«E pensare che c’era il pensiero» di Giorgio Gaber

Il testo della canzone è tratta dall’omonimo spettacolo del 1995.

Il secolo che sta morendo

è un secolo piuttosto avaro

nel senso della produzione di pensiero.

Dovunque c’è, un grande sfoggio di opinioni, piene di svariate

affermazioni che ci fanno bene e siam contenti

un mare di parole

un mare di parole

ma parlan più che altro i deficienti.

Il secolo che sta morendo

diventa sempre più allarmante

a causa della gran pigrizia della mente.

E l’uomo che non ha più il gusto del mistero, che non ha passione

per il vero, che non ha coscienza del suo stato

un mare di parole

un mare di parole

è, come un animale ben pasciuto.

E pensare che c’era il pensiero

che riempiva anche nostro malgrado le teste un po’ vuote.

Ora inerti e assopiti aspettiamo un qualsiasi futuro

con quel tenero e vago sapore di cose oramai perdute.

Va’ pensiero su l’ali dorate

va’ pensiero su l’ali dorate.

Nel secolo che sta morendo

si inventano demagogie

e questa confusione è il mondo delle idee.

A questo punto si può anche immaginare che potrebbe dire

o rinventare un Cartesio nuovo e un po’ ribelle

un mare di parole

un mare di parole

io penso dunque sono un imbecille.

Il secolo che sta morendo

che sembra a chi non guarda bene

il secolo del gran trionfo dell’azione

nel senso di una situazione molto urgente, dove non succede

proprio niente, dove si rimanda ogni problema

un mare di parole

un mare di parole

e anch’io sono più stupido di prima.

E pensare che c’era il pensiero

era un po’ che sembrava malato, ma ormai sta morendo.

In un tempo che tutto rovescia si parte da zero

e si senton le noti dolenti di un coro che sta cantando.

Vieni azione coi piedi di piombo vieni azione coi piedi di piombo.

Il Novecento, un secolo condizionato dai due eventi bellici, che hanno rischiato di cancellare le tracce della civiltà, è quasi alla fine; eppure non sarà rimpianto per la forza, con cui si è manifestato il Pensiero, sempre più ridotto a stupide parole pronunciate per lo più da deficienti.

Grazie allo strapotere dei media, ed in particolare della tv, l’uomo ha smesso di pensare; si è disinteressato al mistero e h svuotato della necessaria passione ogni suo atto, con cui si sarebbe distinto individualmente.

Prima di tutto, c’era il Pensiero, che probabilmente penetrava, in piccola parte, nelle teste delle persone, che attendono il futuro quasi completamente passivi, come se in fondo non riguardasse direttamente l’umanità.

Nonostante ci si sforzi di apparire intellettuali, tutto sembra disperatamente naufragar in una vuota demagogia, sicché un novello Cartesio dichiarerebbe la sua esistenza non in quanto pensante, ma in quanto imbecille.

Quanti dibattiti, chiacchiere, proclami. E poi? Non succede mai niente.

Il Pensiero malato, ormai sta morendo, perché dobbiamo ricostruire un nuovo stile di vita, in cui ad ognuno sarà permesso di parlare…in coro.

Vieni azione coi piedi di piombo vieni azione coi piedi di piombo.

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