18 marzo 1904 – 18 marzo 2013. Buon compleanno Nonno

Ciao Nonno come stai?
Volevo farti i miei auguri di compleanno! Eh, già! Oggi sono 109! E devo ammettere che ancora te li porti benissimo; sei sempre il miglior Nonno del mondo.
Ricordo ancora, quando ero bambino e mi portavi con te sulle montagne dell’amatissimo Abruzzo, ai piedi del Gran Sasso. Sentivo la tua presenza, grazie al tuo sguardo, che mai smetteva di vegliare, anche se a distanza, su un bimbetto di otto o nove anni, che correva felice sui prati, calpestando fiori e piante. Di anni ne sono passati, perché, se oggi volessi ripetere quelle corse, certamente non ce la farei ad essere veloce, come quando c’eri tu con me. Era così bello, Nonno caro; era così importante per me la tua presenza, il tuo esserci e quella infinita gioia, che quotidianamente mi donavi, attraverso i tuoi larghi sorrisi, attraverso le facce strane, divertite e le smorfie, che mi facevano tanto ridere! Ma guai a toccarti la testa! Eh si, potevo giocare con te, ma la tua testa era sacra e sempre ben coperta dal cappello, che, spesso, indossavi in casa, sopportando i rimbrotti di Nonna, che t’invitava a toglierlo. Eppure quella casetta così bella, che sta ad Intermesoli nell’amatissima terra abruzzese,  è stata il luogo migliore, dove ho trascorso gli istanti più belli, più spensierati, più emozionanti e più vivi della mia bellissima infanzia. E c’eri sempre tu con me, come un angelo custode, che mi proteggeva con le sue invisibili ali. Ed ora, non sai, caro Nonno, quanto mi manca il tuo sorriso, lo sguardo felice e la gioia, che mettevi in ogni cosa, che facevi. Ecco; si, mi manca proprio quella gioia, che era la tua caratteristica. Non ti ho mia visto arrabbiato, mai imbronciato, sempre sorridente, allegro, disponibile con tutti i tuoi nipoti, sempre pronto ad aiutare noi bambini. Sai Nonno, un’ultima cosa: io non ho figli e, quindi, non saro mai Nonno. Imitando te, sarei diventato il Nonno più simpatico ed amato del mondo. Siccome non ho figli, tu sei costretto, per forza, a continuare, lassù, dove sei, nel punto più alto del Cielo, a proteggermi, a vegliare con il tuo sguardo sincero e benevolo questo nipote, che tra qualche anno, avrà cinquant’anni. Sono sicuro che un giorno ci incontreremo: correrò ad abbracciarti, ti stringerò fortissimo tra le mie braccia, ti farò sentire tutto l’amore che tu sei stato capace di donarmi e ti terrò stretto stretto, sentirò il profumo della tua pelle, ti fisserò negli occhi, quegli occhi meravigliosi e verdi, e ti accarezzerò, così come tu facevi a me, quando ero malato, quando ero capriccioso, quando non volevo dormire presto la sera. Ecco, Nonno, rimarremo stretti, abbracciati per l’eternità!

Ciao e buon compleanno! Ti voglio tanto bene.
Alessandro

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