7 Gennaio 2013. Visita al Museo della Musica di Barcellona

Questa mattina visita al museo della musica, che si trova di fronte al mio albergo.

Ritirato il biglietto, entro nella prima sala, dove, in cilindri di vetro, sono conservati diversi strumenti.

Su una lunga scrivania,  viene raccontata la storia della Musica. Passo ad osservare un strumento musicale alquanto strano: il  rondador, una zampogna tipica dell’Equador.

Alcune copie di un manoscritto di Joan Cererols, musicista catalano e monaco benedettino, autore di alcuni lavori di musica sacra, tra cui un “Requiem”. Alcuni esempi di Intavolatura, che è un sistema, attraverso il quale scriver musica in assenza di pentagramma; è usato per gli strumenti a corda ed illustra non l’altezza del suono (come avviene con il pentagramma) ma la posizione delle dita del suonatore. 

Una parte di basso continuo:pratica esecutiva, usata nel periodo Barocco, in cui il cembalista ha scritto sul pentagramma (questa volta, si!) la parte della mano sinistra, mentre con la mano destra dovrà “improvvisare” i giusti accordi, che accompagneranno l’esecuzione.

Bellissimi poi alcuni strumenti presenti. Il primo è un organo, realizzato dall’organaro catalano all’inizio del 1700 da Josep Boscà. 

Un clavicembalo del 1720 di Carl Conrad Fleischer, che lavorò ad Amburgo nella prima metà del 1700.

In una vetrina degli strumenti a corda: un violoncello del liutaio catalano Salvator Bofill del 1744.

Una mandora (un liuto) del XVIII secolo;

un cistro (strumento musicale, che si suona con un plettro o “pizzicandolo”) italiano del XVI secolo; una mandolino. 

Proseguo la visita, soffermandomi, per osservare tre flauti traversi, un clarinetto in sib un meraviglioso piano da tavolo (strumento che si pone tra l’ “antico” clavicordo ed il “moderno “pianoforte”) di Johannes Zumpe, fabbricante tedesco, i cui strumenti, sembra, che siano stati venduti da Johann Cristian bach (uno dei figli di Johann Sebastian).

Un salterio, (strumento a corde);

un piano a coda di Joan Broadwood, importantissimo produttore di pianoforti inglese del 1700

.La visita prosegue, spostandomi in un’altra ala dell’interessantissimo museo.

Imperioso il piano Erard, famoso costruttore di strumenti musicali francese; ebbe tra i suoi estimatori: Beethoven, Chopin, Haydn, Liszt, ed il nostro Giuseppe Verdi.

Un curiosissimo piano giraffa (il prototipo più antico di pianoforte verticale, inventato tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo da da Domenico Del Mela).

Accanto un piano da tavolo del 1831 dello spagnolo Miguel Slocker.

Un piano verticale del 1820 di Muzio Clementi, che oltre ad essere stato un eccellente pianista (sfidò durante il periodo natalizio un certo Wolfgang Amadeus Mozart, davanti a Sua maestà Giuseppe II in una gara musicale) era anche un ottimo costruttore e venditore di pianoforti.

Un Armonium meccanico di Wilcox & White.

Un’ala del museo è dedicata al compositore e pianista catalano Frederic Mompou. Nasce nel 1893; studia al Conservatorio Superiore di Barcellona e continua i suoi studi presso il Conservatorio di Parigi, invitato dal direttore, il compositore Gabriel Faurè. Scrisse musica per pianoforte, eseguita e registrata da pianista celeberrimi, lavori per voce e pianoforte, un balletto e lavori per chitarra. Al centro della prima sala il suo pianoforte.

Ai lati della sala, due teche, che espongono alcune onorificenze ricevute nel corso della vita dal compositore: dalla laurea “honoris causa” dell’Università di Barcellona, al cavalierato ricevuto dalla Repubblica francese.
 Alcuni oggetti personali  e gl’immancabili scritti dell’artista, delle partitire ed alcuni libri a lui dedicati.

Bella anche la galleria fotografica, che si può visitare, appena si oltrepassa una pesante porta di legno.

Molto toccante la foto del compositore con una bambina, che ha appoggiato la guancia sulla tastiera, su cui sta suonando il celebre compositore.

Altra foto: il compositore sorridente, mentre una zingara gli sta leggendo la mano.

La mostra termina con una bellissima immagine di Gaudi ed un commento del compositore, che riassume la sua poetica: “L’artista è un magnifico servitore dell’arte; egli è solo un intermediario tra il Creatore e l’opera”.

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