Delitto Matteotti: continuano le voci sulla sparizione del cadavere, nel commento della stampa dell’epoca

Domenica 6 luglio 1924, gli organi di stampa nazionale si soffermarono in particolare sulle tragiche notizie riguardanti la sparizione del cadavere di Giacomo Matteotti.

La Tribuna commentò: «Secondo un’informazione dai sequestri operati presso varie Banche dietro ordinanza della Sezione di accusa sono state rinvenute intestate al Marinelli ingentissime somme, il cui ammontare non sarebbe inferiore ai sette milioni, i quali però apparterrebbero, anziché all’imputato alla Direzione del Partito Fascista, di cui il Marinelli era segretario amministrativo e tesoriere. Infatti, l’Ufficio Stampa del Partito fascista comunica: «che i titoli sequestrati nella cassetta di sicurezza del Credito Italiano, intestati al commendator Giovanni Marinelli, sono, come gli altri fondi, depositati a suo nome in altre banche, di spettanza del Partito fascista, e sono in corso le pratiche presso l’Autorità giudiziaria per lo svincolo».

La Direzione del Partito Socialista Unitario offriva venticinquemila lire a chi avesse fornito notizie valide, al fine di ritrovare il cadavere di Matteotti.

Secondo Il Popolo, il cadavere fu trasportato la sera successiva al delitto a Toma colla stessa automobile, parcheggiata poi nel villino di proprietà di Nello Quilici.

«Senonché, pervenuto a Roma il cadavere, e procedutosi da parte di un notissimo sanitario romano, grande dignitario di Piazza del Gesù, ad una sommaria visita come quale fu constatato lo scempio che si era fatto, sarebbero sorti la necessità e il proposito di far scomparire definitivamente il corpo.

E una ipotesi logica, per quanto assurda dal punto di vista umano, sarebbe la seguente: esistono al Policlinico dipendenti dalla scuola di chirurgia, i locali della nuova Morgue. In queste sale si preparano i cadaveri: la macabra finzione alla quale sono addetti uno o più esperti inservienti, i quali forniscono i pezzi anatomici che si usano per gli studi universitari degli ultimi tre anni di medicina. Quello dei cadaveri che viene restituito dopo le indagini e gli esperimenti, è dai predetti preparatori ricomposto alla meglio, badandovi piuttosto ad una certa approssimazione di quantità dentro le bare preparate all’uopo e mandate a seppellire nella fossa comune.

Secondo nostre informazioni, in questa sala di preparazione, con la complicità del sanitario suddetto e con la comprata partecipazione di uno dei preparatori, sarebbe stato trasportato il cadavere dell’onorevole Matteotti, di dove aggiunto a pezzi ed a resti anatomici della Scuola chirurgica, sarebbe stato sepolto a varie riprese. Segnaliamo l’indizio raccolto all’autorità giudiziaria, la quale farebbe opera idonea a quietare l’ansiosa irrequietezza della nazione, dando una versione attendibile che lo stato delle indagini presume che si possa dare».

A sua volta il Giornale d’Italia assicurava che l’autorità giudiziaria seguisse un’altra pista per le ricerche del cadavere.

«Le indagini al riguardo sarebbero condotte con il massimo riserbo. Soltanto pochissimi scelti funzionari sarebbero incaricati delle nuove indagini e sotto la guida e il controllo delle autorità inquirenti. Al riguardo, noi riteniamo opportuno ripetere l’osservazione che già abbiamo prospettata nei passati giorni: che, cioè, la questione dell’accertamento di come è finito, disperso o distrutto il cadavere dell’infelice deputato unitario, è centrale di tutta la tragedia delle responsabilità di quell’infame associazione a delinquere di cui egli fu la più grande vittima».

Il sostituto procuratore ebbe un lungo colloquio con il procuratore generale.

Riportò La Stampa: «Sembra che oggetto delle conversazioni di ufficio sia stato l’abbinamento dei processi minori a quello Matteotti.

Amerigo Dumini (1894 – 1967)

Si afferma poi che oggi l’autorità giudiziaria che istruisce il processo Matteotti, ha consegnato nelle mani dell’autorità di P. S. un mandato di cattura con l’ordine di immediata esecuzione. I magistrati inquirenti hanno ascoltato altri quattro testimoni fra cui il giornalista Giuseppe Meoni, consigliere delegato della Federazione della stampa, per deporre in merito alla questione della concessione del telefono richiesto dal Dumini e caldeggiata dal Rossi».

Il quotidiano Roma tornò sulla latitanza di Cesare Rossi, il quale «sarebbe stato segnalato in una casa colonica di Acerra presso la stazione dei carabinieri. L’ufficiale che comanda quella stazione avrebbe fatto circondare la casa colonica, riuscendo a penetrarvi dopo una breve discussione con i coloni ch’erano stati messi a guardia. L’ufficiale ed i militi si sarebbero trovati in presenza del Rossi, il quale avrebbe sollecitato l’intervento di un pezzo grosso del fascismo locale. Il quale pezzo grosso, fatto avvisare, sarebbe giunto nottetempo ad Acerra in automobile e avrebbe ottenuto una breve sosta nella cattura in attesa di disposizioni che egli stesso avrebbe provocato da Roma. La risposta da Roma sarebbe stata questa: traduzione del Rossi nella capitale in automobile non in ferrovia, per evitare il controllo dei giornalisti.

Emilio De Bono (1866 – 1944)

Di notte due automobili sarebbero partite da Acerra per Roma. Nella prima avrebbe preso posto il Rossi, l’ufficiale e il predetto pezzo grosso; nella seconda, alcuni militi della benemerita. Durante il viaggio le due automobili sarebbero state fermate da alcuni militi fascisti, i quali avrebbero portato le istruzioni di condurre il Rossi non alla Questura di Roma ma a casa del generale De Bono.

Alle 6 del mattino le due automobili sarebbero giunte a destinazione e in casa del generale De Bono avrebbe avuto luogo un colloquio che sarebbe durato tre quarti d’ora. Il generale De Bono avrebbe dato assicurazioni che prima di mezzogiorno il Rossi si sarebbe costituito, ciò che infatti avvenne».

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close