«I nani magici» dei fratelli Grimm

C’era una volta un povero ed anziano ciabattino, che, a causa della vista sempre più debole, non riusciva a lavorare con lo stesso ritmo di gioventù. Una sera si coricò sconfortato, avendo lasciato incompiuta una riparazione. La mattina appresso, con sua grande sorpresa, trovò il lavoro ben ultimato; trattò l’accaduto con sufficienza, sapendo di non possedere più buona memoria.

Un ricco cliente gli commissionò delle scarpe; il ciabattino preparò l’occorrente, rimandando all’indomani la produzione. Quando sulle prime luci del giorno entrò nella stanza di lavoro, si accorse che il lavoro era, ancora una volta, bell’e compiuto. Il cliente fu molto soddisfatto, sicché ricompensò ampiamente l’artigiano, il quale iniziò seriamente a chiedersi cosa stesse succedendo.

La sera lasciò ancora l’occorrente per la preparazione di un paio di scarpe, e la mattina le trovò perfettamente compiute, tanto che poté venderle ad un prezzo assai vantaggioso. Grazie a ciò che accadeva incomprensibilmente durante la notte, il ciabattino riuscì un poco alla volta a raggranellare un buon gruzzolo, che attirò i sospetti della moglie, la quale gli chiese la provenienza di così tanto danaro. L’uomo confessò l’accaduto, e l’anziana coppia decise di vegliare durante la notte, al fine di svelare il mistero. A mezzanotte in punto, videro entrare due nanetti, che si posero all’opera nel realizzare delle scarpe davvero eccellenti. Era un freddo inverno e i due nani pativano il freddo, essendo coperti che di laceri vestiti. La donna allora, pensò di acquistare delle belle e pesanti giubbe da regalare ai due lavoratori, sicura che, per riconoscenza, avrebbero prodotto un maggior numero di scarpe. Quando fu giunta la mezzanotte, i nanetti si accorsero dei vestiti, che indossarono prestamente, infilando la porta d’uscita; essendo ormai ricchi, avrebbero smesso di lavorare.

La fabula insegna come ogni comportamento umano sia – purtroppo – dettato dal mero interesse. In questo caso, la signora non è mossa a pietà per le condizioni dei due nani; ella infatti acquista dei nuovi abiti, sicura che, per riconoscenza, i due avrebbero lavorato con maggior lena, aumentando la produzione di scarpe.

I due nani lavoravano, al fine di guadagnare qualcosa, e non perché mossi da compassione per l’anziano ciabattino.

Nei protagonisti, il sentimento è il medesimo: agire per il proprio egoistico interesse. L’ego muove ogni nostra azione, e la fabula dimostra come ogni atto egoistico finisca nel tempo.

Solo ciò che è prodotto dal disinteresse personale ha diritto all’eternità.

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