«Far finta di essere sani» di Giorgio Gaber

Il testo è tratto dall’omonimo album del 1973.

Vivere, non riesco a vivere

ma la mente mi autorizza a credere

che una storia mia, positiva o no

è qualcosa che sta dentro la realtà.

.

Nel dubbio mi compro una moto

telaio e manubrio cromato

con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani

far finta di essere sani.

.

Far finta di essere insieme a una donna normale

che riesce anche ad esser fedele

comprando sottane, collane, creme per mani

far finta di essere sani.

Far finta di essere…

.

Liberi, sentirsi liberi

forse per un attimo è possibile

ma che senso ha se è cosciente in me

la misura della mia inutilità.

.

Per ora rimando il suicidio

e faccio un gruppo di studio

le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani

far finta di essere sani.

.

Far finta di essere un uomo con tanta energia

che va a realizzarsi in India o in Turchia

il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani

far finta di essere sani.

Far finta di essere…

.

Vanno, tutte le coppie vanno

vanno la mano nella mano

vanno, anche le cose vanno

vanno, migliorano piano piano

le fabbriche, gli ospedali

le autostrade, gli asili comunali

e vedo bambini cantare

in fila li portano al mare

non sanno se ridere o piangere

batton le mani.

Far finta di essere sani.

Il male di vivere fuori dal contatto colla realtà, quando la vita sarebbe all’interno della realtà e così, al fine di recuperare un contatto, ci si dedica a degli acquisti, come quelli di una moto. Immaginare una donna accanto, che cura assai se stessa ed esercita la fedeltà nell’abito coniugale, potrebbe essere un motivo, per sentirsi sani, poiché potremmo anche sentirsi liberi, ma, nel momento in cui percepissimo la nostra inutilità, ne varrebbe la pena? Buttiamo in politica: formiamo un gruppo di studio e riempiamoci la bocca di pensieri ispirati dal Gramsci, potrebbe essere un’ottima prova, per sentirsi sani. C’è poi, al fine di sentirsi un uomo, vorrebbe trovare se stesso, recandosi in Oriente alla ricerca di mondi immaginari. Ma in fondo, qualcuno crede ancora nell’amore e la vita sembra continuare a migliorare nei suoi aspetti esteriori, e questo senso di non appartenenza sembra coinvolgere anche i bambini, i quali non sanno se piangere o ridere.

Facciamo finta di essere sani.

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