«Non c’era confine, in quella luce, tra uomo e uomo». Cent’anni fa nasceva Pier Paolo Pasolini

Venerdì 4 marzo 2022 sul sito www.clonline.org è stato pubblicato un articolo a firma di Simone Invernizzi sugli ultimi tempi di vita di Pier Paolo Pasolini.

Lo scrittore è ricordato per la sua visione drammaticamente profetica, quando confessò ad Enzo Biagi di vedere «un mondo doloroso e sempre più brutto»; ed è ciò che oggi stiamo vivendo con il nostro mondo largamente scosso dalle notizie, che giungono dall’Europa dell’est a proposito della guerra in Ucraina; il dolore per la perdita delle vite umane; la bruttezza che solo il conflitto bellico sa esprimere. Ed in quel terribile non sapersi disegnare un mondo futuro, sembra quasi che l’Intellettuale presagisse che l’uomo fosse disposto stupidamente a distruggere se stesso.

Pasolini rincarò affermando che la parola speranza era definitivamente uscita dal suo vocabolario. (Speranza di pace?)

Il Poeta assistette alla dolorosa mutazione antropologica, che stava subendo la società italiana, sempre più grassa, e sempre meno riconoscente delle sue radici. La corsa disperata e folle verso un’orrenda uguaglianza nei beni da consumare, come nella moda: tutti disperatamente uguali, tutti alla ricerca di quei pochi canoni, imposti dalla (in)civiltà dei consumi, affatto tollerante con ogni forma di diversità.

Egli fu il primo intellettuale a denunciare i pericoli dell’«ideologia edonistica» ed anticipò i guasti nefandi dell’imposta globalizzazione.

Nonostante fosse svuotato dalla speranza, continuò a non rassegnarsi scrivendo, cogliendo aspetti sociali, che nessuno, prima di lui, aveva così tenacemente denunciato.

Tutta la sua vita d’intellettuale fu percorsa da «una inquietudine lacerante», una solitudine esistenziale magnificamente descritta nell’incompiuta La Divina Mimesis, in cui, novello Dante, avanzava nella periferia della città, non partecipe di quel regno.

Egli, ateo, ma attento lettore delle Scrittore, evangelicamente invitava ad amare le persone, al fine di capirle, anche se ormai gl’italiani avevano assunto la «nuova ideologia irreligiosa e antisentimentale del potere», che non considerava la sacralità della vita di ogni individuo, e quindi capace di ogni più turpe azione prevaricatrice.

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https://it.clonline.org/news/cultura/2022/03/04/centenario-pasolini

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