5 Marzo 2013. Visita al Kodku Museum di Seoul

Il Kokdu Museum si trova all’interno di un centro culturale, il Dongsoon Art Center in un una zona, dove non ci sono molti grattacieli. Dalla fermata della metro “Hyehyan” sono pochi passi a piedi, percorrendo una via laterale, dove incontro molti ragazzi a passeggio, che si godono gli ultimi scampoli delle vacanze invernali.   L’Art center si trova sulla sinistra e bisogna salire una lunga scala, dove, al di là di due pesantissime porte, si è accolti molto cortesemente dal personale di sala.  

M’intrattengo a colloquiare con un’addetta, la quale mi chiede da quale Paese provenga e come abbia scoperto questo piccolo Museo. Le dico che provengo dall’Italia, sono nato a Roma! Le brillano gli occhi a sentir parlare dell’Italia e della mia città natale; purtroppo, non è mai stata in Italia, ma sa che l’Italia è praticamente un museo all’aperto e che, in ogni angolo, è rintracciabile un pezzo importante della storia dell’Uomo. Sono parole, che fanno bene al mio cuore di Italiano; mi racconta di come sia difficile rintracciare il Passato di questo Paese, ma come gli sforzi siano davvero tanti, perché ogni più piccolo frammento trovato venga ben conservato, ben curato, per informare cosa sia stato in passato il popolo coreano. Raccontavo, in qualche Post precedente, come le Istituzioni stiano favorendo l’apertura di Musei, coinvolgendo soprattutto le grandi industrie, che devolvono una parte degli introiti alla ricerca storica. E’ un’opera molto complessa, costosa e molto difficile, poiché, come sappiamo, la Corea è divisa in due Stati (che hanno firmato un semplice armistizio, ma non ancora la pace) quindi, ciò che c’è “dall’altra parte”, dalle parti di Seul non lo sanno. L’unica stanza è formata da tante teche ben illuminate. Si tratta di un Museo, dedicato al culto dei morti durante il tempo della dinastia Joseon.

La processione funebre

Intanto il nome: chi è “Kokdu”. Erano delle statue, che venivano costruite, quando la persona moriva e che fungevano da accompagnatori del defunto verso l’aldilà.

Durante questa importantissima dinastia,la morte era considerata, appunto, un lungo viaggio, che si accingeva a fare il defunto, il quale veniva accompagnato da un drago, posto sulla bara, per difenderlo dal potere degli inferi. Il defunto veniva, poi, accompagnato da una “banda” musicale, la quale eseguiva pezzi festosi, perché il “viaggio” non fosse carico di comprensibili tristezze, ma pieno di gioia per colui che se ne andava per sempre. La persona, al momento del trapasso, non abbandona completamente la terra con lo spirito; egli è, come dire, a metà tra il mondo, dove ha abitato ed il mondo, dove abiterà. In questo spazio, che sta a “mezz’aria”, agiscono gli spiriti infernali, per cui il defunto ha bisogno di essere protetto, perché non cada prigioniero. Allora, ci sono dei “Guardiani”, che sorvegliano l’anima e la difendono dagli attacchi dell’inferno ed è per questo motivo, che, sulle tombe dei grandi Re, troviamo queste statue, poste a guardia del loro eterno riposo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close