Antonio del Pollaiolo, pittore, scultore ed architetto fiorentino nelle testimonianze di Filippo Baldinucci

L’Accademico della Crusca, Filippo Baldinucci nell’importante testimonianza storica «Delle notizie de’ professori del disegno da Cimabue in qua», stampato nel 1770 nella Stamperia reale di Torino, ci fornisce preziose notizie storiche sui più importanti pittori italiani.

Antonio del Pollaiolo, nato il 17 gennaio 1429 a Firenze, entrò nella bottega d’arte di Bartoluccio Ghiberti, che «esercitava in Firenze, con fama di ottimo artefice, la professione dell’orafo».

Il giovane mostrò una facile inclinazione al disegno, «che in breve tempo nell’orificeria fece miracoli», tanto da indurre Lorenzo Ghiberti, figlio del Bartoluccio, ad aiutarlo nella decorazione della Porta nord del Battistero di Firenze, assegnandogli il lavoro di una quaglia. In breve tempo, Antonio manifestò un rapido perfezionamento rispetto ai suoi colleghi, così da lasciare la Bottega.

Nello stesso periodo, operava un altro orefice, Maso Finiguerra, «accreditatissimo in lavorar di bulino (sottile scalpello con punta d’acciaio), e di niello (lega metallica di colore nero), e cha fino a’ suoi tempi non aveva avuto eguale nel disporre in piccoli spazj grandissima quantità di figure». Finiguerra era stato incaricato di decorare l’altare d’argento del Battistero (oggi conservato nel Museo dell’Opera del Duomo), ma i committenti spostarono la loro attenzione sul giovane Pollaiolo, indicandolo quale esecutore. Egli realizzò: la cena di Erode, il ballo di Erodiade ed il san Giovanni, che si trova al centro dell’altare. Siccome realizzò delle splendide esecuzioni, «gli furon dati a fare per la stessa chiesa i candellieri d’argento di tre braccia l’uno, la croce proporzionatamente maggiore di quelli, e le paci, le quali colorì a fuoco tanto bene, quanto mai dir si possa».

Le commesse si moltiplicarono e così fu costretto ad assumere degli allievi, che lo aiutassero nel disbrigare gl’incarichi, fin quando non scoprì la passione per la pittura, per cui si condusse dal fratello, Piero (1443 – 1496), già discepolo di Andrea del Castagno, perché gl’insegnasse «il modo del colorire, e in pochi mesi non solo l’agguagliò, ma molto lo superò».

Ritrasse Poggio Bracciolini, umanista e storico fiorentino, «segretario della signoria di Firenze», e «quello di messer Giannozzo Manetti, pure fiorentino», scrittore e filologo.

«Fino ne’ nostri tempi si vede di sua mano la maravigliosa figura del san Cristoforo, a fresco, alta dieci braccia, che esso dipinse nella facciata della chiesa di san Miniato fra le torri, figura, che ebbe lode della più proporzionata, che fosse stata fatta fino a quel tempo. Sta una gamba del santo in atto di posare, e l’altra di levare, e sono così ben disegnate, proporzionate, e svelte, che è fama, che lo stesso Michelagnolo Buonarroti in sua gioventù, per suo studio molte volte le disegnasse».

Ercole che abbatte l’idra (Uffizi, Firenze)

Nel 1475, realizzò «Ercole e Anteo» ed «Ercole che abbatte l’idra», conservati presso gli Uffizi.

Ercole ed Anteo (Uffizi, Firenze)

Egli fu il primo «che mostrasse il modo di cercare i muscoli, che avessero forma, e ordine nelle figure; il che fece scorticando di sua mano moltissimi cadaveri di uomini morti, per istudio dell’anatomia».

La sua fama arrivò rapidamente a Roma, chiamato da Innocenzo VIII Cybo (1432 – 1492), per cui realizzò il Monumento funebre e quello del suo predecessore Sisto IV Della Rovere. Disegnò il Palazzetto del Belvedere sul colle sopra il Palazzo vaticano.

Monumento funebre di Innocenzo VIII

Morì il 4 febbraio 1498 e fu sepolto, col fratello Piero, nella chiesa di S. Pietro in Vincoli, vicino al portale d’ingresso, «vedonsi ivi pure i ritratti di ambedue i fratelli in due tondi di marmo con questo epitaffio: Antonius Pollarius patria Florentinus, pittor insignis, qui duor. Pont. Xisti, et Innocentii aerea moniment, miro opific. expressit, re famil. Composita ex test. hic se cum Petro fratre condi voluit. Vix an. LXXII, obiit ann. sal. M.IID»

Tomba dei fratelli Pollaiolo (S. Pietro in Vincoli)

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