L’«Amicizia» dall’«Iconologia» di Cesare Ripa

L’Amicizia si finge in una donna scapigliata, con una corona di mirto e di fiori di pomi granati. Si presenta vestita rozzamente di bianco, scalza, mentre mostra la spalla sinistra ed il petto denudato, con la mano destra indica il cuore, sul quale vi è scritto, in lettere d’oro: LONGE ET PROPE (lontano e vicino); sulla fronte: HYEMS, AESTAS (inverno ed estate); ed accanto ai piedi un’altra scritta: MORS ET VITA. Infine con la mano sinistra stringe un olmo secco, circondato da una vite verde.

La corona ed il disordine nei capelli mostrerebbe che la vera amicizia sparga un soave odore grazie alle buone azioni, ben lontane da ogni voluto riconoscimento, altrimenti si cadrebbe nell’adulazione.

Il vestito bianco e rozzo dimostrerebbe la bontà dell’animo.

La spalla sinistra ed il petto sono denudati e si indica la scritta LONGE ET PROPE, perché un amico, anche lontano, è presente sempre nel cuore e, col trascorrere del tempo, nulla può mutare. Le due scritte, presenti sulla fronte e vicino ai piedi, realizzerebbero che ogni comportamento umano sia indirizzato verso il bene dell’amico.

Ella sarebbe scalza, al fine di dimostrare sollecitudine e prontezza alle richieste dell’amico, pronta a disprezzare gli incomodi.

Stringe un olmo secco circondato da una vite verde, simboli dell’amore reciproco, poiché se uno dei due cadrà in disgrazia (l’olmo secco), l’altro sarà pronto ad aiutarlo (la vite verde).

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