portare un enorme peso sulle spalle ed ora, che sente venir meno le forze, deve rinunciare, mostrando a tutto il mondo la vera realtà dell’uomo: la fragilita’.

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