20 Febbraio 2013. Visita al National Musuem of Korea alla mostra “Art across America”

Le pubblicità coreane, che si trovano sulle pareti interne dei vagoni della metro, sono coloratissime e davvero avvincenti per la cura, con le quali sono state pensate. Nel vagone dove viaggio, per recarmi al Museo Nazionale della Corea, al fine di vedere la mostra “Art across America”, noto che, in gran parte, reclamizzano cliniche estetiche, mostrando volti di donne, dopo che hanno subito il trattamento chirurgico, cui sono stati sottoposte. Lessi, qualche tempo fa, che la Sudcorea detiene il record mondiale di persone, che si sottopongono a trattamenti chirurgici estetici. Non trovo nulla di male, correggere chirurgicamente un lato del proprio fisico, che, magari, non si ha troppo in simpatia; trovo, invece, aberrante, quando il trattamento cambia totalmente la persona e quanti esempi abbiamo anche in Italia, dove alcune mamme sono più giovani delle figlie. Distratto dalle pubblicità, fortunatamente leggo, sul video interno, che la prossima fermata sarà la stazione, legata al Museo, dove sono diretto. Infatti, hanno, da poco, costruito dall’uscita della metro un lungo corridoio, che conduce i visitatori direttamente all’ingresso principale, sulle pareti del quale, sono proiettate delle immagini, raffiguranti dell’arte orientale.

Alla fine di una scala mobile, mi trovo nel grande spazio, che, in questo momento, è pieno di scolaresche vocianti, che si appressano ad entrare…fortunatamente dalla parte opposta alla mia.

Infatti, procedendo come soldatini in fila per due, si dirigono nell’ala, dove sono esposti capolavori dell’arte coreana, che ho avuto modo di visitare in passato.

L’ingresso per la mostra e a pagamento appena 5.000 won (3,50 euro circa). Ritiro il biglietto dalla cassiera, che mi indica dov’è l’entrata.

Al di là i due pesanti porte, una grandissima sala, sul cui lato sinistro hanno creato uno spazio per l’acquisto di souvenir. La giovane inserviente mi consegna la guida ed inizia il mio tour.

Moltissimi i quadri esposti di artisti americani, provenienti da diversi musei americani. Il primo quadro è il “Ritratto di George Washington” di Rembrandt Peale (1778 / 1860), esperto ritrattista.

Molto intenso in quadro di Fitz Henry Lane (1804 – 1865) con “Brig off the Maine coast”, in cui un brigantino cerca di resistere ai violenti colpi di un mare in tempesta. Caratteristica dei suo quadri il particolare uso della “luce”, che li investe ed è per questo motivo che fu inquadrato nella corrente “luministica”. Il mare è stato spesso il protagonista dei suoi lavori; alla carriera di pittore unì quella di litografo.

Dal Museo di Los Angeles, “The young mechanic” di Allen Smith jr. (1810 – 1890). Colse il suo personale successo, quando iniziò a lavorare nel Midwest, dove, il quadro qui esposto, rappresenta proprio uno dei primi lavori realizzati. La tonalità calda, la forte illuminazione, l’attenzione per i dettagli è quasi ossessiva in questo quadro e saranno presenti nei futuri lavori.

Joseph H. Boston nasce a Bridgeport nel 1860, studia alla National Academic of Design di New York. Insegnerà, dal 1893, all’ l’Istituto di Brooklyn delle Arti e delle Scienze. Fu un paesaggista, dipinse alcuni quadri, che avevano come soggetto la luna. Morì all’età di 94 anni (beato lui!). E’ presente con “From shore to shore”.

Eastman Johnson (1824 – 1906). E’ stato cofondatore del Metropolitan Museum of Art di New York. Dipinse scene di vita quotidiana, ma anche ritratti di personaggi illustri quali Abraham Lincoln; era chiamato il “Remembrandt americano”, per l’influenza, che ebbe la sua produzione, dai maestri olandesi del XVII secolo. “Southern courtship” è proprio una scena di vita quotidiana.

Jefferson David Salfant (1856 – 1931), ricordato soprattutto per i suoi trompe l’oeil  e le nature morte. Studiò per due anni a Parigi; un suo lavoro è esposto al Metropolitan Museum of Art di New York. A Seul, ho ammirato “The blacksmith”.

