8 Gennaio 2013. Visita mancata a Casa Pedrera; passeggiata a Park Guell

E’ molto piacevole passeggiare per Passeig de Gracia; la via è larghissima, i marciapiedi ampi e ben curati arricchiti da aiuole e poi i grandi alberghi, che su questa via, una volta residenza della ricca borghesia di Barcellona, con le loro entrate sprigionanti eleganza e lusso. Vicino alle aiuole delle panchine; proprio all’angolo con Carrer del Consell de cent il negozio Ferrari.
Mi sto recando a Casa Pedrera, altra residenza costruita da Gaudi. Presso un’edicola, così come su tanti balconi, è esposta la bandiera catalana, segno della volontà da parte dei Catalani, di procedere sulla via dell’indipendenza da Madrid. Su questa via, i grandi marchi internazionali espongono i loro prodotti, rendendo più suggestiva la passeggiata: è davvero un gran bel vedere. Casa Pedrera si affaccia, con le sue strane architetture, su Passeig de Gracia.

Ahime! Dovrò accontentarmi di sognare le sue voluttuose geometrie, perché la  Casa sarà chiusa fino al 13 gennaio!  Proseguo il tour, servendomi della metro, per visitare Park Guell. Il biglietto costa 2 euro in cambio di locali e treni puliti e servizio cortesia per stranieri compreso. E’ possibile acquistare dei mini abbonamenti di 10 viaggi al prezzo di 9,50: un bel risparmio!
Dalla fermata metro Passeig de Gracia, arrivo alla stazione Vallcarca in quattro stop. Il sottopassaggio è in fase di realizzazione: i soliti lavori in corso; due minuscoli bar sono nei pressi dei tornelli, dove basta inserire il titoli di viaggio nell’apposita feritoia, perché le porte si aprano. In effetti, i locali della metro sono molto ordinati e puliti. Arrivato sulla banchina, il display avverte i viaggiatori quanti minuti e secondi dovranno aspettare l’arrivo del treno.  Entro nel vagone e, dietro di me, una teen ager, che indossa delle vistose cuffie bianche, ascoltando musica a tutto volume. Purtroppo ha anche la compiacenza di mettersi vicino a me: che gioia ascoltare la techno music! Quasi quasi mi vien voglia di ballare! Fortunamente lo strazio dura poco: solo alcune fermate di dolorosa sopportazione.

Appena una rampa di scale e trovo la confortante indicazione per Park Guell.

Siamo lontani dalla bellezza raffinata del Passeig de Gracia, mi trovo in una zona più popolare, molto trafficata e le vetrine eleganti e profumate sono sostituite da supermercati e bar, ai cui tavolini trovo sempre clienti, che, oltre a degustare improbabili caffè, giocano a carte, sprigionando fumo da sigarette  perennemente accese.  Provenendo da Avocato Santuari Saint Josep de la muntanya, il Park Guell è sulla destra. Il Park Guell è un recinto murato. La cinta muraria dell’entrata principale è costituita da un muro in muratura, realizzato con pietra locale, coronato da una cornice di “trencadis” ceramico a strisce bianche e rosse, interrotte, ad intervalli regolari, da quattordici medaglioni, contenenti, alternativamente, le parole “Park” e “Guell”.

Appena si entra, si ha una sensazione di essere parte spettatrice di uno scenario affascinante, di un mondo fantastico e simbolico, separato nettamente dai rumori e dalle follie del mondo esteriore al Parco.

Il padiglione di sinistra era la sede dell’amministrazione del Parco; è un costruzione senza spigoli, senza angoli retti.

La torre, che si eleva fino ai 12 metri di altezza, è caratterizzata da una scacchiera bianca e azzurra; la croce è disposta a 17 metri.

Il padiglione di destra era l’abitazione del custode; è in fase di ristrutturazione, quindi non visitabile.

La scalinata è divisa in quattro rampe: le prime tre hanno delle piccole vasche d’acqua a cascata e contengono la grotta,

 il serpente,

 la salamandra.

I merli dei muri laterali sono stati realizzati con lo stesso materiale, adoperato per i padiglioni dell’entrata.

Prima di iniziare l’ultima rampa di scale, Gaudì progetta una panca, dove riposare ed ammirare il panorama, al cui forma e disposizione vennero attentamente studiate da esporla al sole in inverno e farla rimanere in ombra nel resto dell’anno. La scalinata porta verso la Sala Ipostila, dominata da un colonnato dorico, formato da 86 colonne.

Questa sala avrebbe avuto una funzione assai “profana”: sede di un mercato! Sul soffitto, ci sono delle curiose decorazioni, realizzate col medesimo disegno a forma di sole.

Attraverso una scala laterale, si arriva alla “Piazza”, da cui si gode un panorama strepitoso;

è il centro geografico di Park Guell.

La panca fu realizzata, facendo sedere un operaio, onde poter realizzare uno strumento architettonico non solo molto particolare, ma anche…molto comodo (provare per credere!).

Volgendo, solo per un attimo, le spalle alla città di Barcellona, un altro elemento architettonico interessantissimo ed assai curioso: scavato nella montagna all’indietro e leggermente elevato sulla piazza, scorre il viale principale del Parco.

Salendo, ancora, delle scale sul lato sinistro, avendo Barcellona alla spalle, si entra nel “portico della Lavandaia”: tre chilometri di serpeggianti sentieri, costruiti sulla pelle della montagna. Il nome deriva dalla figura femminile, che spicca in uno dei pilastri, nelle immediate vicinanze della Piazza.

Infine I Viadotti, realizzati tra il 1901 ed il 1903, anno nel quale Gaudì introdusse sorprendenti innovazioni, basate sulla sua filosofia della forma organica.

Le curve, che non sono concentriche, conferiscono un aspetto di struttura viva, in movimento.

Le colonne, mai poste una di fronte all’altra, creano un effetto ritmico e compositivo, che si trasferisce fino alle volte, grazie alle pietre addossate verticalmente a forma di ventaglio.

Un viaggio onirico, sognante, ipnotico, in cui immergersi e rimanere ad osservare.

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