Gian Lorenzo Bernini nei regni di Clemente IX e Clemente X

Nel 1713, si pubblicò la biografia «Vita del cavalier Giovanni Lorenzo Bernino descritta da suo figlio» dedicata al cardinal Lodovico Pico della Mirandola a spese di Rocco Bernabò.

Nel Capitolo Ventunesimo, l’autore narra l’opera dell’illustre Babbo nel regno di due importanti Papi.

Papa Clemente IX (1600 – 1669)

Il Cardinale Giulio Rospigliosi salì al trono di Pietro col nome di Clemente IX. Era amico del Bernini già da molti anni, avendolo conosciuto in casa del cardinale Antonio Barberini; il Rospigliosi chiese la collaborazione per la messa in scena di alcuni drammi da lui concepiti; e così il Bernini costruì: «invenzioni e machine tutte di disegno». L’Artista si dichiarò assai felice per la designazione del Rospigliosi al Soglio, per le promesse di «stima, ed amore in cui lui era tenuto». Continuò la designazione al desco papale, poiché il nuovo Pietro trovava edificante trattenersi poi a colloquio col Bernini, tantoché «era solito tardissimo nel licenziarlo.  Avvenne un giorno, che distratto altrove il Papa licenziasse il Bernini colla solita benedizione senz’altro più.

Ricevuta il Cavaliere genuflesso, ma non per questo partito. Del che accortosi Clemente, e meravigliatosi della novità, con grand’affetto gli soggiunse: “Se cosa alcuna gli occorrere? – Rispose allora il Bernini, Padre Santo, compatisca la natura, che havendo già fatto l’habito di non partirsi senza la consolazione di una parola di V.S., non sapeva accommodarsi allora alla partenza”. Gradì assai Clemente quella dimostrazione di stima, che faceva quel Virtuoso di quell’honore, e mandollo consolato a sua casa».

Il Pontefice chiese al Bernini che «con qualche nobile invenzione ornasse in miglior forma quel Ponte, che, prossimo al Castello, da lui prende il nome di Ponte S. Angelo giudicato degno di riguardevole abbellimento si per la grandezza della Mole Hadriana, che, a chi v’imbocca, si offerisse avanti, come per essere la più frequentata via, che conduce alla gran Basilica di S. Pietro».  Geniale fu anche l’apertura di alcuni spazi nel muro «per cui, commodo fosse al passagiere rimirare il corso di quell’acque, sopra le quali esso felicemente camina». Pose, quindi cinque piedistalli per parte adornati con delle statue di angeli e «ciascun d’essi con divote attitudini sostiene in mano un particolare istrumento della Passione di Nostro Signore»; egli si sarebbe riservato la scultura dell’angelo col titolo della Croce e l’altro con la corona di spine.

«Il che risaputo da Clemente, portossi con riguardevole accompagnamento alla casa di lui. Nell’uscire dunque, ch’ei fece dalla casa del Bernini, avvenne fatto degno veramente dell’incomparabile gentilezza di quel Pontefice. Haveva ei sodisfatta alla sua virtuosa curiosità, e già partir si volea, quando la consorte, e famiglia del Cavaliere, fra la quale vi erano due sue figliuole monache in Santa Ruffina (che è un Monasterio, che non ha Clausura) valendosi di sì commoda occasione, si presentarono in ginocchi avanti il Papa per riceverne la benedizione, ed esser ammesse al bacio del piede. In vederle Clemente parve che alquanto si turbasse, né di quel disturbo poté rinvenirsi la cagione fin’alla sera. Poiché appena ei giunto a Palazzo mandò per un suo Cameriere una borsa piena di Medaglie d’oro a casa del Cavaliere, acciò quelle distribuir dovesse in dono alla sua piccola famiglia, con soggiungere: Essere stata cagione di pena a S.S. il non haver potuto in quel punto mostrare alla sua casa qualche segno del suo paterno amore, e regia generosità».

Basilica di Santa Maria Maggiore

Sotto il pontificato di Innocenzo IX, fu terminato il braccio del porticato di S. Pietro; poi lo Scultore si dedicò alla facciata della Basilica di S. Maria Maggiore, di cui era canonico, con cui si concluse anche il regno del Rospigliosi.

Gli successe Clemente X, il cardinale Emilio Altieri, «un Pontefice amabilissimo di natura, e capacissimo di quella Dignità», che aveva ricoperto molte cariche in seno alla Sede apostolica. «Onde contentossi Clemente di ritenere il Cavaliere nella medesima stima, e ne’ medesimi posti, che haveva egli felicemente goduti nel tempo de’ suoi Predecessori. Et il grave peso degli anni unito con quell’altro massimo del Pontificato non permise al Papa potersi in altr’opera segnalare».

Papa Clemente X (1590 – 1676)

Bernini realizzò il pavimento di marmo della basilica di S. Pietro, il Ciborio di metallo per la Cappella del Santissimo Sacramento con due angeli, mentre nella Chiesa di S. Francesco a Ripa, eresse la statua della Beata Ludovica Albertoni, colta nell’atto della morte.

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