Mozart massone… ma soprattutto cattolico (?)

Periodicamente, eminenti personalità della Chiesa Cattolica Romana arricchiscono il lungo dibattito, in corso da decenni, sulla figura di Mozart, cattolico e massone, evidenziando spesso come gli ideali del cattolico – in fondo – siano sempre prevalsi su quelli del massone all’interno del grande corpus compositivo.

Sabato 27 giugno 2020, sul quotidiano dei Vescovi italiani, «L’Avvenire», è apparsa un’interessante doppia intervista al teologo Peter Tschuggnall ed alla musicologa Lidia Bramani, autrice di un pregevole volume sulla figura del Salisburghese (Lidia Bramani, Mozart massone e rivoluzionario, Bruno Mondadori Editore 2005).

Mozart fu iniziato nella Loggia «Alla Beneficenza» di Vienna il 14 dicembre 1784 e, dopo pochi mesi, fu innalzato al grado della Maestria.

 Il mottetto dell’«Ave verum», citato dal teologo fu composto nel giugno del 1791, pochi mesi della sua tragica morte. Codesto lavoro è citato quale possibile «specchio» della sua cattolicità. Non è affatto nostra intenzione porre alcun dubbio sulla testimonianza del teologo; rileviamo che il sublime pezzo fu composto ben 7 anni dopo l’ingresso nell’Istituzione massonica, quando Mozart sarebbe già stato «contaminato» dalle trame spirituali degl’«incappucciati».

Egli rammenta un dato storico inoppugnabile: nel Settecento la frequentazione delle Logge, da parte di grandi musicisti, era piuttosto abituale e non suscitava tanto scandalo. Infatti vi era compatibilità tra la Via religiosa e quella iniziatica, essendo nei principi complementari e non opposti come oggi è stata rubricata la relazione tra le due esperienze spirituali.

Il padre, Leopold, citato dal teologo, era massone anche lui, anche seinvitasse il figlio «continuamente […] a ricevere i sacramenti e a osservare i precetti della Chiesa». Certi richiami risultarono inutili, poiché Mozart sappiamo bene che condusse una vita totalmente al di fuori della moralità cattolica, sembra concependo anche alcuni figli non riconosciuti al di fuori del matrimonio.

«Eppure si deve agli anni salisburghesi la maggioranza dei suoi capolavori sacri: messe, cantate, litanie, vespri, sonate»; è vero, poiché Mozart, come Johann Sebastian Bach nella sua carriera di musicista, era obbligato a fornire la Cattedrale di Salisburgo musica per le funzioni religiose.

A proposito dei Lavori citati dal prelato. La «Messa in do minore» (incompleta) fu composta nel 1783, un anno prima del suo ingresso nell’Istituzione; la cantata «Davide penitente» nel 1785, un anno dopo l’iscrizione, mentre il «Requiem» fu commissionato dal conte Walsegg, che comprò dal Salisburghese la composizione.

«Nel 1787, scrivendo al padre malato, gli aveva confidato che ogni giorno, prima di addormentarsi, pensava alla morte ma non la temeva. E ringraziava Dio di avergli concesso di vedere la morte come chiave di sincera beatitudine».

E’ un passo di una famosa lettera, scritta al padre, Leopold del 4 aprile 1787, quando aveva già raggiunto la Maestria:

«Dato che la morte, a ben guardare, è la vera meta della nostra vita, già da un paio di anni [fu innalzato al grado di Maestro nel 1785] sono in buoni rapporti con questa vera, ottima amica dell’uomo, così che la sua immagine non solo non ha per me più niente di terribile, ma anzi molto di tranquillizzante e consolante! Ringrazio Dio per avermi concessa la fortuna e l’occasione – lei mi capisce – [molti esegeti commentano questo passo in riferimento all’esperienza iniziatica] di riconoscere nella morte la chiave della nostra vera beatitudine».

Perché la scelta di entrare nella massoneria?

«Per avere una cerchia di amici nella Vienna dell’imperatore Giuseppe II, molto favorevole alla presenza delle logge. E poi per avere finanziatori, sostenitori. Non è un segreto che molti degli amici della Libera Muratoria lo abbiano salvato più volte dai debiti da gioco».

Quest’affermazione è falsa, poiché già dal 1763 al 1766, la Massoneria salisburghese finanziò il viaggio, che avrebbe toccato le più importanti città europee, dove Mozart e Nannerl si esibirono come bambini – prodigio.

A proposito de «Le nozze di Figaro», il Conte appare alla fine dell’opera un sovrano illuminato, poiché, nonostante sia stato turlupinato dal suo servo, preferisce perdonarlo. Figaro, il protagonista, scopre su un braccio l’immagine di una «cazzuola», noto strumento libero muratorio.. Il teologo poi afferma che «Die Zauberflöte» abbia dei riferimenti favolistici, ignorando completamente che invece si tratterebbe – secondo l’opinioni di molti musicologi – della rappresentazione della Cerimonia d’ingresso nella Massoneria in musica.

La musicologa Lidia Bramani, invece, ricorda che l’epistolario mozartiano mostra delle «sincere attestazioni di fede», ma nello stesso momento anche invettive contro il clero.

«Analizzando Le Nozze di Figaro risulta evidente come ogni scelta musicale e drammaturgica restituisca un sublime umanesimo sacrale, fondante per la nostra migliore contemporaneità europea». Non possiamo che essere d’accordo con questa affermazione.

La sua generosità gli provocò anche non pochi problemi nell’economia domestica e questo tratto fu ricordato durante l’orazione del funerale massonico. Egli fu fortemente convinto della sua scelta di entrare nella Libera Muratoria, accendendosi per gli alti ideali propugnati dal nuovo Umanesimo ed in alcuni spazi della Trilogia dapontiana emergono i primi rigurgiti della Rivoluzione ormai prossima. Seppur non dotato di parsimonia, non volle accattivarsi la Massoneria, allora frequentato esclusivamente da persone assai ricche, per ricevere prestiti, che – comunque – avrebbe restituito. Ricordiamo che la Massoneria dell’epoca si spendesse molto in beneficenza e nell’organizzazione di eventi culturali e musicali. Concludiamo ricordando che, all’interno del corpus operistico, Mozart fu tra i primi compositori, che affidò alle parti femminili il ruolo propulsore dell’indagine creativa, svolgendone «l’intreccio», dimostrando così, quantomeno attenzione verso le donne, in chiara controvertenza colla vulgata dell’epoca.

Mozart cattolico… ma soprattutto massone?

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