«Gli esordi e la formazione dell’Ordine francescano» da «De inceptione vel fundamento Ordinis et actibus illorum fratrum minorum qui fuerunt primi in religione et socii beati Francisci» (XIII sec.) di  Giovanni da Perugia

Nella città di Assisi, viveva Francesco, figlio di un ricco mercante. Mentre era nel suo negozio, entrò un mendicante, che fu malamente scacciato. Ripensando a quell’atto ingeneroso, si pentì, immaginando che se fosse stato il messo di un nobile, non avrebbe certo rinunciato a qualche aiuto. Richiamato lo sfortunato lo riempì d’elemosina, promettendo a se stesso che mai avrebbe scacciato un povero.

Una notte, sognò una figura, che lo attrasse in un palazzo d’indicibile bellezza pieno d’armi di sua proprietà. Al risveglio, pensò di dover diventare un cavaliere, tantoché decise di recarsi in Puglia dal conte Gentile abbigliato nella forma più solenne. Arrivato a Spoleto, si fermò per la notte, quando udì una voce, che lo invitava a rincasare, per servire Dio. Si preparò per il ritorno, abbandonando il suo vestiario a Foligno, indossando abiti più umili. Giunto alla chiesa di San Damiano, vicino Assisi, affidò il denaro ricavato a don Pietro, che lo rifiutò. Allora Francesco gettò le monete dentro una delle finestre della chiesa. Più tardi avrebbe finanziato l’opera di rifacimento del tempio, elevandola a sua dimora. Il babbo n’ebbe a male, tantoché Francesco fu costretto a restituirgli i soldi guadagnati davanti al vescovo di Assisi. Egli indossò una veste umilissima, oggetto di scherno da parte di tanti uomini, e tornò nella chiesa di San Damiano.

Due ragazzi rimasero incuriositi dalla scelta di Francesco, tanto da decidere di seguirlo: frate Bernardo e frate Pietro, che vendettero tutti i loro beni, donando il ricavato ai poveri di Assisi. Parte del guadagno fu destinato a don Silvestro, da cui Francesco aveva acquistato delle pietre, per restaurare la sua chiesa. Durante la notte, il sacerdote ebbe la visione di una croce immensa, la cui sommità toccava il cielo, mentre la base sorgeva dalla bocca di Francesco. Qualche tempo dopo chiese ed ottenne di entrare nell’Ordine, dove morì vivendo santamente.

Intanto i tre frati si riunirono in una chiesa abbandonata, Santa Maria della Porziuncola. Qualche giorno dopo si unì Egidio, che sarebbe stato poi inviato nelle Marche. Francesco paragonò l’Ordine ad una grande rete, che avrebbe catturato una gran quantità di pesci, mentre iniziò la predicazione rivolta alle genti del luogo, che disprezzavano il modo con cui erano tristemente abbigliati i frati, ritenendoli addirittura pazzi. Tre nuovi uomini si unirono: frate Sabatino, frate Giovanni e frate Morico il Piccolo. Intanto Francesco si portò dal vescovo di Assisi, assai preoccupato per la forte scelta di vita dei confratelli, ma il Santo rispose che dalle proprietà sarebbero nate le ostilità, che dividono gli uomini. Il vescovo rimase soddisfatto della risposta.

Tornato alla Porziuncola, Francesco riunì i frati, a cui predicò di andare per il mondo, per annunciare la parola di Dio, vaticinando che presto molti uomini importanti si sarebbero uniti, provocando una reale ed importante crescita dell’Ordine.

Molte persone si mostrarono ostili alla predicazione, perché rivolta da frati vestiti miseramente, e così durante la notte non trovavano rifugio. Fra Bernardo riuscì a trovare ricovero presso la legnaia di una coppia, e quando la signora la mattina si recò in chiesa, vide il frate rifiutare un’elemosina, per sottolineare la scelta di seguire Dio nella povertà. La donna chiese a fra Bernardo quale fosse la sua origine e, dopo aver saputo delle ricchezze vendute e donate ai poveri, lo invitò in casa.

Tornati i frati alla Porziuncola, ripresero la vita comune, scandita dal lavoro manuale, dalle letture e dalle preghiere, per cui interrompevano anche il sonno notturno. Erano pieni di gioia, perché sperimentavano la felice condizione di viver separati dalla follia del mondo.

Quando Francesco raccolse dodici frati, si elesse responsabile frate Bernardo, che condusse i confratelli a Roma, dietro indicazione del fondatore, per essere ricevuti dal Papa. Incontrarono il vescovo di Assisi, che perorò la causa presso il cardinale Giovanni di San Paolo, il quale se ne fece promotore verso l’augusto pontefice.

Quando Francesco fu condotto davanti al papa, espose lo spirito dell’Ordine, suscitando delle perplessità per il voto di povertà. Il santo si ritirò in preghiera ed ebbe una visione:

Nel regno di un grande re, una donna, poverissima ma bella, era stata resa madre dal sovrano di molti figli. Quando nacquero in lei dei dubbi sul sostentamento, il re l’assicurò, confidandole che avrebbe provveduto a sfamare i suoi rampolli.

Francesco intuì che la poverella era egli stesso e per ciò si recò dal Pontefice, illustrandogli la visione, sicuro che Dio avrebbe provveduto al necessario. Il Papa fu finalmente libero da ogni perplessità, ed i dodici promisero obbedienza e rispetto alla figura del Pontefice, che approvò provvisoriamente la Regola e concesse la facoltà di predicare dovunque. Il cardinal Giovanni promosse la tonsura e Francesco stabilì che il Capitolo si celebrasse in Pentecoste e il giorno della festa di S. Michele, in settembre. Nella riunione tenuta presso la Porziuncola, si sarebbero stabilite le modalità per l’osservanza della Regola, si sarebbero scelti i frati predicatori, e quelli da inviare nelle diverse provincie.

Le predicazioni toccarono anche il cuore delle donne, desiderose della vita consacrata, per cui furono istituiti dei monasteri di clausura, mentre per gli uomini sposati, dopo l’approvazione di Roma, fu creato l’Ordine dei Penitenti.

Onorio III (115 – 1227)

Un poco alla volta, i frati occuparono molte provincie del mondo cristianizzato, ma furono diversi i cardinali, che nutrirono perplessità e scetticismo, poiché la Regola era stata loro concessa, ma non approvata dal papa. Ciò indusse Francesco a recarsi da Onorio III, perché scrivesse la Regola. Il Papa nominò il cardinale di Ostia, Ugolino di Anagni futuro Gregorio IX, protettore e governatore dell’Ordine, che si preoccupò di inviare delle missive alle varie provincie, perché accogliessero santamente i frati.

Dopo circa vent’anni di predicazione, Francesco, dopo aver conquistato nel nome dell’esempio il mondo cristiano, spirò: era il 3 ottobre del 1226.

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