6 aprile 2013. Visita al Museo Trick Eye di Seoul

Il cielo di stamane è grigio, anche se le temperature sono attorno ai 20 gradi, decisamente primaverili. Lo stato di tensione con la Nordcorea sembra che sia ancora in atto; il Governo del Sud ha dichiarato che truppe del Nord hanno spostato un missile sulla costa, la cui gittata non dovrebbe arrivare sulle coste statunitense. Insomma, rimane uno stato di forte tensione e di attesa; l’apparato militare del Sud è pronto per qualsiasi evenienza e si susseguono le esercitazioni congiunte con le Forze degli USA. 
Questa mattina, per recarmi al Museo Trick Eye, sto utilizzando la metro.

E’ molto confortevole camminare in ambienti puliti, ordinati, tenuti molto bene. A qualsiasi ora del giorno, tante le persone, che la utilizzano, perché, con i suoi 300 km. di tracciato, ti permette di raggiungere tutte le zone di Seul e molte città limitrofe.  Davanti a me, una ragazza si sta ritoccando il trucco, correggendo più volte qualche piccola sbavature, ha delle bellssime mani assai curate ed un vestito corto, che le scopre gambe spettacolari…un’altra telefona, ponendo la mano davanti la bocca, al fine di non disturbare i vicini; un incravattato cinquantenne legge il giornale, soffermandosi sulla pagina, riguardante le notizie, provenienti dal Nord. Poco più in là, in prossimità delle porte, due anziani, ben vestiti, discutono tra loro; uno dei due indossa un’improbaile cravatta gialla.
Ecco, ora la metro è salita in superficie ed attraversa il fiume Han, che in questo tratto s’ingrossa notevolmente; cento metri, per poi imbucare una galleria, lasciandoci alle spalle un traffico ordinato ma caotico, che si svolge su entrambe le corsie del ponte. Quando arriverò alla fermata di Eulgiro 3ga, dovrò scendere per cambiare la linea: dalla linea tre (dove mi trovo, linea arancione) alla due (linea verde). Il museo si trova in una zona universitaria molto famosa di Seul, Honghik University. E’ una zona molto caratteristica di Seul: vicino all’enorme complesso universitario, una miriade incalcolabile di negozi e negozietti, alcuni dei quali aperti anche durante la notte, musica altissima sparata da alcuni speaker, posti all’ingresso di diverse profumerie. Per le strette viuzze si aggirano, soprattutto, studenti in attesa di lezione, che girano, a volte da soli, a volte a gruppi, commentando sonoramente, accostandosi alle vetrine, per mirare da vicino l’ultima mise all’avanguardia. Dismessi le divise d’ordinanza, obbligati ad indossare al Liceo, mostrano abbigliamente audace, trucco estremamente fantasioso; insomma, l’Università segna, per sempre, l’ingresso nel mondo degli adulti (ricordiamo che la divisa deve essere indossata per l’intero periodo scolastico: dall’asilo al liceo).
 E’ davvero un museo originale, perché gl’ideatori hanno riprodotto dei quadri famosi, con dei…particolari ritocchi, che li rendono assai spiritosi.
Nella sala Santorini, un bel quadro coloratissimo di Pinocchio, sullo sfondo tanti oggetti: dei soldi, l’edificio di una scuola, una sedia, un albero, del pane.

Il quadro vicino racconta una bella vacanza a Parigi; all’interno del quadro, dei modellini di automobili. 

L’immancabile Caffè santorini, dove mi fermo qualche istante, per sorseggiare un espresso.

Noto una bella fontana nel centro, tanti tavolini attorno e proprio sul tavolo, dove depongo la tazzina, e disegnata una mano, che esce da una piccola botola, che sta catturando un tramezzino, anch’esso disegnato.

 Accanto a me, dei giovani turisti cinesi, a turno si fotografano seduti su una sedia, perché

Le cose diventano davvero serie: parliamo della creazione del Mondo! Tutto nacque in Grecia; i tre grandi filosofi, che illumineranno le civiltà dell’Europa e dall’altra parte il minotauro.
La sala con i quadri famosi visti e rivisti e meravigliosa: da “L’uomo che guarda attraverso la finestra di Samuel van Hoogstraten (1653), con il protagonista, la cui testa esce abbondantemente fuori dal quadro: che sguardo triste e preoccupato!

“The costume of Painter” di Bar Jun Sung (2010). Una donna è attratta da un bouquet di fiori coloratissimi.

“Chatsworth house violin” di Jan van der Vaart (1723). Un violino attaccato ad una porta, che si trova dietro ad una porta aperta.

Un Bacco sporcaccione, il quale tracanna dell’ottimo vino rosso (Sassicaia o Barolo?), mentre la fa…fuori dal quadro.

“The moneylender and his wife” di Quentin Massys. La coppia immortalata non si accorge che alcune monete stanno cadendo fuori dal quadro!

 “I bari” del Caravaggio; il baro stavolta ha la mano con la carta fuori dal quadro. Non si fa così!

“Ballo in campagna” di Auguste Renoir (1883): danzando, danzando l’uomo ha un piede in bilico: un po’ dentro e un po’ fuori.

“Young woman ironing” di Louis Leopold Boilly; un discolo, sicuramente, ha fatto un bruttissimo scherzo alla stiratrice: le ha tirato un secchio d’acqua sui panni da stirare.

Alla “Gioconda”; non so chi sia stato a gonfiare con uno spray il volto di Monna Lisa!

“L’urlo” di Munch. Ora ho capito, finalmente, perché quel volto dai tratti confusi, irriconoscibili…e grazie! Ha perso i pantaloni!

Un intero lato occupato da una bellissima riproduzione di Venezia ed accanto un panda acciambellato su delle canne. 
Sullo sfono di un paesaggio antico, due ragazze giocano su un’altalena. “Ehi, stai attenta, perche stai volando fuori dal quadro!”

Infine un labirinto con degli specchi!!!!!
Aiuto, quanti Alessandro ci sono??? (Non ne basta uno?)

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