Che cos’è il Romanticismo?

Alla fine del 1798, i fratelli August e Friedrich Schlegel fondano la rivista “Athenäum“, che rappresenterà la base per la nascita del Romanticismo. 

Friedrich Schlegel (1772 – 1829)
August Schlegel (1767 – 1845)

Ludwig Tieck si pone tra i primi poeti romantici, poiché nella sua produzione esalterà la simbiosi tra arte e vita, sogno e realtà, malattia e genio. 

Ludwig Tieck (1773 – 1853)

Il manifesto del Romanticismo lo scrive William Heinrich Wackenroder con Herzensergiessungen eines kunstliebenden Koster bruders (Sfoghi del cuore di un monaco amante dell’arte) del 1796. Afferma che l’arte, essendo mistero di Dio, è inspiegabile e può manifestare la sua essenza solo nella musica strumentale e nella pittura. Forse la musica è il linguaggio più alto, poiché non esprime concetti né idee, rende ai sensi di chi ascolti i moti dell’anima di chi scrive. Il suo pensiero differisce dalle teorie degli antichi pensatori, secondo cui la musica (e non la poesia e la pittura) provocava alterazioni dello stato d’animo. I teorici rinascimentali pensavano che la musica, attraverso madrigali e la scena, poi, rappresentasse, attraverso le melodie, la descrizione del sentimento drammatico. Wackenroder introduce un nuovo principio: la musica è flusso di sentimenti, non rappresentazione o imitazione; con ciò egli presenterà una vera rivoluzione del pensiero estetico.

Wilhelm Heinrich Wackenroder (1773 – 1798)

Lo scrittore (era anche musicista) più importante dell’universo romantico fu, forse, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, la cui Undine sarà di forte stimolo a Carl Maria von Weber per “Der freischütz“. 

Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776 – 1822)
Clemens Brentano (1778 – 1842)

Molteplici le figure del mondo romantico, che meriterebbero la nostra attenzione. Soffermiamoci su Clemens Brentano, autore con Achim von Armin de “Des knaben wunderhorn” (Il corno magico del fanciullo): un autentico miracolo di poesia. Tutti i successivi autori romantici, fino a Mahler, attingeranno a questo importante lavoro. Tra il 1812 ed il 1815, i fratelli Grimm pubblicheranno la raccolta di favole “Kinderund Hausmärchen” (Fiabe per bambini e famiglie). 

Tragiche, appartate le figure di Heinrich Von Kleist e Friedrich Hölderlin, che scrive: “Un segno siamo noi privo di significato”; “Capivo il silenzio dell’etere, le parole degli uomini non compresi mai”. 

Heinrich Von Kleist (1777 – 1811)

Il travaglio del pensiero non è esprimibile attraverso dei concetti finemente formulati, ma appare come una folgorazione d’un’immagine tradotta in poesia, che è la lingua degli Dei; supera così le inevitabili strettoie del percorso linguistico umano. Lo smembramento orfico rivive nel travaglio creativo, dalla profondità dell’oscuro emerge il secretum della Parola. Hölderlin tacerà per 37 lunghi anni (dal 1806 al 1843); Kleist fa gridare l’Io intrappolato in una tetra solitudine, che lo condurrà al suicidio, accompagnato da Henriette Vogel.

Friedrich Hölderlin (1770 – 1843)

Il dramma, l’atroce dramma di Pentesilea, che ama riamata, uccide e mangia Achille, per suicidarsi rappresenta il travaglio interiore del Poeta, unico spettatore del dramma, da cui nascerà la creazione. 

Johann Heinrich Wilhelm Tibschein – Achille e Pentesilea

Ma abbiamo definito il Romanticismo?  Forse ancora non è chiaro ciò che intendiamo per Romantico: sentimentalismo? Il moto che descrive le suggestioni, le commozioni e gl’incanti della malinconia, i sussurri sentimento? Nietzsche in “Aurora” definisce la musica romantica come “arte della notte e della penombra”.

George Gordon Byron (1770 – 1824)
James MacPherson (1736 – 1796)

Byron, Thomas Grey, James MacPherson il verbo romantico invade e conquista il Vecchio Continente. La poesia ossianica fu posta accanto a quella omerica; Werther si rivela a Carlotta attraverso le Poesie di Ossian; Ugo Foscolo trarrà ispirazione dai romantici inglesi per I Sepolcri. Con The Rime of the Ancient Mariner di William Woodsworth e Taylor Coleridge esplode il Romanticismo.

Figure fondamentali sono Mary Wollstonecraft col “Frankestein“, Walter Scott. 

Da quei fermenti, dalle inquietudini, dai sogni dei poeti inglesi e tedeschi, tutta la cultura europea dell’Ottocento è trasformata: noi siamo figli di quella trasformazione.

Walter Scott (1771 – 1832)
Caspar David Friedrich, Mattino sul Riesengebirge

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