Il mito di Demetra

Demetra nacque da Crono e da Rea, e generò Zeus al di fuori del vincolo matrimoniale.

Plutone

Con il titano Giasio, di cui s’innamorò durante gli sponsali di Cadmo e Armonia, generò Plutone. I due amanti si unirono per tre volte; quando Zeus s’accorse dell’avvenuto incontro, scagliò il suo fulmine sul titano, immaginando che la mamma fosse stata costretta. Altre fabulae raccontano che Giasio sarebbe stato ucciso invece dal fratello, Dardano.

Nonostante Demetra fosse nubile, le sue sacerdotesse assumevano il compito d’istruire ai misteri dell’alcova le giovani coppie.

La dea dimostrò un carattere gentile, ma con Erisittone, re di Tessaglia, si comportò con estrema durezza, perché accompagnato da venti compagni osò invadere il bosco a lei dedicato, abbattendo gli alberi, per costruire una sala per banchetti. La dea, allora, assunse la fisionomia della ninfa Nicippa, per indurre il re ad interrompere il suo proposito, ma si vide puntare contro un’ascia. Demetra allora si manifestò nell’intero splendore e condannò Erisittone a soffrire la fame in eterno.

Gian Lorenzo Bernini – Il ratto di Proserpina (Galleria Borghese, Roma)

La dea perse tutto il suo entusiasmo, quando smarrì la figlia Core – Persefone a causa di Ade, la quale rapì la giovane – sembrerebbe – presso Eleusi. Nove giorni e nove notti durarono le ricerche; il decimo giorno, Demetra giunse presso Eleusi, dove fu accolta dal re, Celeo, e la moglie, Metanira, che la invitarono qualche nutrice del figlio, Demofoonte. Quando la dea decise di rendere immortale il piccolo principe, lo pose sopra la fiamma, ma Metanira interruppe il rito, causando la morte del bimbo. I genitori dello sventurato piombarono nella più cupa disperazione, sicché la dea promise loro che avrebbe donato al figlio, Trittolemo, così tante gioie da sollevarli dallo stato, in cui giacevano. Il giovane aveva avvisato, appena la dea era giunta ad Eleusi, della sparizione di Persefone, così, riuniti Ecate ed Elio, era riuscita a sapere dell’opera malvagia di Ade. Al fine di richiamare l’attenzione di Zeus, la dea bloccò il corso della natura, perché le fosse restituita l’amata figlia. Zeus allora incaricò Hermes di recapitare un messaggio ad Ade, intimandogli di restituire la rapita alla mamma; a Demetra invece promise che avrebbe riabbracciato la figlia, se, durante la permanenza nello stato infero, non avesse mangiato dei frutti destinati ai trapassati. Ade allora promise a Persefone di riportarla sulla terra, invitandola a salire sul carro. Poco prima della partenza, Ascalafo disse ad Ade che la donna aveva mangiato dei chicchi di melagrana. Partirono alla volta di Eleusi, dove Demetra, finalmente, poté riabbracciare la figlia, quando fu informata del cibo infernale mangiato da Core, la quale sarebbe stata costretta a vivere sei mesi nell’Oltre, e sei mesi sulla terra. Demetra poté risalire sull’Olimpo, dopo aver iniziato ai Misteri eleusini ed all’arte dell’agricoltura Trittolemo, e condannò Ascalafo in una fossa chiusa da un masso enorme. In seguito, sarebbe stato liberato da Ercole e trasformato in un barbagianni.

3 pensieri riguardo “Il mito di Demetra

  1. Mi hai fatto tornare in mente questo film: https://wwayne.wordpress.com/2019/06/01/in-viaggio-verso-te/. E’ una splendida rielaborazione in chiave moderna dell’Odissea. L’hai visto?

    1. Non lo conosco, grazie per la segnalazione

      1. Allora sono onorato di avertelo fatto scoprire: è un capolavoro. Colgo l’occasione per dirti che mi sono appena iscritto al tuo blog. Grazie a te per la risposta! 🙂

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