Dalle «Lettere a Lucilio di Seneca». Sul filosofo

Nella Quinta lettera a Lucilio, Seneca si compiace con l’amico, deciso ad intraprendere la via del perfezionamento interiore, la quale dovrà corrispondere anche ad un cambiamento esteriore.

Il filosofo lo invita quindi ad adottare abiti sobri, a curare l’aspetto fisico e ad abbandonare ogni originalità, ricercata per il puro apparire. E’ – a nostro avviso – importante comprendere come per Seneca la serietà interiore s’intenda in riflesso ad un comportamento e a dei costumi adeguati. Si dovrebbe rinunciare ad indossare gioielli, per non attirarsi sguardi di rimprovero, ma – al contrario – egli invita a conformarsi alla massa, al fine di avvicinare il prossimo, per aggiornarlo sulla necessità di un reale cambiamento interiore. Il vero filosofo dovrebbe rispettare il senso comune, comportarsi con socievolezza ed agire con umanità, al fine di cambiare realmente la condizione degli uomini.

Essere poi frugali non significa ridursi alla sofferenza, ma evitare con cura ogni forma di ostentazione.

Al fine di non cadere vittima dell’illusione e poi della paura, il filosofo consiglia Lucilio di non sperare, affinché il futuro non sia oggetto di angoscia e l’uomo possa affrontarlo senza tormenti. Insomma, hic et nunc, rinunciando a quel pericoloso esercizio della memoria, la quale, rivisitando il passato, proietta nel futuro l’angoscia e la paura. Solo pensando il presente si è liberi da ogni male.

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