27 marzo 2013. Ciao Busan!

Mi sono alzato assai presto e ho approfittato della bella mattinata piena di sole, per passeggiare nei dintorni dell’hotel. Il mare era alla mia destra, appena una stretta strada a due corsie mi separava dalle onde, il cui sciabordio era una carezza per le mie orecchie, non piu abituate a questo suono. Ho notato che accanto al Park Hyatt hanno costruito tre grandi torri, forse di 40 piani, adibite ad appartamenti privati: ci si sveglia e ci si addormenta, guardando il mare negli occhi, che meraviglia! Al piano terra, tanti bei negozi, caffe eleganti e spazi verdi ben custoditi, che separano gl’insediamenti urbani. Questa zona, Haendeu, ha una vocazione chiaramente turistica; è distante dal centro, ma aggrega tutti coloro che, specialmente durante il periodo estivo, vogliono godere di spiaggie ben organizzate e strutture alberghiere all’avanguardia. Il personale dell’hotel sembra coccolarti: sempre sorridenti, disponibili a risolvere qualsiasi richiesta, insomma il posto ideale, per ritemprarsi dalle fatiche lavorative. Mi sembra che, almeno in questa parte di Busan, la vita, rispetto a Seul, scorra piu tranquilla, piu flemmatica e le persone non corrono, non guardano in continuazione l’orologio, temendo di essere in ritardo, non sono attaccati al telefonino o all’ultima diavoleria elettronica, collegati perennemente con il mondo; eppure Busan e la seconda città della Corea, con enormi potenzialità economiche. Si svolge annualmente l’Oscar del cinema coreano, con le tante Università, i grandi centri commerciali compete con la lontana capitale. Forse qualcuno ha abbassato di qualche tacca il metronomo della vita. C’è una piccola insenatura e mi fermo in prossimità di quel muricciolo; vedo scorrere il mare, il livello dell’acqua è talmente basso che potrei contare quanti sassi formano il pavimento marino. Basterebbe allungare lo sguardo di qualche metro che la trasparenza diventa un ricordo sbiadito. Alla mia destra, tante imbarcazioni parcheggiate; diversi yacht brillano per lucentezza; sono appena dondolati dalle onde. Guardo davanti a me e vedo il doppio ponte, che ho osservato ieri notte, brulicante di macchine, che, da qui, sembrano formiche, che si muovono lentamente, attraversando le due sponde, forse è ora di far colazione, che si consuma nella Dining room.

E’ un classico buffet continentale; caffè e cappuccino possono  essere richiesti piu volte.

Inizio con della finissima pasticceria, “fatta in casa” poi passo a consumare dell’omelette (ne sono ghiotto), bacon, pomodori, funghi insomma un piatto decisamente “inglese”, che gusto con molto piacere.

Il tavolo è di fronte alla finestra, da cui posso mirare un panorama sempre avvincente e che non mi stanca: le macchinine continuano l’andirivieni…devo sbrigarmi,perché oggi si rientra a casa: la vacanza è finita!



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close