12 febbraio 2013. Pranzo al buffet “Viz a viz” di Coex Mall di Seoul

Le feste son terminate e Seul riprende il suo volto abituale, fatto di traffico, autobus carichi di persone, metropolitane, che fuoriescono in superficie in alcuni punti della città, per ripiombare, immediatamente dopo, all’interno di lunghe e profonde gallerie. Le persone hanno riposto, piegati per bene, gli abiti tradizionali, indossati durante la festa e si ripresentano in ufficio, per riprendere, con vigore, il ritmo di vita e produttività quotidiano. Ho già parlato, in qualche precedente post, come la qualità della vita sia strettamente legata al proprio indice di produttività. Per questo motivo, è bene che l’impegno, per ottenere un buon posto di lavoro, inizi fin dai primi anni di vita, coll’imparare la lingua inglese, le materie umanistiche, quelle scientifiche, con i primi rudimenti di economia aziendale e finanza; insomma, un corredo di varie materie, che rappresenterà la carta d’identita culturale del futuro cittadino, ben inserito nel complesso meccanismo della società coreana. 
Quest’oggi mi sono recato presso Coex Mall, il più grande centro commerciale dell’Asia, e ho notato che, la parte est dell’immenso mercato, è chiusa, poiché in ristrutturazione. A causa della presenza di molti centri commerciali, c’è una spietata lotta trai vari department stores, al fine di accaparrarsi la clientela, il cui portafoglio viene spesso solleticato dalla pubblicità di ristrutturazioni, piuttosto continue, cui vengono sottoposti, onde suscitare curiosità nei tanti clienti, pronti a spendere, pur di assicurarsi l’ultimo modello, in esclusiva ed al costo più basso, che si possa! Mi hanno colpito le tanti giovani coppie, che passeggiavano nei larghi corridoi del centro, spesso in compagnia di due o tre bambini. Insomma, il popolo coreano, al contrario di quello (purtroppo) italiano, non è a rischio estinzione, grazie ad un’intelligente politica di aiuti, a chi decide di procreare all’interno della famiglia. Orbene, sembra che in Corea non ci siano problemi e difetti: tutto organizzato, tutto pulito, alta produttivita e così via? Beh, il primo problema, che più di qualche amico mi ha fatto osservare, riguarda coloro che non riescono ad entrare in questo ingranaggio (e sono molti). La concorrenza è micidiale,  spietata; i ruoli dirigenziali sono a numero chiuso, ecco che l’impegno richiesto è davvero sovrumano, al fine di accedervi. La scelta del governo è stata immediatamente chiara: anteporre la societa all’individuo. Se occorrono alle grandi societa 1.000 ingegneri ogni anno, permetteremo solo ed esclusivamente a 1.000 ingegneri di laurearsi: quindi, cercheremo solo 1.000 candidati tra tutti i candidati, che si presenteranno. E gli altri, che volessereo diventare ingegneri e non rientrano nei primi 1.000? Si arrangeranno. E’ una risposta, che apre un’infinita di polemiche e considerazioni, ma la scelta è qui (come nel resto d’Oriente) molto chiara, con tutte le considerazioni e le complicazioni seguenti e, forse, anche per questo motivo, sale, sempre più, il numero dei suicidi giovanili tra chi non ce l’ha fatta: un’altra possibilità non c’è! E’ una societaà, che, nel nome del Dio – produttività, sacrifica i suoi figli sull’altare del successo!
Mentre passeggiavo, sono passato davanti al bar Lavazza (ce ne sono molti a Seul), quindi attraverso la scala mobile, sono andato verso il ristorante. Ad attendere, il maestro di sala, al quale ho posto la richiesta di mangiare senza preventiva prenotazione. Fortunatamente, essendo ancora presto, non ha avuto alcuna difficoltà a procurarmi un posto. Vicino al mio tavolo, c’era una coppia, la cui mamma assisteva, amorevolmente, la piccola di pochi mesi; sulla mia sinistra, due giovani: lui calvo e con occhialoni dalla montatura eccentrica, lei impegnata più a mandare messaggi col telefonino, che a mangiare. In molti altri tavoli, famiglie, amici, coppie: tutti impegnati a ricercare, trai tanti piatti offerti, il migliore. Io ho trovato eccellente praticamente tutto: le insalate, le diverse proposte di carne, tutte cotte al momento, il lato del cibo coreano, alcuni piatti di cucina cinese (i fritti formidabili) e l’immancabile e freschissimo sushi. 

Al centro della sala, sopra un parallelepipedo, della frutta ed, all’interno di un gazebo, delle macchine per il caffè e l’angolo dei dolci.

Piuttosto deserto, l’angolo dedicato al prosciutto Jamon ed alla selezione di formaggi freschi ed erborinati, che è stato onorato, più volte, dal sottoscritto. Dei camerieri giovanissimi, si assicuravano della presenza dell’acqua ai tavoli, di portar via i piatti, già consumati e riordinare i tavoli lasciati dai clienti. 

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