«Le fiabe di Beda, il bardo»: «Lo stregone dal cuore peloso»

Un giovane stregone bello, ricco e talentuoso aveva notato quanto l’uomo innamorato apparisse tanto sciocco e fatuo. Deciso a non cadere nell’imbarazzo d’innamorarsi, ricorse alle arti magiche, all’insaputa dei genitori, convinti che prima o poi il loro figliuolo avrebbe perso la testa per qualche brava ragazza. Col passar della gioventù, lo stregone rimase l’unico scapolo tra i suoi amici, che invece s’erano sposati e molti erano diventati padri, ma nonostante tutto rimaneva convinto della bontà della scelta magica effettuata sul suo destino.

Colla morte dei genitori, lo stregone trasferì il suo tesoro nella stanza segreta del castello di famiglia, regalandosi una vita di agi e comodità, creando inevitabile invidia presso gli amici e conoscenti.

Un giorno, origliò il dialogo tra due servitori; il primo mostrava compassione verso un uomo non amato, mentre il secondo sornionamente si chiedeva come mai, possedendo così tanta ricchezza, non avesse attirato l’attenzione di qualche bella giovane.

Lo stregone si decise a prender moglie: la più bella, la più affascinante, la più ricca e, soprattutto, di stirpe magica, perché i figli potessero dar seguito all’attività genitoriale. E così avvenne, ed in poco tempo, trovò la moglie ideale. Nonostante lo stregone dichiarasse di non amarla, iniziò a corteggiarla, tanto da organizzare nel suo castello un magnifico ricevimento, al quale parteciparono anche i futuri suoceri, ben predisposti verso l’unione. Lo stregone per quell’occasione memorizzò le parole d’amore di tanti poeti, che raccontò alla donna, la quale si accorse della mancata partecipazione del cuore. Allora lo stregone si convinse di condurre la giovane presso la segreta, dove aveva custodito il tesoro, perché, nello scrigno più nascosto, v’era il suo cuore. La donna restò sgomenta, vedendo dei terribili peli neri, che vi erano cresciuti, ordinò allo stregone di prelevarle l’organo e posizionarlo nella naturale cavità toracica. L’uomo ubbidì ed immediatamente provò nuove ed inebrianti emozioni: quelle dell’amore.

Gl’invitati, intanto, avevano notato l’assenza del padrone di casa e della giovane, sicché avevano deciso di cercarli all’interno delle varie stanze del castello. Trovarono alla fine la segreta, dove si celava uno spettacolo orrendo: la giovane era esanime sul pavimento, mentre lo stregone stringeva ancora il magnifico cuore della ragazza tra le mani insanguinate. Nell’altra mano, serrava la bacchetta, che usava a mo’ di bisturi, tentando di estrarre il suo cuore peloso, il quale respingeva ogni attacco, deciso a non lasciare la sua sede naturale, per essere nuovamente rinchiuso in qualche scrigno, seppur prezioso. Imbracciata una daga d’argento, lo recise dal petto, cadendo morto sul corpo della sventurata donna.

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