La storia di San Giovanni Boccadoro

Giovanni1 dedicò i suoi anni giovanili alle conquiste amorose; infatti, dopo aver sedotto una donna, si allontanava repentinamente, per dedicarsi alla prossima vittima. Dio toccò il suo cuore, chiamandolo alla conversione, sicché scelse la vita monastica, vivendo da solo accanto ad una cisterna abbandonata.

Un giorno, il re, accompagnato dalla moglie e dalla figlia tredicenne cacciavano, quando improvvisamente si scatenò un temporale, che spaventò i cavalli, i quali disarcionarono i cavalieri e fuggirono. Ben presto, si accorsero che la principessa si era dispersa, tantoché un corteo di servitori si mise presto alla ricerca. La giovane, dopo lungo vagabondare, bussò alla porta del monaco, che l’accolse. Era acceso un ben fuoco, e la principessa, liberatasi degli abiti bagnati, poté riscaldarsi. Il richiamo della carne fu così forte che Giovanni non seppe trattenersi e la violentò. Al termine dell’orribile atto, le tagliò la gola, gettando il cadavere nella cisterna. Si rese conto della terribile colpa, di cui s’era macchiato, spalancò la porta, e corse nel bosco, mentre si stracciava le vesti. Da quel giorno, decise di non parlare e di camminare a quattro zampe, come un orso.

Dopo sette anni, il re, padre della sfortunata principessa, si recò a caccia, quando scovò quello strano animale, che fu catturato e portato a palazzo, dove l’aspettava una robusta gabbia, diventando ben presto oggetto di curiosità da parte dei cortigiani. La regina, ch’era in attesa di un altro figlio, si recava quotidianamente a far visita a Giovanni, per cui, senza comprenderne il motivo, sentiva tanta pena. Quando furono maturi i tempi, la regina partorì un bel bambino, che, compiuto un mese di vita, fu portato davanti alla gabbia. Giovanni allora tese un braccio verso il piccolo piangendo; la meraviglia fu enorme, quando il bambino chiamò quello strano animale per nome, così la regina ordinò di aprire la gabbia ed immediatamente Giovanni s’inginocchiò, chiedendo perdono per essere stato l’assassino della giovane principessa. Quindi indicò il luogo della sepoltura e, quando la corte fu giunta davanti alla cisterna, scoprirono con grande meraviglia che la giovane era ancora in vita! Ella informò di essere stata rifocillata da un corvo con un pezzo di pane, e da una colomba con un calice di vino. Giovanni Boccadoro con la pace finalmente del cuore, esalò l’ultimo respiro salendo in Cielo.

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(1) San Giovanni Crisostomo, padre della chiesa, fu un celebre oratore, tanto da essere nomato Boccadoro. Nacque ad Antiochia nel 344 e fu educato alla religione cristiana; pubblicò diversi testi di carattere teologico. Della vita dissoluta, di cui si parla nel contesto di questa favola, non abbiamo notizie storiche.

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