28 Gennaio 2013. Pranzo al ristorante “Zino Francescatti” e visita alla “Yonsei University” di Seoul

Quest’oggi sono stato invitato a pranzo in un ristorante italiano di Seul. Apprezzo la delicatezza di chi ha organizzato l’incontro nello scegliere la cucina del mio Paese, che in questa terra d’Oriente vanta numerosi estimatori. Stamattina (sono le 12,30) il traffico sembra scorrere tranquillo; numerosi i grattacieli in fase di costruzione, al fine di donare alla città un volto sempre più moderno. Il freddo è meno intenso e pungente rispetto ai giorni passati, perché la forza del vento è scemata, ma conviene sempre girare ben coperti, dal momento che siamo 4 gradi sotto lo zero. Il ristorante “Zino Francescatti” non si trova in una zona centrale della città.

Pochi gradini e magicamente l’atmosfera cambia. L’ambiente non è lo stereotipato omaggio alla modernità, assai tipico in quasi tutti i ristoranti della capitale asiatica.

E’ stata magnificamente ricostruita un’ambientazione, che strizza l’occhio a certe stanze nobiliari italiane di fine ‘800. Tavoli per quattro, poltrone rivestite di velluto verde, un gran camino di marmo ed alle pareti tanti quadri ritratti di celeberrimi musicisti del passato italiani (Vivaldi, Alessandro Scarlatti, Corelli, Torelli) e stranieri, che ebbero rapporti con l’Italia come Johann Christian Bach allievo dell’insigne Padre Martini, Georg F. Haendel che viaggiò per ben tre anni nel nostro Paese, onde esercitarsi nello “stile italiano” ed infine il “divin salisburghese” Wolfgang Amadeus Mozart (oggi è il suo compleanno, auguri Amadeus!) allievo, anche lui di Padre Martini, profondo estimatore (al pari del papà Leopold) della cultura italiana. In un sottofondo di musica barocca, serviti da un giovane cameriere sobriamente vestito ho gustato un’insalata mista


e degli spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Un po’ d’Italia a tavola fa davvero bene al cuore!

Ci siamo trasferiti alla Yonsei University.

Sorge su una collina; le facoltà sono strutture architettoniche assai grandi, che si trovano ai lati di un largo e lungo viale, che funge da raccordo.

Nonostante che l’attività universitaria sia sospesa per le vacanze invernali, noto, comunque, la presenza di tanti studenti, molti dei quali stranieri, essendoci una facoltà a loro dedicata.

Mi meravigliano i larghi spazi, le tante aule per lo studio, gli strumenti di lavoro a disposizione del corpo studentesco. Il governo non lesina aiuti, soldi alla scuola,  ritenendo l’istruzione la punta di diamante del progresso della nazione.


Terminato l’appuntamento, mi sono trasferito alla “Ehwa University”, poco distante.


E’ una scuola per sole ragazze.

Anche questo enorme complesso architettonico svetta per magnificenza e brillantezza.

Le facoltà sono un monumento alla modernità; all’interno delle aule (che è possibile visitare) le studentesse vivono in ambienti grandi, molto puliti, serviti delle più moderne tecnologie in luoghi davvero confortevoli e silenziosi. E’ sempre affascinante vedere uno studente all’opera!

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