Il mito di Danao secondo Apollodoro

Narra Apollodoro di Atene nella «Biblioteca».

Belo, re d’Egitto, figlio di Poseidone, ebbe due figli gemelli dalla moglie Anchinoe: Egitto e Danao. Il parto gemellare dall’unione di una deità o un semidio con una donna mortale, ricorre spesso nelle fabulae; ricordiamo, a questo proposito, i Dioscuri greci e poi Romolo e Remo, figli di Rea Silvia e di Marte.

Assegnò la Libia a Danao, mentre ad Egitto l’Arabia. Il destino dei due gemelli fu davvero singolare: mentre Egitto ebbe cinquanta figli, Danao cinquanta figlie. Per evitare scontri per la successione, Danao costruì, con l’aiuto di Atena (dea della sapienza) una nave, dove imbarcò la figliolanza e si diresse verso la città di Lindos, nell’isola di Rodi, dove avrebbe eretto il tempio ad Atena Lindia. La nave è un elemento assai presente nei racconti antichi: Giasone con Argo, Decaulione per sfuggire al diluvio; è sempre presente Atena (madre di Ulisse), che conforta il costruttore, il quale può affidarsi solo alla propria conoscenza e quindi allo studio, per superare ogni ostacolo costruttivo.

Lasciò Rodi, per recarsi ad Argo, ricevendo il regno da Pelasgo – Gelanore, un territorio privo di acqua per l’intervento punitivo di Poseidone (nonno di Danao), dopo che Inaco, divinità fluviale, aveva affermato che l’isola appartenesse ad Era, moglie di Zeus.

Danao ordinò alle figlie di cercare comunque dell’acqua; una di esse, Aminone, scagliò una freccia contro un cerbiatto mancandolo e colpendo, in sua vece, un satiro addormentato, che prestamente svegliato si diresse contro la donna, al fine di possederla. L’intervento immediato di Poseidone evitò la catastrofe per la giovane, informandola dove avrebbe trovato l’acqua: presso la sorgente Lerna.

Giunsero ad Argo i figli di Egitto, per reclamare in sposa le figlie (e cugine) di Danao, il quale provvide, mediante sorteggio all’assegnazione. La maggiore, Ipermestra, fu scelta dalla sorte per Linceo; Gorgofone per Proteo; entrambi i maschi erano nati da una principessa. Decise tutte le unioni, fu organizzato un banchetto, mentre Danao consegnava alle spose un pugnale, con il quale avrebbero ucciso i mariti nel sonno, decapitandoli e sotterrando le teste a Lerna, purificate da Atena ed Ermes per ordine di Zeus.  La decapitazione, colla quale si stacca la testa dal corpo, indica anche il lato fisico, dove ha sede l’intelligenza, la ratio, che, giustamente, sono simboleggiati da Atena ed Ermes; per ciò la purificazione è effettuata dall’intervento delle due deità.

Ipermestra salvò la vita a Linceo, perché ne aveva rispettato la verginità; per quest’atto di profonda riconoscenza, non gradito da Danao, si meritò la prigione.  Più tardi, il re permise alla coppia di vivere da sposati.

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