Una Messa per Gioachino Rossini

Il 13 novembre 1868, Gioachino Rossini moriva a Passy, vicino Parigi.

La notizia si sparse rapidamente in Italia, suscitando una forte emozione, poiché, seppur il Maestro fosse inattivo da trentotto anni, era ritenuto – giustamente – il fondatore del melodramma romantico. La sua intensa produzione operistica aveva permesso al melodramma italiano una sicura affermazione oltralpe, tanto da egemonizzare i più importanti palcoscenici europei. Nonostante la moda musicale della seconda metà dell’Ottocento si avviasse decisamente verso uno spazio antirossiniano, il Pesarese era comunque tenuto in altissima considerazione per il ruolo avuto, piuttosto che per i lavori drammatici, che sarebbero caduti rapidamente in oblio. La produzione buffa invece continuava a riscuotere tanto successo e godere di una fortuna incontrastata. In un’Italia, che si era appena unita, Rossini era considerato uno dei punti di riferimento per una nazione, che era alla giusta ricerca di un codice culturale identitario.

Giuseppe Verdi (1813 – 1901)

Giuseppe Verdi partecipò al vivo dolore per la scomparsa dell’insigne Maestro, vergando parole di assoluta considerazione e rispetto: «Era la riputazione più estesa, la più popolare dell’epoca nostra, ed era gloria italiana. Quando l’altra, che vive ancora (il Manzoni) non sarà più, cosa ci resterà?».

Giulio Ricordi (1840 – 1912)

Al fine di onorare la memoria del Maestro, fiorirono diverse iniziative; il Bussetano stesso avanzò la proposta di una Messa a più mani, in una lettera, indirizzata il 17 novembre all’editore Giulio Ricordi e pubblicata sulla Gazzetta Musicale di Milano: «Ad onorare la memoria di Rossini vorrei che i più distinti maestri italiani (Mercadante a capo, e fosse anche per poche battute) componessero una Messa da Requiem da eseguirsi nell’anniversario della sua morte. Vorrei che non solo i compositori, ma tutti gli artisti esecutori, oltre al prestare  l’opera loro, offrissero altresì l’obolo per pagare le spese occorrenti. Vorrei che nissuna mano straniera, né estranea all’arte, e fosse pur potente quanto si voglia, ci porgesse aiuto. La Messa dovrebbe essere eseguita nel S. Petronio della città di Bologna che fu la vera patria musicale di Rossini. Questa Messa non dovrebbe essere oggetto né di curiosità, né di speculazione; ma appena eseguita dovrebbe essere suggellata, e posta negli archivi del Liceo Musicale di quella città. Sarà bene istituire una Commissione di uomini intelligenti onde regolare l’andamento di quest’esecuzione, e soprattutto per scegliere i compositori, fare la distribuzione dei pezzi, e vegliare sulla forma generale del lavoro. Questa composizione (per quanto possano essere buoni i singoli pezzi) mancherà necessariamente d’unità musicale; ma se difetterà da questo lato varrà nonostante a dimostrare come in tutti noi sia grande la venerazione per quell’uomo, di cui tutto il mondo piange la perdita». La civiltà musicale, che Rossini aveva formato, avrebbe dovuto rendere omaggio, secondo il chiaro pensiero verdiano, al suo fondatore. 

Il Pesarese morì in un’epoca storica, in cui l’incontrastata egemonia operistica italiana iniziava ad essere percossa anche in Italia, dove si formavano nuovi fermenti culturali, coll’introduzione stabile di opere francesi. Nella stessa Bologna, si sarebbe realizzata nel 1872 la prima di Lohengrin di Richard Wagner. La nuova stirpe di compositori, capeggiata da Franco Faccio ed Arrigo Boito, denunciava mal sopportazione nei riguardi del vecchio melodramma, invocando la musica dell’avvenire.

Franco Faccio (1840 – 1891)

All’interno di questo contesto, l’iniziativa del Verdi assumeva anche un’aperta sfida da parte dei «più distinti maestri italiani» ai fautori del nuovo a tutti i costi, dimostrando – se ce ne fosse stato bisogno – la vitalità della tradizione musicale italiana.

