10 aprile 2013. Pranzo al Conrad hotel di Seul

Questa mattina, mi sono recato presso l’imponente centro commerciale IFC, che visiatai qualche tempo fa. All’interno dei bei corridoi, la vita scorre tranquilla: liceali in divisa giravano a braccetto; alcune signore, più avanti con gli anni, recavano nei carrelli le buste della spesa; i bar erano pieni di clienti, che gustavano caffè e mangiavano dolci eccezionalmente buoni e le commesse, all’interno dei negozi, sempre pronte a soddisfare le richieste di una clientela in vena di spendere.
Al secondo piano, la catena Hilton ha da poco inaugurato l’Hotel Conrad, che occupa diversi piani del grattacielo, il quale ospita anche un importante centro finanziario. L’apertura è stata notevolmente pubblicizzata sui mezzi di stampa, la tv ed il web e di clienti, stamattina, per consumare il pranzo, ne ho visti molti. Intanto, il secondo piano ospita anche il ristorante italiano “Atrium” e una una pasticceria; uscendo dall’ascensore si deve andare verso destra e, appena si vede una bellissima e larga scala a chiocciola color legno, si deve girare a sinistra.  Immediatamente, la ragazza del desk mi viene incontro, chiedendomi se ho prenotato. Le rispondo di aver prenotato qualche ora prima e, mi accompagna all’interno della vastissima sala.    Il mobilio è nero: morbido, delicato e le luci soffuse, mentre l’intera ala è aperta, cosicché è possibile godere della luce naturale e di una bellissima vista sui grattacieli, che mai mi stanca. Dove si trova il cibo invece, le luci calano soffuse, morbide, calde; un’atmosfera creata ad arte, che da tranquillità. Trovo davvero interessante, riempire di luce naturale gli spazi, ove si mangia, mentre affidare ai toni scuri del mobilio ed alle luci soffuse, il luogo, dove si preleva il cibo. Diversi i tavoli occupati. Proprio al mio fianco quattro amici, con le signore, piuttosto giovani, in vena di chiacchiere e risate, mentre i signori annuiscono educatamente, limitandosi a qualche sporadico commento. Poco piu in là, una grande tavolata accoglie molte incravattate persone e signore molto eleganti: i telefonini tacciono e, mi pare, che non scambino commenti o impressioni, mentre degustano i tanti piatti a disposizione. Moltissimi i camerieri, tutti giovani e carini, che girano tra i tavoli, recando brocche d’acqua e riordinando, ogni volta, il tavolo, quando i clienti lo abbandonano. Non sembra, insomma, che si viva un periodo di tensione e di guerra, fuori, però, la situazione, lo sappiamo tutti, potrebbe improvvisamente cambiare.

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