La dodicesima fatica di Ercole

Nell’ultima fatica, dodicesima tappa del Sole, Ercole dovette prendere tre mele d’oro dal Giardino delle Esperidi, luogo regalato da Gea a Zeus ed Era in occasione delle loro nozze, abitato dalle quattro figlie della notte.

Prometeo

Ai mortali, era sconosciuto l’indirizzo di detto luogo, così Ercole fu costretto a chiedere informazioni a riguardo: incominciò dalle zone più remote della Grecia, quindi, incontrato Prometeo, si diresse, sotto suo giusto consiglio, in Africa. Durante il suo viaggio, assai periglioso, l’Eroe incontrò Atlante, il titano condannato da Zeus a reggere il cielo sulle spalle, che gl’indicò l’esatta ubicazione del tanto agognato Giardino. Ercole, allora, chiese al titano di recarsi, per prendere le tre mele d’oro, sostituendosi quale portatore del cielo. Quando fu tornato, non volle prendere sopra di sé la volta, costringendo Ercole a mentire, nel dichiararsi orgoglioso del nuovo, gravoso compito. Chiese al Titano pochi istanti di occuparsi del Cielo, perché potesse attrezzarsi meglio al nuovo incarico. Atlante cadde nel tranello; Ercole riuscì a sottargli le tre mele e così portò a termine la sua ultima fatica.

Il viaggio dell’Eroe si compie in un non luogo, perché Ercole non conosce dove si trovi il Giardino, da cui dovrà sottrarre delle preziose mele. Esso è il luogo degli dei, la cui ubicazione è sconosciuta agli uomini, perché non diretta sotto lo sforzo del tempo dello spazio, ma al di là di qualsiasi riferimento fisico. E’ il luogo segreto, nascosto ma manifesto, occultato ma presente; è la nostra dimora intima, dove sentiamo il contatto con ciò che non ha limiti.

In questa fabula, s’innesta la presenza di Prometeo, amico dell’uomo e per causa dell’uomo inviso agli dei. Il Titano conosce il luogo, ma non può riferirlo, limitandosi ad indicare la via: l’Africa e non la Grecia. Durante il viaggio nel continente, Ercole incontra Atlante, ch’era stato condannato a reggere il peso del cielo ed egli vorrebbe liberarsi di tanto gravosissimo peso. Accetta quindi di aiutare falsamente il Tebano, al solo scopo di liberarsi della sua punizione, ma – come capiremo – ognuno di noi non può sfuggire alle sue pesanti responsabilità, a ciò che gli dei destinano. Così, riesce a prendere le tre mele famose, ma, caduto nel tranello, ordito da Ercole, è costretto – suo malgrado – a continuare la sua pena.

Il cammino è finalmente compiuto.

Tutto è giusto e perfetto.

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