Brevi note sul primo editore di musica: Ottaviano de’ Petrucci

Ottaviano de’ Petrucci nacque il 18 giugno 1466 da famiglia nobile seppur decaduta. Si trasferì ancor giovane ad Urbino, dove regnava il duca Guidobaldo I Montefeltro, noto mecenate e protettore di Raffaello, che aveva accolto con interesse l’arte della stampa nel suo rapido diffondersi in Italia. Infatti, in Urbino, era stata aperta nel 1480 una tipografia, convegno di illustri intellettuali dell’epoca. Ottaviano in poco tempo imparò l’arte della stampa e, trovandosi in un ambiente favorevole, si dedicò alla pubblicazione musicale, coadiuvato da Francesco Spinaccini, celebre maestro di liuto presso la Corte, di cui – in seguito – Ottaviano avrebbe stampato diverse opere. Il percorso di editore ebbe luogo poi in Venezia, città prediletta da molti tipografi, alcuni dei quali allievi di Gutenberg. Nella riproduzione dei caratteri musicali, vi erano ancora delle difficoltà nell’adoperare un sistema pratico e facile, per smettere l’uso del metodo xilografico, che si basava sull’utilizzo di tavole incise, dove le note erano postate a mano.

Johannes Gutenberg (1400 – 1468)

Ottaviano, incoraggiato dal padrigno, Gerolamo Donato, diplomatico e letterato insigne, inventò un nuovo sistema, consistente nello stampare delle linee grazie all’uso di sottili righi di rame o di ottone, dove sarebbero state inserite le note e quindi le parole. Quando fu sicuro di praticare un sistema ideale, scrisse al Doge il 25 maggio del 1498, per ottenere «che niuno altro nel dominio di V. S. possi stampar canto figurato ne intabulature de organo et de liuto per anni vinti, ne anche possi portar o vender dicte cose in le terre et luoghi di V. S.». Riuscì ad ottenere il privilegio e nell’arco di due anni, durante il quale stampò delle canzoni popolari e degli inni sacri in fogli volanti, avanzò richieste di finanziamento al Senato, al fine di approntare una sicura tipografia.

Josquin Desprez (1450 ca. – 1521)

Il 5 febbraio 1501, pubblicava l’Harmonice Musices Odhecaton, composta da 96 canzoni di autori celebri quali Josquin Desprez, maestro della Cappella Sistina; e Johannes Tinctoris, direttore dell’Accademia di Napoli. La stampa si presentò senza alcuna imprecisione grafica.

Incoraggiato dal successo riscosso, segurino i Canti B, complemento del precedente. Nel 1502, fu la volta del primo libro di Mottetti ed una Messa ed il terzo volume dei Canti C; tra le più importanti edizioni, ricorderemo le prime composizioni per liuto e le Frottole di autori italiani.

Francesco Maria della Rovere (1549 – 1631)

Nel 1508, morì il duca Guidobaldo, cui seguì il figlio adottivo Francesco Maria della Rovere da Montefeltro. Petrucci tornò ad Urbino, al fine anche di conquistare le simpatie del nuovo duca; quindi, qualche mese dopo, fece ritorno a Venezia. Intanto, s’infiammava il cielo della politica: a Cambrai, nel 1508, si era decisa la lega fra papa Giulio II ed i re di Francia, Spagna e Massimiliano I d’Asburgo decisa, per spezzare la potenza della Serenissima, privandola della maggior parte dei suoi possessi di terraferma. Il commercio ricevette i primi segnali della crisi politica, con la conseguente caduta degli acquisti di opere musicali; ma Petrucci, per nulla preoccupato, continuava a stampare, utilizzando i soldi precedentemente guadagnati. In un momento assai difficile, perdette anche il suo patrigno, Girolamo Donato, ed iniziò a registrare le prime perdite, che riuscì a recuperare grazie al generoso finanziamento del banchiere Agostino Chigi, che si trovava a Venezia per affari sin dal 1511.

Agostino Chigi (1466 – 1530)

Il finanziatore consigliò Ottaviano di spostare la sua attività in Fossombrone, dove era stato destinato come vescovo Paulus de Middelburgo, prelato dottissimo e fervente cultore della musica, nonché amico intimo del Chigi. Ottaviano avrebbe così potuto mantenere vivi i rapporti con Venezia e, nel contempo, allargare i suoi affari verso lo Stato pontificio. Assunse nella nuova impresa Francesco Griffo, disegnatore di caratteri, già collaboratore di Aldo Manuzio in Venezia. Frutto della collaborazione furono le correzioni al calendario romano ordinate dal Vescovo, ed una lettera di Baldassarre Castiglione indirizzata ad Enrico VIII d’Inghilterra, con cui lodava l’opera meritoria di Guidobaldo I.

Leone X (1475 – 1521)

Nel 1513, stampò una Messa corale, con cui il Chigi omaggiò il neo pontefice, Leone X De Medici, che avrebbe firmato un Breve, col quale assicurava per dieci anni l’esclusiva al Petrucci di stampare musica nell’intero territorio della Chiesa.

Il Ducato d’Urbino era travolto dalla violenta bufera, che attraversava l’Italia, dove il papa era riuscito a brigare, affinché fosse rimosso Francesco Maria della Rovere, a favore del nipote Lorenzo, figlio di Piero de’ Medici. Francesco Maria abbandonò a malincuore l’incarico, pronto a riprendersi legittimamente l’imperio. Petrucci non dimenticò le antiche benevolenze dei Della Rovere e ciò infastidì alquanto il pontefice, che il 27 gennaio 1516 con la pubblicazione di un Breve concedeva ad Andrea Antico l’esclusiva quale stampatore di musica, ingiungendo al Petrucci di non interferire negli affari del nuovo editore.

Dal 1517 al 1519, l’attività editoriale di Ottaviano subì una brusca caduta, per poi avviare una lenta ripresa nel 1520 sancita dalla pubblicazione di Tre Messe corali, ultima fatica dello stampatore marchigiano.

Morì il 7 maggio 1539. Purtroppo ignota fu l’ultima destinazione del primo editore di musica della storia.

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