John Singer Sargent  nasce a Firenze nel 1856 e seguì i corsi al’Accademia di Belle Arti. Nel 1874, si trasferisce a Parigi, dove conosce la pittura degli impressionisti. Pur non diventando mai un vero e proprio “impressionista”, Sargent rimase molto attratto da questo movimento, cercando di ricrearne la sensibilità nelle sue opere.  Bellissimo il quadro  proposto: “In the Luxembourg gardens”.

Frederick Childe Hassam nasce a Dorchester nel 1859, sotto il segno della Bilancia (come il sottoscritto). Lasciò gli studi prima di conseguire un diploma, lavorando come intagliatore.  Come completamento degli studi artistici già compiuti, Hassam si recò a Parigi nel 1886, per seguire corsi di pittura e disegno di figure umane all’Académie Julian. Tuttavia, in seguito, definirà “superflui” gli insegnamenti ricevuti; fu, invece, maggiormente influenzato dalle gallerie e dai musei, che poté visitare nella città, negli anni della fioritura dell’Impressionismo. Particolarmente suggestivo “Une Averse – rue Bonaparte”.

Frederick Friseke, pittore impressionista americano (1874 – 1939), che trascorse la maggior parte della sua vita come un espatriato in Francia e nel 1899 è la sua prima mostra al Salone della Société Nationale des Beaux-Arts. La sua casa a Giverny era vicina a quella di Claude Monet, ma i due non s’incontrarono mai e non divennero, quindi, amici. “Lilies” è il quadro, che ho ammirato.

Nella seconda sala, entriamo pienamente nel Novecento con “Theater scene” di Everett Shinn (1876 – 1953). E’ stato un pittore americano realista. Era il più giovane membro del gruppo dei “modernisti”, che hanno esplorato la rappresentazione della vita reale. Egli è famoso per i suoi numerosi dipinti, che rievocano il teatro, la città di  New York e vari aspetti della vita moderna.

Stuart Davis con “Something on the Eight ball”. Sua madre era una scultrice e suo padre, in particolare, è stato il direttore artistico del defunto Philadelphia Press Nei primi anni del 1920, l’artista ha cominciato ad utilizzare il vocabolario del cubismo sintetico, catturando quello che vedeva come la scena americana: il jazz, la radio, i film e i prodotti di consumo. Il suo forte uso di forme semplificate e audaci, di colori vivaci ha espresso il suo interesse per il contenuto astratto e per il disegno bidimensionale.

Un lavoro del 1944 è “Gyrations on four planes” di Mark Rothko (1903 – 1970). Le sue ricerche s’indirizzarono nell’ambito dell’astrazione e dell’espressionismo.

Jackson Pollock (1912 – 1956) con “N° 22”.  E’ stato un pittore influente americano e una figura importante nel movimento espressionista astratto.Egli era ben conosciuto per il suo stile unico, definito pittura a goccia.

Di John Marin (1870 – 1953)  “Sailboat Brooklyn bridge New York skyline”. E’ stato uno dei primi artisti modernisti americani, conosciuto per i paesaggi astratti ed acquerelli. Studiò in America, per poi continuare in Europa; influenzò in patria i pittori della generazione successiva.

 “Two calla lilies on pink” di  Georgia O’Keeffe è un esempio creativo del “precisionismo”, di cui la pittrice amereicana fu esponente.   Le sue creazioni degli anni dieci sono caratterizzate da un astrattismo lirico creato da armoniose linee, figure e colori; queste opere, principalmente serie di illustrazioni a carboncino e acquerelli, sono fra le più innovative di tutta l’arte statunitense del periodo. Il 10 gennaio 1977 il Presidente Gerald Ford l’ha insignita della prestigiosa onorificenza statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà.

“Cactus” di Charles Sheeler. E’ tra i maggiori esponenti della corrente pittorica del precisionismo ed è riconosciuto come uno dei fondatori del modernismo americano e uno dei più grandi fotografi del ventesimo secolo.

Finiamo in grande stile con un quadro di Andy Warhol  (1928 – 1987) “Jacqueline”, figura predominante della Pop Art, artista che ha sperimentato in quasi tutti campi artistici la sua poetica.

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