Arrigo Boito (1842 – 1918)

La Commissione, reclamata dal Bussetano, si riunì presso il Conservatorio di Milano, presieduta dal direttore, Lauro Rossi, Alberto Mazzucato e Stefano Ronchetti – Monteviti, insegnanti e Giulio Ricordi in qualità di segretario. Tredici sarebbero stati i compositori scelti, provenienti da regioni diverse, sottolineando così l’unità culturale e politica del nuovo Stato unitario.

Saverio Mercadante (1795 – 1870)

Saverio Mercadante rinunciò per problemi di salute insieme ad Errico Petrella; così i musicisti furono scelti fra maestri di cappella e didatti, nomi forse oscuri, ma dall’ineccepibile formazione musicale

Il Requiem ed il Kyrie furono affidati ad Antonio Buzzolla, maestro di cappella presso S. Marco di Venezia; il Dies irae ad Antonio Bazzini, celebre violinista bresciano; il Tuba mirum a Carlo Pedrotti, operista e direttore veronese; il Quid sum miser ad Antonio Cagnoni, operista ed autore di musica sacra pavese; il Recordare al napoletano Federico Ricci, autore de Crispino e la comare; l’Ingemisco ad Alessandro Nini, maestro di cappella a Bergamo; il Confutatis a Raimondo Boucheron, maestro di cappella a Milano; il Lacrimosa a Carlo Coccia, maestro di cappella a Novara; l’Offertorio a Gaetano Gaspari, maestro di cappella a Bologna; il Sanctus a Pietro Platania, direttore del Conservatorio di Palermo; l’Agnus Dei a Lauro Rossi, il Lux aeterna a Teodulo Mabellini, maestro di cappella a Firenze. A Verdi fu affidato il brano conclusivo Libera, me Domine.

Purtroppo, non conserviamo traccia storica dei dissidi, che scoppiarono e causarono il triste naufragio della bella iniziativa. Tanta parte ebbe Angelo Mariani, a cui era stata affidata l’esecuzione, intimo del Verdi, di cui aveva portato al successo il Don Carlo.

Purtroppo, non conserviamo traccia storica dei dissidi, che scoppiarono e causarono il triste naufragio della bella iniziativa. Tanta parte ebbe Angelo Mariani, a cui era stata affidata l’esecuzione, intimo del Verdi, di cui aveva portato al successo il Don Carlo.

Teresa Stolz (1834 – 1912)
Angelo Mariani (1821 – 1873)

I rapporti tra i due musicisti subirono un severo irrigidimento a causa del comportamento di Verdi, assai in intimità colla fidanzata del direttore, Teresa Stolz. Inoltre, Mariani aveva mal digerito l’esclusione dalla partecipazione in qualità di compositore. Infine, il direttore del Teatro di Bologna, Scalaberni, impedì alle masse teatrali di prender parte a causa dell’assenza di Faccio e Boito nella lista dei compositori. Tentò una vana mediazione Giulio Ricordi, che propose di rinviare l’esecuzione, spostandola in Milano. Irruppe Verdi nella vicenda, tentando ogni azione, al fine di far naufragare il progetto, poiché la Messa non sarebbe stata realizzata secondo i proponimenti originali.

Dei tredici brani originali, Cagnoni e Platania inserirono le loro composizioni (Ingemisco e Sanctus) nei propri Requiem; Mabellini modificò il Lux aeterna in un Inno a Palestrina; Verdi inserì il Libera me nella Messa per Manzoni. Altri pezzi andarono perduti per vicende diverse.

Ogni brano conservato presenta un chiaro riferimento melodrammatico, colla scelta di cogliere il dettaglio espressivo del testo, a svantaggio di quello celebrativo. Verdi distingue il proprio contributo, che prefigura con grande approssimazione il Libera me del Requiem per Manzoni, il quale segna una diversa ripresa del Dies irae, limita il ruolo del soprano solista. La fuga finale è quasi identica. E colla scelta di quest’antica struttura compositiva, Verdi intendeva riaffermare il richiamo alla tradizione italiana, in qualità di una netta rigenerazione del linguaggio melodrammatico: «Torniamo all’antico, sarà un progresso».

Un pensiero riguardo “Una Messa per Gioachino Rossini

  1. qualche hanno fa l’anno trasmessa per radio, è molto particolare ascoltarla: un caso unico in cui si viene sballottati da uno stile all’altro, ma tutto sommato non è male fare questo viaggio rocambolesco nella musica dell’800

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close