Antonio Salieri: la calunnia è un venticello

Aleksandr Sergeevič Puškin (1799 – 1837)
Wolfgang Amadeus Moxart (1756 – 1791)

Wolfgang Amadeus Mozart morì il 5 dicembre del 1791, all’età di trentacinque anni. Si sparse la (falsa) voce che fosse stato ucciso dal marito di una sua amante, cui si aggiunse l’agghiacciante notizia di morte per avvelenamento ad opera del collega – «rivale» Antonio Salieri, che, nel 1830, Aleksandr Puškin avrebbe poi riportato nella tragedia «Mozart e Salieri».

Antonio Salieri nacque il 18 agosto 1750 a Legnago, presso Verona, in un’agiata famiglia di commercianti. Mostrò sensibile inclinazione verso la musica, tantoché fu affidato, sin dalla tenera età, alle cure del fratello Francesco, allievo di Giuseppe Tartini, e all’organista del duomo, Giuseppe Simoni, già allievo del P. Giovan Battista Martini, maestro di Wolfgang Amadeus Mozart.

Già dal 1757, la fortuna economica della famiglia ebbe a soffrire forse per infelici speculazioni. Nel 1763 morì la mamma, Anna Maria Scacchi, e l’anno seguente fu la volta del babbo, Antonio, lasciando i figli in rovina. Il Maestro fu presto condotto dal fratello, Pietro, frate minore in Padova, per i primi sostentamenti, quindi, nel volgere di due anni, Salieri entrò nelle grazie del nobile Giovanni Mocenigo, che lo recò a Venezia, dove poté studiare con insigni didatti.

Florian Leopold Gassmann (1729 – 1774)

Le doti del giovane non sfuggirono certo a Florian Leopold Gassmann, discepolo del P. Martini, compositore di corte a Vienna, il quale recò con sé il musicista nella capitale asburgica.

Giuseppe II d’Asburgo-Lorena (1741 – 1790)
Pietro Metastasio (1698 – 1782)

A soli diciassette anni, Salieri si stabilì nella città, che tanto amava la grande cultura italiana. Dopo essere stato presentato all’imperatore Giuseppe II, conobbe il cesareo Pietro Metastasio e Christopher Willibald Gluck, insegnante di canto della sfortunata Maria Antonietta.

Christoph Willibald Gluck (1714 – 1787)

Nel 1770, debuttò coll’opera Le donne letterate, su libretto di Giovanni Gastone Boccherini, ottenendo un riconosciuto successo, che gli aprì una carriera sfolgorante. Due anni più tardi ricevette da Gustavo III, re di Svezia, l’incarico presso il Teatro Reale di Stoccolma, che dovette rifiutare per l’opposizione di Giuseppe II.

Il 21 gennaio del 1774, scomparse il Gassmann, e così il Maestro fu nominato maestro di cappella: Salieri aveva appena 23 anni. Grazie all’acquisita stabilità economica, poté sposarsi con Theresia Helferstorfer, che gli avrebbe dato otto figli, dei quali solo 3 gli sarebbero sopravvissuti. Chiese ed ottenne un congedo provvisorio, per tornare in Italia, da cui mancava da quattro anni, per l’inaugurazione del neo eretto Teatro alla Scala in Milano coll’opera Europa riconosciuta. Il suo viaggio proseguì a Venezia, toccò poi le città di Roma e Napoli, quindi nell’aprile del 1780 rimpatriò a Vienna, dove avrebbe ripreso l’attività di corte quattro anni più tardi.

Lorenzo Da Ponte (1749 – 1838)

Nel 1789, accadde un fatto davvero strano ed inspiegabile: Salieri lavorava alacremente ad un libretto di Lorenzo da Ponte, Le nozze di Figaro, quando improvvisamente decise d’interrompere la composizione, così il lavoro passò nelle mani di Mozart, che ne trasse il capolavoro, che tutti conosciamo.

Colla morte di Giuseppe II, avvenuta il 20 febbraio 1790, terminò la fortuna del Maestro, che trattenne la carica di maestro di cappella, abbandonando quella di direttore dell’Opera italiana. Salieri si dedicò all’attività didattica, annoverando importantissimi musicisti tra i suoi allievi: Ludwig Van Beethoven, Franz Liszt, Franz Schubert e Franz Xaver Wolfgang Mozart, ultimogenito del Salisburghese.

Le voci sulla presunta rivalità tra i due Maestri (oltretutto iscritti alla Massoneria e frequentatori assidui dei Lavori di Loggia) fu smentita da una lettera che Wolfgang scrisse alla moglie Costanza il 14 ottobre 1791, qualche tempo prima della sua morte. Il Salisburghese riportò l’enorme successo suscitato da Die Zauberflöte, e descrisse la serata, dopo la prima, trascorsa con il soprano Caterina Cavalieri, presunta amante del Salieri, ed il Maestro italiano.

«Non puoi immaginare quanto siano stati gentili entrambi. Hanno detto che è un’opera degna di essere rappresentata in occasione delle più solenni festività, davanti ai più grandi monarchi, e che certo l’avrebbero rivista altre volte, non avendo mai assistito a uno spettacolo più bello e più gradevole. Lui ha ascoltato e guardato con la massima attenzione, e dalla Sinfonia all’ultimo coro non c’è stato brano che non gli abbia strappato un bravo o un bello».

Ignaz Moscheles (1794 – 1870)

Col passar degli anni, le condizioni di salute del Maestro iniziarono a scemare, e, nel 1820, fu ricoverato presso l’Ospedale generale di Vienna, dove seppe delle infamanti accuse, che gli erano state rivolte a proposito della morte di Mozart. L’allievo Ignaz Moscheles riportò in merito le parole del suo Maestro:

«Benché questa sia la mia estrema malattia, posso in assoluta buona fede assicurare che in quell’assurda diceria non c’è nulla di vero; voi lo sapete: Mozart l’avrei ucciso io.  E invece no, cattiveria, nient’altro che cattiveria! Ditelo voi al mondo, caro Moscheles. Ve l’ha detto il vecchio Salieri, che fra poco morirà».

La cattiva leggenda presto informò tutta Europa, offuscando l’opera del talentuoso Maestro, che spirò a Viena il 7 maggio del 1825. Durante il funerale, Franz Schubert diresse il Requiem, che lo stesso Salieri aveva composto per la propria dipartita qualche tempo prima. Joseph Weigl, allievo e successore all’Opera di Vienna, dettò l’epigrafe per l’illustre e sfortunato Maestro:

«Riposa placido. Liberato dalla polvere, ti fiorirà l’eternità. Riposa sereno. In eterne armonie si libra il tuo spirito che cammina, su note magiche, verso eterne bellezze».

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