9 gennaio 2013. Visita al Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona

Provenendo da Carrer dels Angels il Musue d’Art Contemporani de Barcelona (chiuso la domenica) è lì davanti a te con la sua costruzione bianca.

Alcune persone bivaccano seduti al sole; altri si lanciano in spericolate traiettorie, disegnate sugli skateboard. Siamo in gennaio, ma, almeno oggi, in Barcellona si gode il primo anticipo della primavera che giustifica così la scelta di diverse persone d’indossare indumenti molto leggeri.  Ricevuto il tagliando d’ingresso mi trovo in una grande sala bianca.

La prima sala, che visiterò, ha un titolo conturbante: voyeurismo, narcisismo, feticismo.

Non riesco a trovare il significato di alcuni lavori come il “Project MIT” di Matt Mullican, artista americano, che espone i suoi lavori al  Metropolitan Museum of Art di New York, il Museo dell’Arte Contemporanea di Los Angeles, il Museum of Modern Art di New York, Haus der Kunst di Monaco di Baviera, la Galleria Nazionale di Berlino.

“Project MIT” di Matt Mullican.
“Fissures (to disorganize)” di Oriol Vilapuig

Molto più intuibile “Fissures (to disorganize)” di Oriol Vilapuig, pittore catalano.

Ha ricevuto una borsa di studi dal governo catalano per un soggiorno a Roma. Dal 1995 espone regolarmente nelle Fúcares Galleria di Madrid, presso l’Università di Valencia, la Galleria d’Arte del’Università di Malaga. I suoi lavori sono parte delle collezioni presenti al Museo Nazionale Centro de Arte Reina Sofia di Madrid; il Museo delle Belle Arti di Álava.

“There” di Anna Lise Coste.

Alcune descrizione di case in “There” di Anna Lise Coste. Nata a Marsiglia, studia alla locale Ecole des Beaux-Arts; ha esposto al Musée Rath di Ginevra; al Nogueras Blachard Gallery di Barcellona; al Ellen de Bruijne Projects di Amsterdam;  al Tate Modern di Londra;  al MoCAD, Museum of Contemporary Art Detroit; al Centre Culturel Suisse di Parigi.

Infine, una bella fotografia su uno sfondo contemporaneo: “A fight on the sidewalk” di Jeff Wall.

“A fight on the sidewalk” di Jeff Wall.

Wall si definisce “un pittore della vita moderna” e spesso basa il contenuto e la forma delle sue immagini sul realismo del XIX secolo o sui dipinti di Edouard Manet. Tutte le scene sono interpretate da attori, rappresentate in grandi set, riprese fotograficamente, e qualche volta assemblate o postprodotte digitalmente. Wall mostra i simboli della vita moderna, include le forme del paesaggio urbano come imposizione dell’agire sociale. Gli attori messi in scena da Wall si confondono con gli attori della vita, creando una visione surreale del mondo, che rende fragili le certezze dell’agire umano nel nostro tempo.

Terminata la visita all’unica sala del piano terra, attraverso un un corridoio in salita mi trasferisco al primo piano; titolo della prima sala: “Un’utopia possibile”.

inizio ad osservare quadri particolari: “Postals de la Cala Sant Miquel” di America Sanchez.

Artista argentina, che vive a Barcellona; vincitrice del Premio Nazionale di Design di Spagna del 1992 e Città di Barcellona del 2001.

“Postals de la Cala Sant Miquel” di America Sanchez.

Antoni Tapies “Sweet with an orange”.

 E’ stato un pittore catalano; soggiornò a Parigi. Nel 1958, presentò una rassegna personale alla Biennale di Venezia, che gli valse il Premio UNESCO. Nel 1973 espone al Musée d’Art Moderne di Parigi e nel 1977 all’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo. Nel 1981 a Tàpies viene conferita la medaglia d’oro per le Belle Arti dal re Juan Carlos I e nel 1983 viene insignito della Medalla d’Or de la Generalitat de Catalunya. A Londra venne insignito della Laurea honoris causa dal Royal College of Art.
“Sense titol” di Robert Rauscehnberg, pittore e fotografo americano, vicino alla pop art.

Una serie di ritratti fotografici di Gerhard Richter: “48 portraits”.

Richter insegna, dapprima,come professore temporaneo alla Hochschule für bildende Künste in Amburgo presso il Nova Scotia College of Art and Design, per poi divenire, nel 1971, professore titolare presso l’Accademia d’Arte di Düsseldorf. Nel 1983, Richter si trasferisce da Düsseldorf a Colonia dove vive tuttora. Espone la sua prima personale di pittura, Gerhard Richter, nel 1964 alla Galleria Schmela di Düsseldorf. Subito dopo espone a Monaco e Berlino e fino ai primi anni settanta espone frequentemente in varie città europee e negli Stati Uniti. La sua quarta retrospettiva, Gerhard Richter: 40 Years of Painting, curata da Robert Storr, apre al Museo d’Arte Moderna di New York nel febbraio 2002, per poi essere trasferita a Chicago, San Francisco (SFMOMA), e Washington. Dopo tanti volti maschili, di contrappunto i sei ritratti femminili di Sanja Ivekovic “Paper women”.

E’ un fotografo e scultore croato ed è un’artista considerata di spicco dell’ex Jugoslavia. E’ sempre stata interessata alla rappresentazione della donna nella società.  Nel 2010, alla Biennale di Gwangju , Iveković con “On the Barricades” ha rappresentato un memoriale vivo, che commemora le sollevazione popolari del 1980 di Gwangju. Un omaggio alla Coca cola di Cildo Meireles “Insercions en circuits ideòlogics. Projecte Coca Cola”

E’ uno scultore ed artista brasiliano. Una retrospettiva del suo lavoro, organizzato da Dan Cameron e Gerardo Mosquera è stata presentata al New York Museum of Modern Art nel 2000 e sono state esposte anche alla galleria Tate Modern di Londra, al Museu de Arte Moderna di Rio de Janeiro e al Museu de Arte Moderna di São Paulo.
Uscendo dalla sala, appena sulla destra, sono colpito da un letto, letteralmente attaccato! è un ennesimo lavoro di Tapies.

L’ultima sala, a mio avviso, raccoglie i lavori più indecifrabili: “Filtraciones”.

Non riesco a commentare quest’Arte, posso solo osservare.

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