Mastroianni secondo Fellini

L’articolo è stato pubblicato giovedì 23 Luglio 2020 sul sito www.doppiozero.com a firma di Giulia Muggeo.

L’articolista pone in giusta evidenza la complementarietà dei due grandi artisti, tra il Maestro e l’alter ego cinematografico, sodalizio che si è consegnato alle trame della storia.

La coppia si formò nel corso delle riprese de «La dolce vita» (1960), si confermò in «8 ½» (1963), per rinnovarsi diciassette anni più tardi ne «La città delle donne», tornare a riunirsi nel 1986 per «Ginger e Fred» e completarsi nel 1969, con «Block notes di un regista» e nell’«Intervista» (1987). Il legame nacque con «Marcello», tipico don giovanni di quegli anni dorati, per poi smembrare la maschera e magari riproporla, negli anni, con stereotipi sempre più caricaturali.

Il personaggio forse più incline al fantastico mondo felliniano è quello di Snaporaz ne «La città delle donne», unico interprete protagonista maschile del film.

Già ne «La dolce vita», «Marcello», nutre i primi sentimenti, che esploderanno successivamente nelle interpretazioni del grande attore, rappresentazione anche di un’italianità positiva e lontana dallo stereotipo di «pizza & spaghetti». «La dolce vita» rappresenterà un film storicizzato da vari omaggi, che saranno resi nel corso di altre produzioni, come Ettore Scola testimonierà in «C’eravamo tanto amati» (1974), quando combina l’incontro tra i due protagonisti, Nino Manfredi e Stefania Sandrelli, sul set allestito intorno alla Fontana di Trevi, con la partecipazione di Fellini e Mastroianni rispettivamente nei propri ruoli. L’ultimo lavoro di Scola sarà il docu – film «Che strano chiamarsi Federico» (2013), omaggio alla poliedrica figura del regista riminese, di cui ripercorrerà le principali tappe di una carriera unica.

L’«Intervista» è forse il film più felliniano di Fellini, dove il Maestro gioca tra ripresa cinematografica e pausa (sempre registrata); i sogni sono raccontati con sbalzi di tempo, che spesso disorienteranno lo spettatore. C’è anche un posto speciale per Marcello Mastroianni, colto a Cinecittà mentre gira uno spot pubblicitario, mascherato da Mandrake. Fellini lo inviterà a seguirlo in un viaggio fuori porta, conducendolo a casa di Anita Ekberg, dove si rivivranno le forti emozioni della «scena della Fontana», davanti ad un uditorio particolarmente emozionato.

Marcello fu definito da Fellini «un contorsionista in grado di adattarsi perfettamente alle mie esigenze e volontà di regista. Entra nei personaggi in punta di piedi. Si lascia vestire, truccare, pettinare senza fare obiezioni. Con lui tutto è morbido, pacato, disteso, naturale»

Chissà in Paradiso, i due amici cosa staranno girando?

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