«Il cuculo, re degli uccelli» dalle «Favole» di Esopo

Gli uccelli organizzarono un convento, per eleggere un re, che li governasse con giustizia, ed ognuno temeva di essere escluso da un’eventuale elezione, perché non meritevole di tanto, importante incarico.

Un uccello propose di eleggere il cuculo, grazie alla sua bella voce, che ovunque risuonava. Qualora avesse posseduto anche la stessa qualità negli altri talenti, si sarebbe rivelato il miglior governatore possibile.

Un altro pennuto esternò le sue perplessità, chiedendo che si svolgessero delle indagini, prima di procedere all’eventuale elezione, affidate ad un ambasciatore, che avrebbe dovuto poi rivelare le effettive qualità del candidato.

La proposta fu prontamente accolta dai convenuti, che affidarono l’incarico al re Mischino, poiché da tutti considerato savio e posato. Esso avrebbe dovuto incontrare il candidato, onde poi rivelare le sue impressioni al parlamento dei volatili.

Il re Mischino allora si diresse verso il bosco e si pose sopra un albero; poco dopo arrivò il cuculo, che fu immediatamente salutato dall’ospite a nome di tutta la consorteria. Disgraziatamente, il candidato non rispose a tale atto di gentilezza, gridando, com’era suo solito, e così manifestandosi incompatibile col ruolo, che avrebbe dovuto ricoprire. Il re pensò bene di rimproverargli l’assenza di educazione, e, constatato che il cuculo era rimasto indifferente, decise di affrontarlo fisicamente, ma, ancora una volta, il cuculo non rispose ad alcuna provocazione.

L’incaricato tornò dai suoi mittenti, per esternare tutte le perplessità e dichiarando che non sarebbe stato affatto idoneo a ricoprire un sì pesante incarico. Per dare maggior forza alle sue proposizioni, raccontò l’accaduto: il cuculo si mostrò maleducato, non rispondendo ai saluti inviatigli dall’assemblea dei volatili, che nonostante fosse stato attaccato prima colle parole, poi fisicamente, non rispose. Dal suo comportamento, il re Mischino dispose che non sarebbe stato neanche in grado di amministrare la giustizia con saggezza.

L’assemblea deliberò che l’incarico fosse ricoperto dall’aguglia, ritenuto maggiormente idoneo a ricoprire il ruolo di re degli uccelli.

Esopo vorrebbe indicarci di agire sempre con prudenza e tatto, per evitare di donare a delle persone la stima e gratitudine, mentre potrebbero rivelarsi degli ingannatori, consumati nella maleducazione ed atti a gridare, per imporre i loro deboli convincimenti (…e quanti ce ne sono!)

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