Mozart e la Massoneria

Nel giugno 1781, Wolfgang Amadeus Mozart viene licenziato dalla corte di Salisburgo e si trasferisce a Vienna.  Nella capitale dell’impero austro – ungarico, poté dedicarsi alla libera professione di musicista e, nello stesso tempo, entrò in contatto con le idee dei Libero Muratori.

Francesco I di Lorena (1708 – 1765)

A quell’epoca, essere iscritti alla Massoneria, era una moda intellettuale assai diffusa, soprattutto tra gli aristocratici e, perfino, il marito di Maria Teresa d’Austria, Francesco di Lorena, insieme agli scrittori Goethe e Lessing condivideva gl’ideali propugnati dalla Libera Muratoria. Mozart non fu l’eccezione; egli confermò d’essere un vero cittadino, che viveva pienamente il suo tempo e fu lui stesso, poco dopo, a convincere papà Leopold e Franz Joseph Haydn ad essere “iniziati”. 

La Massoneria, nella Germania settecentesca, era un arcipelago di sette, tra cui celebre era quella degli Illuminati, i cui membri non esitavano ad iscriversi alla Libera Muratoria, al fine di assumerne il controllo e  dall’interno    delle Logge, approvarono così i dettami della Rivoluzione francese. Fu il celebre avventuriero Casanova (anch’egli Fratello) a confessare i forti legami esistenti tra le Logge transalpine ed il grande oratore dell’Assemblea parigina, il monarchico – rivoluzionario Mirabeau.

Johann Wolfgang Goethe (1749 – 1832)
Adam Weishaupt (1748 – 1830), fondatore della setta degli Illuminati

La Loggia “Beneficenza”, che accolse Wolfgang, era stata fondata da un illuminato, il barone Otto von Gemmingen

Otto Von Gemmingen (1755 – 1836)

Mozart fu assai vicino alla setta degl’illuminati, che, già nel 1778, durante il viaggio che compì a Parigi, si prodigarono, per aiutare il potenziale adepto, che avrebbe potuto tramite la sua arte contribuire notevolmente alla diffusione dei principi legati alla setta medesima. Al ritorno da Parigi, Wolfgang si fermò a Mannheim, dove lo aspettava il barone Otto von Gemmingen, che aveva approntato un libretto: Semiramide di Voltaire, un Melodram, costituito da parti recitate e cantate, che costituiva una delle novità artistiche progressive. L’iniziativa fu condivisa da un altro illuminato, il barone Herbert von Dalbert (sostenitore poi dalla Rivoluzione e di Napoleone), purtroppo non andò in porto e Mozart riparò a Monaco. 

Dopo la partenza da Salisburgo, nel 1781, dal Burgtheater di Vienna gli fu commissionato Die Entführunng aus dem Serail

Nel singspiel, si evidenziano due elementi molto diversi: il sovrano non può giudicare e non può esercitare il diritto di vita e di morte sul suo popolo; in secondo luogo, viene posto in musica un singspiel, un lavoro teatrale su testo tedesco, costituito da parti recitate e parti cantate, perché si educasse divertendo.

Gotthold Ephraim Lessing (1729 – 1881)

L’idea della nascita del teatro di lingua tedesca era stata del Fratello Gotthold Ephraim Lessing, autore, tra l’altro dei Dialoghi massonici. Già dal 1785, a Vienna s’era scatenata un’accanita lotta e persecuzione contro la setta degl’Illuminati, accusati di essere favorevoli allo spirito rivoluzionario e giacobino. La risposta da parte di Ignaz von Born ed altri Illuminati, frequentatori di Logge massoniche, fu un lavoro teatrale, che servisse apertamente da apologia. I Fratelli Emanuel Schikaneder e Wolfgang Amadeus Mozart furono incaricati di realizzarlo e, nel 1790, nacque Die Zauberflöte, in cui chiari furono i simboli dell’“iniziazione massonica”.

Born era stato autore di un saggio sui misteri dell’antico Egitto, dove il singspiel è ambientato e l’azione dell’opera espone l’itinerario iniziatico di due giovani (Pamina e Tamino), accompagnati dalla naturalezza “profana” (Papageno), contrastati dalle forze del male (la Regina della Notte) e guidati dalle forze del bene (il sacerdote Sarastro).

Emanuel Schikaneder (1751 – 1812)

Il singspiel ebbe il merito di essere una formula dove recitazione e canto, scene serie e comiche corrispondevano ai principi propugnati dal Lessing: uno spettacolo popolare ed educativo, com’era stato precedentemente Die Entführunng aus dem Serail.
Il Mozart massone non affiora solo nei Lavori citati e nell’importante produzione musicale per le Cerimonie iniziatiche e rituali; anche nella Trilogia Da Ponte (Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte) affiora del giacobinismo, anche se, tuttavia, edulcorato e ben inserito in un contesto di plastica formalità. 

Lorenzo Da Ponte (1749 – 1838)

Il Figaro che buggera gagliardamente il conte d’Almaviva; Masetto e Zerlina, due contadinotti, vincono l’assurda pretesa della jus primae noctis rivendicata dal nobile Don Giovanni; nel Così fan tutte, i tradimenti amorosi sono perdonati e rimossi; forse, un richiamo alla fratellanza ed all’amore di tutte le creature – colpevoli o innocenti – purché schiette e sincere. 

(8 febbraio 2017)

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