Il mito di Atena

Secondo la popolazione pelasgica, Atena sarebbe nata presso il lago Tritonide, in Libia, dove fu nutrita da tre ninfe, vestite con pelli di capra, indumento che la dea avrebbe indossato, poi, per imitazione; come, le ragazze libiche, in segno della propria verginità. L’uomo che avesse provato a strappare l’egida, cui simbolicamente era dipinto il volto della  Gorgone, senza il consenso della giovane, sarebbe stato ucciso.

Platone (V sec. a. C. – IV sec. a. C.)

Platone identificò la dea con la libica Neith, che apparteneva in un’epoca di matriarcato, la quale aveva un tempio dedicato a Sais.  

Erotodo (484 a C. – 425 a. C.)

Secondo quanto tramandato da Erotodo, le vergini consacrate alla dea si esercitavano annualmente in un combattimento, al fine di aggiudicarsi il prestigioso titolo di Gran Sacerdotessa.

Apollodoro di Atene (180 a. C. – 120? A. C.) narrò che la dea avesse una sorella, Pallade, figlia di Tritone, che accidentalmente uccise, e quindi assunse il nome di Atena Pallade. Ella viaggiò verso la Grecia, passando per Creta, per soggiornare in Atene.

Un’altra versione del mito racconta che Atena nacque da Pallade, un gigante alato a forma di caprone, che tentò di violentarla appena adolescente. La dea seppe reagire energicamente, tanto da strappare le ali all’orrendo padre, per applicarle sulle spalle, e con la pelle ne ricavò l’egida cui, cui aggiunse il nome di Pallade.

Altri sostengono che fu figlia di Itono (uomo – salice), re d’Itone nella Ftiotide. La dea uccise accidentalmente la sorella Iodama (vitella di Io), che mostrò a Medusa, perché ne pietrificasse il volto, quale ammonimento a quelle donne, che avessero profanato i misteri. Gl’Itoni si arrogarono il diritto di aver onorato Atena assai prima che gli Ateniesi.

Dei sacerdoti greci, invece, scrissero a proposito della nascita di Atena che Zeus si era innamorato della titanessa Meti, la quale, al fine di fuggirlo, aveva assunto diverse forme, salvo poi essere catturata e fecondata. Un oracolo vaticinò il sesso della nascitura, ammonendo che, qualora la titanessa avesse ancora figliato, costui avrebbe detronizzato Zeus. Conosciuta la triste divinazione, l’Olimpico giacque con Meti, per inghiottirla, trasformata in mosca. Quando fu giunto il tempo perché la piccola nascesse, Zeus fu colto da un forte mal di testa, mentre camminava lungo le rive del lago Tritone. Al fine di guarire dalla tristissima condizione, Efesto o – secondo altri – Prometeo, si munì di un’ascia ed aprì il cranio di Zeus, da cui uscì Atena. Probabilmente detta nascita potrebbe aver significato nell’esegesi mitologica che la condizione di saggezza fosse peculiarità maschile, in contrapposizione alla Grande Dea.

Esiodo (VII sec. a. C.)

Esiodo scrisse che Atena, protettrice della città di Atene, nacque per partenogenesi dall’immortale Meti, titanessa di Mercurio, patrona della saggezza. Zeus la inghiottì, al fine d’impossessarsi del senno, cosicché gli Achei soppressero il culto ai Titani, per riservarlo esclusivamente all’Olimpico, riconoscendogli il potere patriarcale.

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